Sono 297 i morti. Domenica due matrimoni tra gli sfollati della costa

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2218

L’AQUILA. Sale a 297 il numero delle vittime del terremoto. Ieri Mario Papola, 84 anni, ricoverato all'ospedale di Avezzano, nel reparto di neurochirurgia, e' deceduto in seguito ai traumi riportati dal crollo della propria abitazione. * A CHIETI: «SOLO DOPO 11 GIORNI ADOTTATI PROVVEDIMENTI D’URGENZA». IL SINDACO SMENTISCE

Oltre alle brutte notizie arriva anche qualche lieto evento. Domenica, infatti, alle 11.30, presso sala consiliare del Comune di Silvi, due coppie di aquilani alloggiati attualmente a Silvi celebreranno i propri matrimoni, officiati dal sindaco Gaetano Vallescura.
Le coppie aquilane sono Alessia Bucci e Gianluca Desideri e Stefania Tudico e Stefano Bucci. L'albergo che li ospita ha offerto loro anche il banchetto nuziale.
E' salito intanto a 40 il numero delle ordinanze di sgombero di abitazioni a Torre dé Passeri: sono diventate 83 le persone evacuate dalle proprie case che hanno trovato ricovero in strutture ricettive della zona grazie all'impegno del Comune. Le scuole sono tutte agibili, dicono dal Comune, e sinora sono state compiute 500 verifiche dai tecnici.
Il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile di Pescara, invece, ha rivolto un appello a tutti i cittadini proprietari di alloggi non locati per metterli a disposizione degli sfollati aquilani per un periodo di tempo concordato.
«E' in corso –spiegano in una nota - l'esame degli aspetti economici e fiscali che regoleranno i rapporti contrattuali. L'offerta non vincola il proprietario e sarà formalizzata al momento della necessità reale individuale e della conferma. Coloro che intendono rispondere positivamente al presente appello ed hanno la possibilità di collegarsi al sito del Comune dovranno compilare la scheda presente sulla homepage - Emergenza Terremoto - 'Offerta immobili in affitto'».
In alternativa la disponibilità potrà essere comunicata contattando il Centro Operativo del Comune ai seguenti numeri telefonici: 085/4283458-275-245-695. Se verrà indicato un numero di cellulare o un indirizzo di posta elettronica sarà inviato un sms o una mail per la conferma della disponibilità.

DANNI SISTEMA IDRICO

Si calcolano adesso anche i danni al sistema idrico, fognario e di depurazione dell'Aquila e del suo comprensorio dopo la scossa del 6 aprile scorso.
Secondo una stima della Gran Sasso acqua Spa - la società pubblica che gestisce la rete idrica - sono necessari almeno 250 milioni di euro per riparare i danni e rendere di nuovo funzionali le reti di distribuzione dell'acqua e il sistema fognario e di depurazione.
In particolare, sono stati colpiti l'acquedotto del Gran Sasso, che serve L'Aquila e il suo comprensorio fino alla bassa Valle Subequana, e il depuratore di Ponte Rosarolo che si trova nei pressi di Porta Napoli all'Aquila altra zona particolarmente danneggiata. Senza importanti interventi strutturali, rischiano di non tornare in uso al 100%. L'acquedotto del Gran Sasso passa attraverso la faglia di Tempera.
Alle 3.32 della mattina del 6 aprile un grosso tubo dell'acquedotto all'altezza della saldatura si è rotto di netto provocando per la fuoriuscita violenta dell'acqua una voragine nel terreno e l'allagamento di terreni ed alcuni abitazioni di Paganica e tempera. Danni più gravi sono stati scongiurati dalla chiusura per motivi di sicurezza. La domenica successiva, alle 5,40 del mattino, sempre in concomitanza con una scossa, è successa la stessa cosa. L'acqua è mancata per alcune ore e questo ha provocato disagi nei campi di accoglienza. Nel depuratore di ponte Rosarolo si è rotta la parete di una delle tre vasche di trattamento funghi



DI DALMAZIO PENSA AL TURISMO

Lunedì sarà invece istituita la Commissione di controllo e vigilanza per la verifica della qualità e della quantità dei servizi erogati alle popolazioni colpite dal terremoto ed ospitate presso le strutture ricettive della costa.
Intanto, martedì 28, il consiglio di amministrazione dell'Enit ha posto all'ordine del giorno la realizzazione di iniziative promozionali da mettere in campo a supporto delle Regione Abruzzo. Verrà posta anche una piattaforma di interventi da sottoporre all'attenzione del Governo nazionale, già interessato in tal senso, in favore del comparto turistico abruzzese a causa delle negative ripercussioni subite dall'intero settore dopo il violento sisma che ha colpito l'Abruzzo.

