Costantini-Pd:«Berlusconi bugiardo. Le case non sono finanziate al 100%»

Alessandro Biancardi

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* L’AVVOCATO SPIEGA NEL DETTAGLIO IL “DECRETINO BERLUSCONI” * BERLUSCONI:«OSPEDALE A FINE MAGGIO, CASE IL 10 SETTEMBRE» * TERREMOTO: IL TESTO INTEGRALE DEL "DECRETO ABRUZZO" (Pdf) * TERREMOTO: LE VOSTRE TESTIMONIANZE E DENUNCE NEL FORUM
* I CONTRIBUTI PER LE SISTEMAZIONI AUTONOME, ECCO I MODULI

* PER AVERE I CONTRIBUTI ALLA RICOSTRUZIONE

* L'ELENCO TELEFONICO DELL'EMERGENZA TERREMOTO



L'AQUILA. Ogni giorno che passa aumentano le critiche sul decreto Abruzzo , quello che sancisce le regole per la ricostruzione. Duro il centrosinistra che dopo aver letto il testo si dice stupito per le promesse fatte dal capo del governo poi non mantenute. E sono tanti gli spunti.
E' critico, molto critico il consigliere regionale Carlo Costantini (Idv).
Sarebbero tanti, per l'ex candidato alla presidenza della Regione, le promesse annunciate in pompa magna e non inserite nel documento ufficiale.
«Non c'è alcun accenno ai contributi a fondo perduto di 150 mila euro per la ricostruzione e di 80 mila euro per le riparazione annunciati in conferenza stampa», spiega, «peraltro già chiaramente insufficienti a garantire l'indennizzo per il 100% dei danni».
Gli unici riferimenti certi, assicura Costantini, rivelano che fino alla fine del 2009 gli aquilani «non riceveranno neppure un euro per ricostruzioni o ristrutturazioni».
Lo stanziamento, infatti decorre dal 2010 (art. 3, comma 6) «e negli anni 2010 e 2011 disporranno di soli 265.500.000,00 (art. 3, comma 6), una somma ridicola, se si considerano le migliaia di edifici distrutti ed inagibili».
Costantini è critico anche sui provvedimenti nei mutui: «l'aiuto e' limitato nell'importo e circoscritto alla sola abitazione principale distrutta (art. 3, comma 1, lett. C). Ed il contributo offerto con questa metodologia non si avvicina neppure lontanamente al 100% del danno. L'incidenza dei mutui sui valori ante terremoto delle abitazioni ben difficilmente potrà essere superiore al 50%: e lo Stato ha proposto di scambiare il subentro nei mutui con la cessione dell'intero diritto di proprietà dell'abitazione andata distrutta».
C'è poi il capitolo subappalti: «via libera», contesta l'esponente dell'Idv, «fino al 50%, in deroga alla normativa vigente e senza alcun inasprimento dei controlli sulle relative procedure (Art. 2, comma 9). Nella fase definita di “Realizzazione urgente di abitazioni”, per la quale risultano stanziati 700 milioni di euro, qualcuno potrà guadagnare decine di milioni di euro semplicemente ricevendo la commessa e girandola in subappalto».

Secondo il consigliere regionale, inoltre, nei prossimi tre anni non ci saranno 8 milioni di euro da spendere «ma solo 1,5 circa. Il resto arriverà a rate in 24 anni (art. 18, comma 1) a favore dei pochissimi, cittadini o imprese, che nel frattempo saranno riusciti a sopravvivere a L'Aquila».

