Ecco le case per gli sfollati, «pronte prima dell’inverno»

Alessandro Biancardi

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Ecco le case per gli sfollati, «pronte prima dell’inverno»
L’AQUILA. Ecco come saranno le nuove case per gli sfollati aquilani. Pronte di 5-6 mesi, antisismiche e descritte come strutture di «elevati standard qualitativi». In futuro verranno destinati agli studenti.
Il tutto è stato definito in un dossier presentato dal governo, così come le immagini di massima delle costruzioni che di seguito presentiamo.
Da Roma sono stati stanziati 8 miliardi di euro da spendere nei prossimi 3 anni: 1,5 miliardi per far fronte all'emergenza e 6,5 miliardi per avviare, parallelamente, la fase di ricostruzione degli edifici distrutti o danneggiati.
Ce ne sarà tanto di lavoro da fare per ricondurre alla vita normale 63 mila sfollati oggi “ostaggi” di 168 tendopoli e aiutati da 12 mila soccorritori.



E i cittadini che da quasi tre settimane vivono in tenda oggi chiedono proprio questo: far presto a passare nei nuovi moduli abitativi. Perché l'inverno non è poi così lontano.
Per garantire l'assistenza, lo Stato sta spendendo ogni giorno 3 milioni di euro. Le risorse individuate - pari a 1,5 miliardi di euro - sarebbero sufficienti per coprire tutto il periodo dell'emergenza.
La ricostruzione delle zone terremotate partirà subito attraverso il Piano C.A.S.E. che garantirà una sistemazione adeguata alle persone che hanno avuto la casa distrutta o danneggiata dal sisma.
«Abbiamo individuato 15 aree dove intervenire per costruire case antisismiche», ha detto Berlusconi nei giorni scorsi. «La sfida è che le vogliamo costruire prima che arrivi il freddo, per ospitare gli sfollati nel tempo record di 5/6 mesi».



Si tratta di costruzioni che si reggono su piastre di cemento armato e che sono scollegate dalla terra. Pertanto, possono sopportare qualsiasi grado di scossa sismica.
La sicurezza antisismica sarà garantita da una sottostruttura di fondazione sulla quale applicare dispositivi di isolamento, caratterizzati da elevata deformabilità, e da una sovrastruttura che trasmette i carichi verticali alle fondazioni e che risulta libera di muoversi nel piano. I vantaggi di questa tecnologia, spiegano dal Governo, sono: «l' isolamento orizzontale della sovrastruttura in tutte le direzioni, la resistenza dei dispositivi in caso di sisma di elevatissima intensità, il totale abbattimento dei costi di riparazione post – sisma».



Una volta realizzata la piastra isolata, la costruzione di edifici su di essa è libera e consente di utilizzare qualsiasi tecnologia a pareti portanti. Tuttavia, per contenere i tempi, sarà privilegiato l' utilizzo di sistemi costruttivi prefabbricati e in particolare dei sistemi costruttivi a secco.
Il Governo ha a disposizione 700 milioni di euro. Queste “case temporanee” di 50/60 metri quadrati con il verde intorno e dotate di tutti i servizi verranno date, in un primo tempo alle famiglie terremotate dell'Abruzzo e, successivamente, destinate a 'campus' per gli studenti universitari fuori sede oppure occupate da giovani che vogliono farsi una famiglia.
Si pensa alla realizzazione di un Campus modello «capace di attirare studenti da tutto il mondo» aveva annunciato nei giorni scorsi il premier.



L' obiettivo del Piano C.A.S.E., hanno spiegato dalla protezione Civile, è quello di superare la strategia tradizionale, «tende per l' immediato - baracche prefabbricate per la fase provvisoria - nuove abitazioni definitive» sostituendo alle baracche delle abitazioni ad «elevati standard qualitativi».

Alessandra Lotti 29/04/2009 9.06