Decreto legge terremoto e polemiche: il 19 maggio in consiglio regionale

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5603

* «IL DECRETO BERTOLASO NON SI CAMBIA MA SOLDI ANCHE AD ALTRI COMUNI» * TERREMOTO: IL TESTO INTEGRALE DEL "DECRETO ABRUZZO" (Pdf)
L'AQUILA. Incongruenza fra provvedimenti post-terremoto che penalizza lavoratori di diverse aree abruzzesi, dubbi sui soldi stanziati e un migliaio di posti di lavoro a rischio per il trasferimento di uffici.
Popoli, Torre dé Passeri e Bussi sul Tirino, ma anche alcuni centri teramani, sono stati inseriti dalla Protezione Civile nella lista dei Comuni terremotati che beneficiano degli aiuti statali straordinari per la ricostruzione e dei fondi di sostegno al reddito.
Questi Comuni però non possono accedere all'esenzione dell'Irpef sulle buste paga o sulle pensioni visto che, in base al decreto-Tremonti del 6 aprile, il provvedimento riguarda solo i residenti nella provincia dell'Aquila.
A farlo notare è stato Franco Pescara, segretario regionale della Fai Cisl, sottolineando come l'esclusione dal provvedimento «comporti una serie di problemi ai lavoratori della Val Pescara, che risiedono Popoli, Bussi e Torre de Passeri, colpiti dal terremoto».
Il sindacalista chiede «a tutte le istituzioni (Comune, Regione e Provincia)» di attivarsi «presso il ministero del Tesoro» per «ottenere anche per la Val Pescara l'esenzione dal pagamento dell'Irpef in busta paga».
Critico anche Giovanni Legnini (Pd) che assicura che una serie di promesse fatte da Berlusconi nelle sue visite in Abruzzo non sono state concretizzate nel decreto legge.
«I punti oscuri sono molti - spiega il senatore - ad iniziare dalla soluzione abitativa transitoria che, come e' scritto nel decreto, avranno un'imprecisata destinazione durevole. Cio' significa anche che per i prossimi 6-7 mesi diverse migliaia di persone sono destinate a continuare a vivere in tenda, a differenza degli 1-2 mesi per il terremoto dell'Umbria e i 3-4 mesi del Molise».
Ma la cosa «più grave» per Legnini sarebbero «il contributo sulla prima casa- aggiunge - Non e' previsto il contributo a fondo perduto del 100% come e' accaduto per tutti gli altri interventi post-terremoto. C'e', invece un mix di interventi di circa 1/3 ciascuno frazionati in contributi, credito d'imposta e mutuo. E' grave che all'Abruzzo non vengano riconosciuti gli stessi diritti delle altre zone terremotate che hanno ricevuto il 100% dei contributi per ricostruire o ristrutturare la prima casa. In questo modo l'Abruzzo viene penalizzato rispetto all'Umbria, alle Marche, al Molise, all'Irpinia e al Friuli. Impossibile invece capire quale sarà il contributo per le seconde case». Analoghe preoccupazioni valgono per le attività produttive: «è tutto molto fumoso e non viene specificato di quale entità sarà l'intervento per le aziende e per i professionisti per i danni subiti e per riavviare le attività economiche. Si tratta di una carenza molto grave perchè e' invece necessario dare immediatamente un impulso per rimettere in moto l'economia piegata delle zone colpite dal sisma».
Parla di «bugie del presidente» anche Giuseppe Fioroni, responsabile del Dipartimento educazione del Pd: «contrariamente alle promesse elargite gratis alle popolazioni dell'Abruzzo, l'articolo 4 del decreto per le zone terremotate non mantiene nessuno degli annunci fatti riguardo alla scuola: i tagli del personale restano e per onorare questi tagli si dovranno chiudere anche le scuole di Comuni terremotati. Questo é vergognoso».
Parla di «aspetti inquietanti», il sindacato RdB/CubUB quando ha letto del «trasferimento delle competenze degli uffici periferici del Ministero dell'Economia e delle Finanze in chiusura ad altri uffici ed trasferimento del personale degli uffici in chiusura prioritariamente nelle sedi dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato o delle Agenzie Fiscali».
«La chiusura di cui si parla interessa 40 Dipartimenti Provinciali del Tesoro», spiegano i sindacati, «e 40 Ragionerie Provinciali dello Stato interessando circa 1800 dipendenti. Il risultato sarà quello del progressivo ritiro dello Stato dal territorio e della perdita di posti di lavoro di cui sinceramente in questo momento non si sentiva la mancanza».
Ieri intanto la commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato all'unanimità i principi di costituzionalità e urgenza del decreto sul terremoto che ha cominciato il suo iter parlamentare ed è esaminato, in sede referente, dalla commissione Ambiente. Il senatore dell'Idv, Pancho Pardi, ha detto di aver dato il suo assenso anche se con "riserva" perché non è chiara la copertura finanziaria per gli interventi in Abruzzo nei prossimi anni.

