Chiodi, «per la ricostruzione non si perda tempo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ad un mese esatto dal terremoto che ha colpito il capoluogo e molti altri centri della zona, il Consiglio regionale abruzzese tornerà a riunirsi all'Aquila - in seduta solenne - mercoledì 6 maggio.


Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo. Alla riunione convocata presso il palazzo dell'Emiciclo, annuncia una nota della Regione Abruzzo, sono stati invitati il presidente del Senato, Renato Schifani, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, i parlamentari abruzzesi, i presidenti delle Amministrazioni provinciali e rappresentanti di Forze armate, Vigili del fuoco, Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Protezione civile e del volontariato. La seduta inizierà alle 11, ha stabilito la conferenza dei capigruppo presieduta da Nazario Pagano.
Intanto tra gli sfollati serpeggia confusione e incertezza sulle modalità per accedere a sostegni e finanziamenti per cominciare un discorso di normalità.
Se ne è reso conto anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi. «C'é molta attenzione sulle iniziative intraprese», ha detto, «ma anche un flusso di informazioni che non sono sufficienti ed ufficiali. Comunque, tutto si sistemerà».
Sia tra gli sfollati nelle tendopoli sia tra quelli riparati negli alberghi e nelle case private della costa abruzzese cominciano a serpeggiare malumore e disorientamento.
«Dopo il decreto attendiamo risposte concrete», si sente molto spesso ripetere tra i terremotati. «Non sappiamo dove attingere informazioni ufficiali e nessuno sa che cosa dobbiamo fare».
Per non parlare poi dell'incertezza innescata dalle cifre: gli 80mila euro per le ristrutturazioni ed i 150mila per la nuova abitazione saranno sufficienti per tutti? Non è servito a dare un elemento di chiarezza neppure l'avviso con cui il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, rende noti i primi 307 edifici della città dichiarati agibili. Il presidente della Giunta regionale ha ammesso che qualche problema c'é.
«Il provvedimento del sindaco dà la possibilità di rientro, ovviamente non è un obbligo», ha detto Chiodi.
«Starà al singolo cittadino decidere quando e come rientrare, capendo che c'e un trauma psicologico subito. Però è anche vero che ho trovato dei cittadini i quali mi dicono che vogliono entrare e che vorranno essere ripresi mentre rientrano per dare il segnale che la vita va avanti». Sul rientro, Chiodi ha sottolineato che è una cosa molto delicata sulla quale è difficile pronunciarsi: «Sono certo però che gradualmente le persone torneranno nelle loro abitazioni perché, oltretutto, vivere in tenda non è molto confortevole».

«CHIODI: «NON SI PERDA TEMPO»

E sempre il presidente Chiodi ha detto che la ricostruzione materiale «é quella che preoccupa meno». Le maggiori difficoltà s'incontreranno «per far ripartire il tessuto socio-economico, per riappropriarsi dei valori» e perciò sostiene che occorrano «meno approssimazione e più qualità. Sarà un banco di prova per la nostra classe politica e per tutta la classe politica allargata - ha aggiunto-. Questa vicenda ci ha insegnato una cosa importante: che non bisogna fare nulla con approssimazione, ma tutto col massimo livello di qualità. Questo discorso vale anche per l'Università, per la Sanità e per tutti quegli ambiti che potrebbero diventare 'piccoli disastri». Il presidente della Regione ha assicurato: «Quando le luci dei riflettori si abbasseranno continueremo a lavorare. Per la ricostruzione, ma anche per mantenere vivo l'interesse sulla nostra città. Intanto, in estate avremo il G8 e l'attenzione del mondo è assicurata. Poi, in autunno, ci sarà la riconsegna delle prime case. Nel frattempo, renderemo partecipe la comunità dei progressi. Di certo, le luci non si spegneranno, perché è veramente unico il fatto che un centro storico così bello, così antico, come quello dell'Aquila, sia stato completamente distrutto».

MOLINARI: «GRAZIE AL PAPA»

E oggi monsignor Giuseppe Molinari si dice molto felice della visita del Santo padre di ieri: «è stata per tutti un evento pieno di speranza e le sue parole hanno riacceso nei cuori la speranza. La popolazione dell'Aquila non dimenticherà mai questa attenzione amorosa del Supremo Pastore in un momento ancora tanto drammatico e che ha provocato lutti, feriti e distruzioni».
«Qualcuno è venuto ad asciugare le nostre lacrime e a confortare i nostri dolori», ha detto ancora Molinari, «e questo Padre ed Amico è lo stesso vicario di Cristo e Successore di Pietro, che ci ha manifestato così la vicinanza di tutta la Chiesa Universale. Siamo certi che il papa non ci dimenticherà, ma ci porterà sempre nel cuore».

LABORATORIO ANALISI IN FUNZIONE

Di nuovo funzionante, invece, il laboratorio analisi dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila: grazie alla sensibilità e alla solidarietà della ditta farmaceutica Abbot, già fornitrice di numerose apparecchiature e reattivi del laboratorio, sono stati approntati due container contenenti attrezzature per l'esecuzione delle principali analisi di laboratorio.
Il laboratorio è attivo dal lunedì al sabato, escluso i festivi, all'interno della tendopoli del San Salvatore.

29/04/2009 11.52