E anche la data del 10 settembre, giorno in cui dovranno partire le prime consegne delle case, secondo Costantini, non può essere vera: «circa la metà delle risorse a tal fine destinate potranno essere spese solo nel 2010 (art. 2, comma 13)».
E poi ancora «mancano indicazioni chiare sulle procedure e sulla entità dei contributi destinati alla ricostruzione degli immobili industriali e commerciali danneggiati e questo costringe le imprese a prolungare ulteriormente il loro fermo produttivo. Quelle che tra qualche mese sopravviveranno potranno beneficiare – secondo le anticipazioni di Tremonti, dell'importo di massimo 80.000,00 euro e potranno farlo attraverso il meccanismo del credito di imposta».
Sul decreto è già in programma un consiglio regionale straordinario che si preanuncia di fuoco.
Anche la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane è chiara: «nel Decreto vogliamo vedere indicati nero su bianco i soldi per la ricostruzione e non solo quelli per le casette transitorie. L'Aquila va ricostruita dov'era e com'era. Così non sarà se si impiegano 30 anni per riedificare il cuore della città e dei borghi d'intorno. A leggere il Decreto infatti si parla di dilatazione dei tempi fino al 2033. Una data ridicola che potranno godersi i nostri figli se non i loro figli».
Ieri si è tenuta una riunione con i sindaci del cratere, convocata dalla Provincia, per discutere e coordinarsi.
Una riunione accesissima che ha visto d'accordo sugli stessi punti tutti i partecipanti di ogni parte politica. Insieme si sono individuati gli emendamenti da apportare in tempi ristrettissimi, prima che il Decreto venga convertito in legge, e cioè nel giro di quindici giorni. Martedì è prevista la discussione nella Commissione Ambiente del Senato.



Visualizza Zone individuate per costruire nuove case a l?Aquila -terremoto in abruzzo in una mappa di dimensioni maggiori

I PUNTI DA EMENDARE

• L'accentramento dei poteri al Governo centrale che opera tramite commissario, “sentiti gli enti locali”. Questa dicitura dovrà trasformarsi –propongono sindaci e Provincia- in “d' intesa con gli enti locali”. Perché così è stato per Marche, Umbria e Friuli, in cui il territorio ha disegnato il suo destino secondo le competenze di ciascun ente, senza espropri dall'alto che risultano estranei all'anima del luogo e alle sue esigenze. «Facciamo presente», ha spiegato Pezzopane, «che stiamo parlando di 38 comuni di cui uno è capoluogo di regione ed altri 37 sono borghi con una specifica e forte identità. A Nocera Umbra sono state di recente consegnate le ultime abitazioni. Sono trascorsi 12 anni. Questi sono i tempi e non è pensabile che un processo così lungo rimanga fuori dal controllo degli enti locali».

• Anche sulla ricostruzione delle abitazioni private si cerca la similitudine tra Umbria e Abruzzo. La copertura del 100% dei costi di ricostruzione delle case è un punto imprescindibile e di questi finanziamenti «non c'è traccia nel decreto, mentre si puntano tutte le risorse sulle case di transizione, che pure vanno bene purché non diventino l'unico investimento».
• Preoccupa inoltre l'opzione di cedere l'immobile alla Fintecna, società che può figliare altri soggetti locali. «Chi non riuscirà a ricostruire con il massimale di 150.000 euro, e questo accadrà in moltissimi casi, potrà cedere l'immobile», ha spiegato la Provincia, «ed il mutuo a questa mega immobiliare che diventerà padrona assoluta del centro storico, con conseguenze speculative immaginabili».
Fin qui la Pezzopane. Per oggi, lunedì, inoltre è convocato un incontro con i settori produttivi, in cui serpeggia altrettanto malcontento per i finanziamenti alle imprese. Anche qui, saranno proposti emendamenti alle insufficienze del Decreto.
Gli emendamenti discussi oggi sono stati affidati al Senatore Luigi Lusi ed all'On. Giovani Lolli, presenti all'incontro, per essere messi a punto e trasferiti in Parlamento per la discussione. Anche l'On. Maurizio Scelli, pur non partecipando direttamente ha dato la sua adesione all'iniziativa.
Il Presidente Pezzopane ha auspicato che tutti i parlamentari abruzzesi partecipino a questa battaglia in difesa del nostro patrimonio e dei diritti di tutti i cittadini senza più casa, lavoro e città.

04/05/2009 8.47

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L'AVVOCATO SPIEGA NEL DETTAGLIO IL “DECRETINO BERLUSCONI”

Di Isidoro Malandra (avvocato)


FUORI DALLE TENDE: QUANDO, DOVE, COME?