30/04/2009 9.49

IL PD: «IL 19 MAGGIO CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO PER DISCUTERE DEL DECRETO LEGGE»

ABRUZZO. Un consiglio regionale straordinario per discutere i contenuti del decreto legge in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile: l'appuntamento, previsto per il prossimo 19 maggio,è stato fissato su richiesta del gruppo regionale del Partito Democratico che questa mattina a Pescara ha illustrato alla stampa i motivi di criticità rispetto a quanto operato finora dalla presidenza della Regione.
Come ha spiegato il capogruppo, Camillo D'Alessandro,« Il presidente della Regione – che In realtà è stato nominato solo commissario delegato alla ricostruzione degli edifici pubblici - più che un commissario, si è fatto commissariare: la nostra regione, in questa delicata e cruciale fase, non ha alcun ruolo attivo, ma è costretta a subire le decisioni prese dal Governo e dal Capo della protezione civile Bertolaso. I timori che avevamo avanzato precedentemente sul fatto che l'Abruzzo si vedesse destituito di tutti i suoi poteri sono stati confermati, come del resto ha chiarito anche il vicepresidente del Consiglio regionale, De Matteis, in alcune sue recenti dichiarazioni».
«Chiediamo – ha sottolineato il vicepresidente, Giovanni D'Amico – che il consiglio regionale sia chiamato a decidere quali funzioni debbano essere svolte dal Commissario alla protezione civile e quali invece non possano essere espugnate agli enti locali. Siamo pronti a fare battaglia su questo punto anche con l'appoggio dei deputati e senatori del Pd».
D'Amico ha poi puntualizzato che deve essere fatta chiarezza anche sulla questione relativa all'erogazione dei fondi per la ricostruzione da parte dello Stato «per evitare che, così come si profila attualmente, essi possano essere gestiti dal sistema finanziario privato».
30/04/2009 12.43

LE PROTESTE DELLA PRESIDENTE PEZZOPANE

«Il Decreto per il terremoto dell'Abruzzo,diversamente da come è avvenuto per Umbria e Marche», è il parere della presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, «depotenzia e scavalca gli enti locali, Comune e Provincia, che sono invece i soggetti a cui maggiormente i cittadini si stanno rivolgendo in questa fase di emergenza, perché sono i soggetti di riferimento per il territorio. La Provincia, a cui spetta la pianificazione del territorio è stata ignorata. Un esempio eclatante del paradosso che si è venuto così a creare risiede nel fatto che sono stati previsti i fondi per la viabilità dell'ANAS e non per quella della Provincia che gestisce tutte le strade provinciali. Sull'edilizia scolastica un'altra assurdità: i soldi vengono assegnati alla Regione, l'unico ente che non ha alcuna competenza diretta sulla materia e che dovrà, procedere per eseguire i lavori con il Provveditorato alle Opere Pubbliche».
Perché – si domanda Pezzopane- si è scelta una procedura così lunga e complessa e non le vie già oliate e veloci, assegnando i fondi a Comuni e Provincia che sanno come e dove operare e avrebbero così potuto assicurare la riapertura già a settembre degli edifici scolastici?
E poi:«Sulle ristrutturazioni delle case dei privati», continua, «in nessuna parte del decreto si fa riferimento ai 150.000 euro annunciati dal Presidente del Consiglio Berlusconi. Inoltre nelle ricostruzioni in Umbria e Marche, è stato coperto il 100% del costo base delle case perdute. Noi non siamo da meno, e sia chiaro che non accetteremo trattamenti diversi. Poco chiare e deboli infine, le misure per le attività produttive»

30/04/2009 16.38




[pagebreak]

«IL DECRETO BERTOLASO NON SI CAMBIA MA SOLDI ANCHE AI COMUNI RIMASTI FUORI»

L'AQUILA. Sarà possibile ottenere indennizzi anche per i danni subiti da immobili collocati al di fuori dei comuni indicati nell'ordinanza di Bertolaso.
È uno dei punti del decreto legge del governo per il sisma del 6 aprile all'Aquila che stamane il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha illustrato.
Per accedere all'indennizzo sarà necessaria una perizia giurata e gli immobili interessati sono quelli a scopo abitativo, non abitativo e produttivo.
Le autorità vigileranno attentamente sulla ricostruzione, ha assicurato il governatore, affinché «nessuno faccia il furbo». Perché l'obiettivo è quello di «avere il massimo delle risorse concentrate su chi ha veramente bisogno».
Per il momento, ha detto sempre il presidente, non ci sarà un altro provvedimento per allargare l'elenco dei comuni colpiti, che dunque sono e restano 49, a meno di nuove risultanze scientifiche, come previsto dal decreto firmato da Bertolaso.


Visualizza ABRUZZO. ELENCO COMUNI TERREMOTATI (decreto Bertolaso) in una mappa di dimensioni maggiori

Il decreto del governo, invece, è aperto a correzioni, valutazioni e miglioramenti che possono essere inseriti nel procedimento legislativo di conversione del decreto in Parlamento.
E da Cgil, Cisl e Uil d'Abruzzo e della provincia dell'Aquila arriva la denuncia di operazioni in corso per delocalizzare funzioni, istituzioni, enti e servizi e lavoro in genere a danno della città dell'Aquila. «Alt a questo esproprio - dicono - che lascia i cittadini senza punti di riferimento essenziali e costituisce una menomazione del ruolo di capoluogo che la città ha e dovrà continuare ad avere». «Positivo l'esempio di Poste e alcune banche che si sono attrezzate con strutture provvisorie senza abbandonare il territorio. Inaccettabili le scelte di altri soggetti che optano per trasferirsi altrove».
Anche il sindaco del capoluogo di regione, Massimo Cialente, nel primo consiglio comunale del dopo terremoto, ha sottolineato la necessità di evitare trasferimenti di funzioni anche se solo per alcuni mesi. «Alla protezione civile - dice - sto chiedendo di accelerare la verifica degli edifici ma anche di cominciare a ragionare su una sorta di "città virtuale": tensostrutture, prefabbricati che in uno/due mesi diano le risposte che servono».

30/04/2009 17.00