24/04/2009 10.05



[pagebreak]

A CHIETI: «SOLO DOPO 11 GIORNI ADOTTATI PROVVEDIMENTI D'URGENZA»

CHIETI. «Il comune di Chieti non ha il piano di emergenza comunale». La denuncia arriva da Carla Di Biase, del coordinamento cittadino PdL - FI
«Solo undici giorni dopo il catastrofico terremoto che ha colpito la città dell'Aquila ed il suo territorio provinciale, l'amministrazione comunale di Chieti, si è affrettata ad istituire il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile», contesta Di Biase.
La coordinatrice parla di «provvedimento che sa tanto di rattoppo» e contesta che non sia stata prevista una delega specifica per la gestione delle emergenze.
Misure che sembrano non sufficienti «in una città con 60 mila abitanti», attacca ancora Di Biase, «tanto gravata da rischi di dissesto idrogeologico nelle parti collinari, quanto da rischio inondazione fluviale in quella valliva e con un rischio sismico attestato su livelli di guardia».
La coordinatrice chiede di sapere che cosa è stato fatto negli ultimi anni in materia di attività di Programmazione e Pianificazione dell'Emergenza.
«Ancora una volta con la giunta Ricci la città di Chieti non ottempera alle prescrizioni cogenti di leggi e decreti nazionali, non affronta con serietà le priorità della gestione della cosa pubblica».
E per Di Biase l'amministrazione cittadina perde il confronto con i Comuni della Provincia «ai quali va riconosciuta un indiscutibile merito, questa volta nell'adozione del piano comunale delle emergenze e con la designazione di apposito assessore o delegato».
Tra queste vengono citate Atessa, primo comune della regione ad adottare il piano ad aprile 2008, ben un anno fa, Ortona, o Perano, comune di soli 1.656 abitanti.

24/04/2009 10.58

RICCI:«ALMENO ADESSO UN PIANO C'E', PRIMA INVECE…»

«Quando siamo entrati in questo Comune, precedentemente amministrato dagli amici della signora Di Biase, non esisteva neanche l'ombra di un Servizio di Protezione Civile, il Suo Sindaco di allora, nonostante le richieste dei funzionari competenti, riteneva che fosse inutile persino la sua istituzione».
Risponde così il sindaco Francesco Ricci che aggiunge «sin dalla costituzione della mia Giunta, contrariamente a quanto asserito dalla Signora Di Biase, ho conferito la delega per la Protezione Civile, attualmente detenuta dall'Assessore Sciocchetti che è anche il Vice Sindaco della Città. L'Assessore, insieme ai funzionari ed ai Dirigenti di questo Comune, nella gestione dell'emergenza terremoto, che è stata piuttosto pesante nella nostra città ed i cui dati sono purtroppo noti, sono stati eccezionali. Hanno tutti fatto un lavoro encomiabile, nel silenzio e con grande spirito di solidarietà umana.
Questa Amministrazione ha approntato il Piano di Emergenza Comunale inviandolo il 24 novembre 2008 e seguendo pedissequamente le tempistiche concordate con la Regione Abruzzo a seguito dell' emanazione del "Manuale operativo per la predisposizione di un Piano Comunale o intercomunale di Protezione Civile" emanato nell'Ottobre 2008; lo stesso ha dovuto seguire il suo iter burocratico fissato dalle norme del nostro Ordinamento. Ma il fatto che gli strumenti tecnici siano stati approntati solo di recente non ha privato questa Amministrazione della necessaria capacità operativa e né questo Sindaco si è sottratto ai suoi compiti fissati dalla Legge».

27/04/2009 8.43