Pool antimafia: «vigileremo, la criminalità è arrivata anche in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Tutto passerà sotto la lente di ingrandimento del pool antimafia: ditte, nomi, appalti, documenti. La parola d’ordine sarà “vigilare”. * LA SCEHDA. CHI SONO I MAGISTRATI DEL POOL

E' questa la linea di indirizzo adottata dal pool antimafia formato da 4 magistrati e organizzato nei giorni scorsi per far sì che la ricostruzione della città distrutta dal sisma non diventi speculazione edilizia o terreno fertile per la malavita organizzata.
«Ci sarà tanto da vigilare ma questa è una cosa ovvia», ha confermato il magistrato Olga Capasso, arrivata oggi all'Aquila per incontrare il procuratore Rossini.
«La criminalità è arrivata sicuramente fino in Abruzzo», ha detto. «C'é anche la criminalità non mafiosa che però lo è da un altro punto di vista. Cercheremo di vigilare sulle imprese che avranno gli appalti per la ricostruzione, useremo tutta la nostra banca dati e gli strumenti che abbiamo a disposizione», ha continuato.
«Prima si deve cominciare la ricostruzione, poi bisogna monitorare le società che partecipano agli appalti pubblici; verificheremo con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, sia la Procura dell'Aquila, sia la Procura antimafia e se emergeranno nomi di personaggi in odore di mafia o di camorra, ovviamente ci sarà maggiore attenzione».
Domani arriverà in città anche il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, che dovrà valutare «in che modo potrà concretizzarsi l'aiuto alla procura abruzzese».
Intanto anche oggi l'inchiesta della procura aquilana sta proseguendo a ritmo serrato per raccogliere informazioni utili e verificare se ci siano state o meno responsabilità penali per i crolli delle abitazioni private, degli edifici pubblici e della Casa dello Studente di via XX settembre.
Questa mattina sono state controllate più di trenta scuole e anche edifici che ospitano alcune Facoltà dell'Università.
Occhi puntati sulla scuola De Amicis che per il sisma del 6 aprile ha riportato inquietanti cedimenti strutturali.
Il pm Fabio Picuti, titolare dell'inchiesta sui crolli ha spiegato che in questa fase dell'inchiesta «interessa soprattutto capire il tipo di crollo che c'e' stato negli edifici scolastici, in particolare il nostro pool di consulenti sta raccogliendo materiali e campioni per poi analizzarli. Partiamo dalle indicazioni fornite dalla Protezione Civile che sugli edifici scolastici e universitari ha realizzato una serie di schede molto accurate. Insomma, ci interessa capire, e in questo caso l'ipotesi di reato e' disastro colposo, quali strutture hanno ceduto e se il cedimento strutturale avrebbe potuto provocare dei morti».
Il procuratore Rossini ha invece confermato che la Casa dello studente e l'edificio di fronte, quello in via XX Settembre 79, sono il vero fulcro delle indagini
Il procuratore ha confermato che nell'inchiesta per i crolli non ci sono indagati ma che si continua a lavorare e ad approfondire tutta la tematica perchè e' rimasto in piedi il «sospetto che nei crolli ci sia stata qualche manina che ha aiutato il terremoto».
Rossini ha detto anche ai giornalisti che entro la metà di maggio la Procura si trasferirà nella zona di Bazzano

23/04/2009 17.03
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LA SCEHDA. CHI SONO I MAGISTRATI DEL POOL


Chi sono i 4 magistrati che compongono il pool antimafia e che vigileranno sulla ricostruzione della città? Ecco le loro schede.

Olga Capasso, unica donna del pool, ha alle spalle una lunga esperienza antimafia accumulata nella procura di Palermo diretta da Gian Carlo Caselli. entrata in magistratura a oltre 40 anni, dopo avere lavorato nel mondo della scuola, la Capasso a Palermo ha seguito importanti inchieste di mafia, occupandosi in particolare del processo “Tempesta”, su centinaia di omicidi degli anni ‘70, ‘80 e ‘90, concluso con pesanti condanne per una settantina di imputati. Si fece trasferire nel capoluogo siciliano dopo le stragi di Falcone e Borsellino e si occupò di processi ai boss corlenesi ottenendo condanne per secoli di carcere. Nel 2001 si è trasferita al ministero della Giustizia come ispettore.

Alberto Cisterna, nato a Reggio Calabria, è stato, negli anni '90, uno degli elementi di punta del pool antimafia organizzato a Reggio dall'ex procuratore aggiunto, Salvatore Boemi. Cisterna ha coordinato numerose ed importanti inchieste sulla 'ndrangheta di Gioia Tauro, culminate con la cattura dell'ex superlatitante, Giuseppe Piromalli, oggi all'ergastolo, catturato dai carabinieri.

Vincenzo Macrì, per lunghi anni magistrato nel distretto di Reggio Calabria, è un profondo conoscitore delle dinamiche della 'ndrangheta. Ha firmato, a metà anni '90, la maxi-operazione Olimpia, la prima ricostruzione degli apparati della 'ndrangheta reggina, che portò alla sbarra vertici e gregari delle cosche De Stefano, Serraino, Imerti, Condello, protagonisti di uno scontro che tra il 1985 ed il 1992 provocò oltre seicento morti.

Gianfranco Donadio, che è stato sostituto procuratore a Salerno, dal 1984 al 1992 - si è occupato di reati finanziari e di inchieste legate all'impiego dei fondi per la ricostruzione delle zone terremotate. Ha lavorato anche nel Gafi, l'organismo internazionale che si occupa dell'attività di contrasto al riciclaggio. Magistrato dal 1980, dal 1988 è stato consulente della Commissione Antimafia fino al 2002, quando è passato alla Direzione Nazionale Antimafia.

23/04/2009 17.04