Il D.L. 39/09 delega a Bertolaso la progettazione e realizzazione di “moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione…in attesa della ricostruzione”.
Bertolaso provvede alla localizzazione delle aree “d'intesa” con Chiodi, “sentiti i Sindaci dei Comuni interessati”. Il provvedimento di localizzazione comporta la dichiarazione di pubblica utilità e costituisce decreto di occupazione d'urgenza delle aree individuate. Se derogatorio dei vigenti strumenti urbanistici, costituisce altresì variante degli stessi e preordina all'eventuale espropriazione.
Contro il provvedimento di localizzazione e di immissione in possesso i proprietari possono solo fare ricorso al Tar o al Capo dello Stato e quindi “non sono ammesse le opposizioni amministrative previste dalla normativa vigente”. Sugli appalti decide solo ed esclusivamente Bertolaso. In deroga alle norme vigenti è consentito il subappalto delle lavorazioni della categoria prevalente fino al 50%. Bertolaso è inoltre autorizzato a requisire alloggi non danneggiati e non utilizzati. L'assegnazione degli alloggi spetta ai Sindaci ai quali compete definire le modalità dell'uso provvisorio, anche gratuito.
Spesa prevista: 400 milioni di Euro per il 2009 e 300 milioni per il 2010.

Considerazioni.
Rispetto alla localizzazione e costruzione dei prefabbricati i Sindaci e la Provincia non hanno alcuna voce in capitolo. I cittadini ancor meno. Bertolaso potrebbe decidere per un uso provvisorio delle aree ed in quel caso non è detto chi e con quali soldi dovrà rimuovere i prefabbricati in futuro, ma potrebbe decidere per il loro uso definitivo ed in quel caso scatterebbero le espropriazioni.
Come sta già avvenendo, gli appalti andranno fuori regione, il subappalto generalizzato aumenterà lo sfruttamento dei clandestini, il rischio di incidenti ed i profitti per gli imprenditori privilegiati dal Capo.
Quanti alloggi verranno realizzati e quanti sfollati potranno usufruirne? Nel decreto nulla si dice! In compenso ai fortunati il Comune potrebbe richiedere una somma per il loro “uso provvisorio”. Nel caso il Comune decidesse di assegnarli gratuitamente non si dice chi pagherebbe e con quali soldi.
Sui tempi di realizzazione nulla si dice ma nel decreto legge il finanziamento viene diluito in due anni e quindi si può presumere che una parte consistente dei prefabbricati verrà realizzata nel 2010.

RICOSTRUZIONE: QUANDO, DOVE, COME?

Per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale ovvero per l'acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell'abitazione principale distrutta, il decreto legge prevede:

1. la concessione di contributi, anche con le modalità del credito d'imposta, e di finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato.
Ciò significa che a) non è previsto il risarcimento del 100% dei danni subiti; b) che il contributo parziale, consisterà in larghissima parte non di soldi liquidi ma di credito d'imposta; c) che per la parte non coperta dal contributo i cittadini potranno accedere a finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato che spetterà a loro rimborsare.

1. per coloro che hanno da pagare il mutuo sulla casa distrutta, che non siano morosi, è previsto il subentro dello Stato nel debito contratto con le banche ma per un importo non superiore al contributo concesso. In cambio, la proprietà, intera, dell'immobile distrutto passa alla Fintecna spa, società interamente controllata dal Ministero dell'Economia e Finanze. Il prezzo della cessione a Fintecna spa, non quello di mercato ma quello stabilito dall'Agenzia del Territorio, viene detratto dal debito nel quale lo Stato subentra.
Le conseguenze per chi pagava e deve pagare il mutuo sulla casa andata distrutta, dal quel che si capisce, sono gravissime. Lo Stato subentra per l'importo del contributo dal quale si detrae però il prezzo ricevuto da Fintecna spa. Al proprietario rimarrebbe solo una piccola parte del contributo previsto e un nuovo mutuo da stipulare per la nuova casa. Da sottolineare che Fintecna spa dovrebbe occuparsi poi della valorizzazione e vendita del patrimonio acquisito. Finora di questa attività hanno tratto vantaggio palazzinari e speculatori.

1. Per la ricostruzione di immobili diversi dalla prima abitazione o di uso non abitativo è prevista la “concessione di un contributo, anche con le modalità del credito d'imposta”.
Ciò significa che il contributo, non quantificato, sarà ancora minore rispetto alle prime case e che non è previsto neanche il finanziamento agevolato aggiuntivo né la cessione a Fintecna spa.

1. Indennizzi generici, il cui ammontare non è definito, sono previsti a favore delle attività produttive per la perdita di beni mobili, attrezzature, scorte, ecc.

