Nessuno rientra nelle case agibili, «meglio restare in tenda»

Alessandro Biancardi

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Nessuno rientra nelle case agibili, «meglio restare in tenda»
L’AQUILA. Si prova a tornare alla normalità dopo le 307 case dichiarate agibili.
Ma la gente ha paura e preferisce restare in tenda. Intanto ieri una denuncia-querela e' stata presentata alla Procura dell'Aquila, dall'avvocato Marino Marini, che assiste i genitori di Alessio Di Simone.
Alessio era uno studente universitario di 25 anni di Penne, morto il 6 aprile scorso a seguito del devastante sisma che ha distrutto la Casa dello studente, edificio in cui il ragazzo si trovava insieme ad altri sette studenti, morti anche loro nel crollo.
«Stiamo raccogliendo nomi e cognomi di chi comunque - ha detto l'avvocato Marini uscendo dalla Procura - era a conoscenza di qualcosa. Quando avremo altri elementi il Comitato che raccoglie le vittime dovrà servire a non far parlare gli avvocati singolarmente ma per coordinare. Noi comunque agiremo tutti insieme».
E a tre settimane dalla scossa è ancora difficile tornare alla normalità. Il sindaco nei giorni scorsi ha firmato 307 ordinanze per le case agibili e abitabili. Ma quasi nessuno ha fatto rientro, la paura è ancora tanta anche perché le scosse continuano a farsi sentire.


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Qualcuno ha rimesso piede nelle abitazioni per prendere effetti personali e poi è tornato nelle tende o nelle roulotte.
A Pettino, in una zona seriamente lesionata e molto sismica, in via Agnetti c'é una serie di ville ben costruite che hanno resistito, ma al cancello ringhia solo un bullmastiff, unico padrone rimasto a piantonare giardino e imposte chiuse. In zona Torrione, Maria ammette: «Non ce la sentiamo proprio di rientrare a dormire stasera».
Dello stesso avviso Luigi Falancia, che vive in un palazzo accanto ed è rientrato questa mattina per gettare l'immondizia, fare pulizia e controllare la situazione della casa. «Ho registrato pochi danni - spiega - e sono in condizione di poter rimettere a posto l'abitazione autonomamente. In questo momento per me sarebbe importante vincere la paura e rientrare in quanto mia moglie è disabile e non possiamo vivere in eterno in queste tende».
E poi c'è il gas il vero ostacolo alla normalità. Il Comune dell'Aquila e Protezione civile hanno stipulato una convenzione con le associazioni provinciali dei collaudatori per i collaudi interni alle abitazioni, operazione del tutto gratuita per i cittadini. Le verifiche inizieranno dal 4 maggio.
Continuano intanto i controlli per verificare l'agibilità. Il 54 per cento dei quasi 19 mila edifici controllati all'Aquila e in provincia è abitabile.
Dai dati dei sopralluoghi della Protezione civile, aggiornati a ieri, emerge, inoltre, che su 18.798 sopralluoghi, 16.740 hanno riguardato edifici privati, 529 strutture pubbliche, 36 ospedali, 104 caserme, 413 scuole e 973 attività produttive.



Di questi, il 54,1 per cento è stato dichiarato agibile e il 16,2 per cento temporaneamente inagibile, ma agibile con provvedimenti di pronto intervento. Inagibili sono invece è il 22,1 per cento degli edifici controllati, mentre il 3,2 per cento risulta parzialmente inagibile, l'1,3 per cento temporaneamente inagibile e da rivedere con provvedimento, il 3,2 per cento inagibile per rischio esterno.

30/04/2009 10.10
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