100 edifici sequestrati. A Pettino case costruite sulla faglia nota dal 1938

Alessandro Biancardi

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* OSPEDALE SAN SALVATORE VERSO LA RIAPERTURA. COSTRUTTORI: «COSCIENZA PULITA»
L'AQUILA. Il procuratore dell'Aquila, Alfredo Rossini, è stato questa mattina al Consiglio superiore della magistratura, dove è stato ricevuto dal vice presidente del Csm Nicola Mancino. Si è trattato di un colloquio informale, che il procuratore aveva chiesto ieri.
Rossini che ha parlato anche con consiglieri del Csm, ha descritto una situazione «drammatica» sotto il profilo logistico e degli organici degli uffici giudiziari dell'Aquila e in particolare della procura, alle prese con la difficile inchiesta sul terremoto.
E mentre l'inchiesta va avanti sale a 100 il numero degli edifici posto sotto sequestro.
Tra questi una cinquantina sono quelli privati dove ci sono stati dei morti. L'altra metà sono edifici pubblici a vario tipo per un totale di circa 200 perizie già affidate, come ha confermato il pm Fabio Picuti.
Oltre alle verifiche strutturali sugli edifici sono infatti necessarie anche perizie geologiche sui materiali.
E tra i vari palazzi sequestrati c'è anche Palazzo del Tosto, gravemente danneggiato dal sisma sebbene di recente costruzione.
Si tratta di una struttura privata ma ha una connotazione pubblica perché - ad esclusione del piano terra, dove sono ubicati un supermercato e alcuni negozi - nei successivi piani è affittato al comune dell'Aquila che vi ha insediato gli uffici ambiente, anagrafe e urbanistica e la sede del giudice di pace.
Questo vuol dire che al suo interno si trova proprio l'archivio urbanistico, ovvero proprio la banca dati da cui gli inquirenti dovranno attingere per reperire i documenti sulla storia dei palazzi privati e degli edifici pubblici crollati.
L'inchiesta della magistratura, tra le altre cose, dovrà verificare anche i documenti che riguardano gli edifici del quartiere Pettino, il più popolato de L'Aquila nato 30 anni fa. Lì tutti i palazzi sono rimasti lesionati e proprio lì passa la faglia in movimento. Una presenza ben nota dai tecnici almeno dal 1938. Nonostante questo si è costruito senza problemi.
Tra qualche settimana, inoltre, per gli uffici del Tribunale aquilano saranno disponibili 200 nuovi computer portatili dotati di connessione Internet per permettere a dipendenti e Polizia giudiziaria di riprendere il lavoro e portare avanti l'attività giudiziaria.
Da questa mattina, invece, è cominciato il trasferimento di atti e fascicoli tra i più delicati dal vecchio Tribunale inagibile agli uffici della procura provvisoriamente sistemata al Tribunale dei Minorenni.
22/04/2009 14.34


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OSPEDALE SAN SALVATORE VERSO LA RIAPERTURA. COSTRUTTORI: «COSCIENZA PULITA»

L'AQUILA. L'ospedale San Salvatore dell'Aquila, dichiarato inagibile poche ore dopo la scossa del 6 aprile scorso, riaprirà i battenti la prossima settimana. I costruttori chiedono invece che venga «ripulita la loro immagine pesantemente infangata dai media»
L'annuncio della riapertura dell'ospedale dell'Aquila è arrivato dal direttore generale della Asl Roberto Marzetti che nei giorni scorsi ha incontrato il procuratore Alfredo Rossini proprio per chiedere lumi sulle possibilità di rimettere in moto la struttura.
Per il momento verranno riattivate solo la diagnostica per immagini e la radioterapia.
La gente avrà paura di entrare in un ospedale che non ha retto al sisma ed è stato dichiarato inagibile e che figura anche nell'inchiesta della procura?
Probabilmente sì ma il manager Marzetti ha sottolineato che il via libera dei due spazi «é arrivato dopo accurati controlli da parte della commissione della Protezione civile e dei Vigili del fuoco».
Per le altre riaperture è stato stilato un programma di massima: entro maggio dovrebbero tornare operativi i locali ex Ginecologia, ex direzione sanitaria, ex Neurofisiopatologia e Neurologia, i poliambulatori e il laboratorio analisi. Sempre alla scadenza di maggio, con l'agibilità delle zone L1, L2 e L5 potrebbero tornare disponibili i primi cento posti letto.
Ma tutti sanno bene che per un ritorno del nosocomio a pieno regime bisognerà aspettare.
Quanto? «Almeno un anno e mezzo», ha detto Marzetti, «e solo dopo gli interventi necessari per sanare le parti danneggiate. Entro un anno potrebbe tornare in funzione il blocco operatorio».
La ristrutturazione non si limiterà a ricreare le condizioni preesistenti: «si terrà conto di tutta la nuova normativa, compreso il decreto sulla sicurezza e sull'antisismica che entrerà in vigore nel 2010».
Per il momento però la riapertura dei due primi spazi viene visto come un segnale positivo: «è il segnale di rinascita», è convinto il manager. «E' fondamentale per superare l'emergenza e ritornare alla normalità».
E l'ospedale, insieme alla Casa dello Studente e un condominio di via XX settembre, fa parte del triplice filone di inchiesta su cui sta indagando la procura del capoluogo.
Una inchiesta che sta procedendo al momento senza colpi di scena. Sono già stati ascoltati nei giorni scorsi il sindaco Cialente, lo stesso Marzetti e alcuni testimoni chiave che nel corso degli ultimi mesi avrebbero denunciato la presenza di crepe anomale o scavi che avrebbero indebolito le fondamenta dei palazzi.
E ieri Francesco Laurini, finito nell'occhio del ciclone per le accuse dopo il crollo del palazzo di via XX Settembre, 79, dove sono morte dieci persone, ha detto di avere la coscienza a posto.
«Costruendo le case in via Persichetti», ha detto l'imprenditore che attende di essere ascoltato dalla procura, «non abbiamo indebolito la staticità del palazzo crollato. Semmai l'abbiamo fortificata e comunque senza il nostro intervento i danni sarebbero stati più gravi».
Secondo parenti ed amici delle vittime, i lavori per l'insediamento di via Persichetti avrebbero prodotto vibrazioni tali da indebolire il palazzo crollato. Laurini attende di essere ascoltato dal procuratore della repubblica.
Filiberto Cicchetti, presidente provinciale dell'associazione nazionale dei costruttori (Ance) ha chiesto invece di «ricostruire una giusta immagine dopo il fango gettato dai media» sulla categoria.
Già lunedì, una nota congiunta dei deputati aquilani Giovanni Lolli (Pd) e Marcello De Angelis (Pdl) aveva ribadito l'esigenza «che non passi l'idea che tutti i costruttori aquilani non siano all'altezza della professione».
«Ci sono responsabilità precise in quello che è accaduto in Abruzzo», ha detto invece l'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, a Campobasso per una iniziativa pubblica dell'Italia dei Valori, il partito con il quale il magistrato si candida alle elezioni Europee. «Quello che è successo è molto grave, interi edifici pubblici si sono frantumati, edifici anche recenti. Questo non deve accadere, ci sono precise responsabilità e mi sembra che la magistratura si stia muovendo bene».

22/04/2009 10.34