SPESA PREVISTA

Per i finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato il decreto legge consente ai soggetti locali autorizzati all'esercizio del credito di contrarre finanziamenti fino ad un massimo di 2.000 milioni di Euro. Lo Stato non sborsa di fatto la detta cifra ma solo una parte degli interessi e garantisce in caso di inadempimento.
Per i contributi a fondo perduto il Governo stanzia all'incirca due miliardi di Euro spalmati fino al 2032, in gran parte elargiti attraverso il credito d'imposta. Ciò significa che chi vorrà ricostruire dovrà anticipare tutte le somme necessarie, ne recupererà una parte attraverso il credito d'imposta fino al 2032 e l'altra dovrà pagarsela da sé.
La Fintecna spa, che interverrà solo su richiesta ad assistere il cittadino che vorrà attivare il finanziamento agevolato con le banche, riceverà 2 milioni di Euro l'anno fino al 2012.

EDIFICI E SERVIZI PUBBLICI

Con provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si stabilirà, in un futuro prossimo, “le modalità di predisposizione e di attuazione, di un piano di interventi urgenti per il ripristino degli immobili pubblici”, sentiti i Sindaci competenti. La realizzazione degli interventi spetterà a Chiodi in qualità di Commissario Delegato. Con quali e quanti soldi non è dato sapere!

I soldi disponibili presso il Ministero dell'Istruzione per gli arredi scolastici “possono essere destinati alle scuole abruzzesi”. Un semplice, e solo eventuale, spostamento di soldi a detrimento delle altre scuole nazionali.
Per la sollecita ripresa delle attività didattiche è autorizzata la spesa di 19,4 milioni di Euro per il 2009 , 14,3 per il 2010 e 2,3 per il 2011.

AGEVOLAZIONI PER LO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE

Con decreto ministeriale può essere stabilita l'istituzione di una apposita sezione del Fondo di Garanzia destinata alla concessione gratuita di garanzie per le piccole e medie imprese. E ho detto tutto!

RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO

La Protezione Civile è autorizzata ad avviare e realizzare “in termini di somma urgenza un piano di verifiche speditive finalizzate alla realizzazione di interventi volti alla riduzione del rischio sismico di immobili, strutture e infrastrutture prioritariamente nelle aree dell'Appennino Centrale contigue a quelle interessate dall'evento sismico”. Si autorizza la spesa di 1,5 milioni di Euro annui a decorrere dal 2009 ma non si dice fino a quando. “Il mancato avvio dei lavori di messa in sicurezza degli immobili pubblici entro sei mesi dagli esiti delle verifiche…determina l'inutilizzabilità degli immobili”. Ma dove prendono le amministrazioni pubbliche interessate i soldi per tali interventi? “..anche attraverso le opportune variazioni di bilancio”. Ai privati viene concesso invece un credito d'imposta fino a 48.000 Euro.

Isidoro Malandra, avvocato

04/05/2009 8.49

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BERLUSCONI:«OSPEDALE A FINE MAGGIO, CASE IL 10 SETTEMBRE»

L'AQUILA. Entro fine maggio verrà riaperto l'ospedale dell'Aquila, il 10 settembre invece 13 mila aquilani potranno entrare nelle nuove case prefabbricate antisismiche.
Sono le due promesse del premier Silvio Berlusconi che hanno rallegrato il fine settimana degli sfollati, ormai provati da quattro settimane in tenda.
L'ospedale, ha spiegato il premier, potrà funzionare tra il 60 e il 70%, «non ci sarà alcuno scippo»m ha assicurato, e gli apparecchi per la Tac resteranno nella provincia. Il premier ha reso noto che «l'ospedale del G8 sarà spostato all'Aquila dalla Maddalena», dove originariamente il vertice doveva avere luogo.
Il 10 settembre, invece, si dovrebbe cominciare con la consegna delle prime case arredate e riscaldate, «cercheremo di abbreviare i tempi», ha detto il presidente del consiglio, «ma mettiamo in conto possibili ritardi».
Confermato anche lo spostamento del G8 in Abruzzo: l'incontro e le manifestazioni si terranno tutte all'interno della cittadella di Coppito nella sede della scuola della Gdf, «dove ci sono anche dei miglioramenti logistici rispetto a La Maddalena», ha assicurato Berlusconi.
La Sardegna «sarà ricompensata», ha assicurato il premier, «i lavori li termineremo come se il G8 dovesse tenersi lì».
04/05/2009 9.01