La ripresa a fatica: L’Aquila ancora una città bloccata

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ancora tutto fermo, tranne rare e fortunate eccezioni. Il tessuto produttivo è praticamente bloccato e questo inciderà in maniera profonda sulla economia locale già pesantemente minata prima del terremoto.

Ma si inizia la ripresa che sarà lenta e faticosa. L'Aquila comincia a rialzare la testa.
Regione, Comune e Provincia in parte si sono trasferiti nella scuola della Guardia di Finanza di Coppito - unica struttura rimasta da subito agibile.
Il trasporto pubblico urbano è stato parzialmente riattivato, insieme ai servizi Inps e postali. Anche l'industria e il commercio pensano al domani.
Ripartono produzione e laboratori del controllo qualità nello stabilimento farmaceutico Sanofi-Aventis di Scoppito. La ripresa completa delle attività è stimata entro metà maggio. Per ora lavorano 190 su oltre 380 dipendenti.
E' ripreso il ciclo produttivo di un antibiotico per il mercato italiano e oltre 80 dipendenti con famiglie sono sistemati in 13 tende con 20 posti ciascuna allestite nell'area del sito dove c'é anche una cucina da campo. Ora si pensa ad asilo e assistenza medica.
Per i lavoratori sfollati sulla costa il trasporto è garantito.
C'é il gruppo Edimo, di Poggio Picenze, comune tra i più colpiti: è specializzato in prefabbricati industriali, ha 400 dipendenti.
L'attività è ripresa il 15 aprile. Sta costruendo appartamenti prefabbricati per il suo personale nelle tendopoli.
Alla Dompé (farmaceutica) il sopralluogo della protezione civile c'é stato prima di Pasqua. I lavori di adeguamento alle prescrizioni il martedì successivo.
Il 2 maggio è previsto l'avvio della prima linea di produzione con 70 dipendenti. Dal 7 maggio delle altre.
Per settembre si stima il pieno regime.
Poche notizie da Selex Comunications (Finmeccanica) - a Pile (ex Italtel), 151 dipendenti con attività di ricerca e sviluppo in campo avionico.
«Ad un primo sopralluogo dei responsabili tecnici dell'azienda - si legge in una nota - la sede risulta avere riportato danni tali da non consentire nell'immediato la ripresa delle attività lavorative. Stima dei tempi di ripristino della sede e ripresa attività lavorative saranno rese note non appena le autorità competenti avranno fatto i necessari rilievi».
Successiva una precisazione, a voce: i sopralluoghi fatti sono della protezione civile.
Tra alcuni giorni una perizia dei tecnici dell'azienda per verificare i tempi per adempiere alle prescrizioni.




IL COMMERCIO

Per la ripresa del commercio doppio il binario su cui si muove Confcommercio.
Circa 80 le attività riaperte. Un complesso della grande distribuzione; 7/8 della media e poi panifici, macellerie, negozi di frutta, bar.
Quanto velocemente riapriranno gli altri dipenderà dai ritmi delle verifiche tecniche. Confcommercio propone una task force di professionisti che affianchi la protezione civile.
Per i prezzi, un imperativo dal direttore provinciale dell'Aquila Celso Cioni: niente speculazioni; che siano identici a quelli del 5 aprile.
Qualcuno ha fatto di meglio: un primo, un secondo ed un contorno a dieci euro in un ristorante a Collemaggio. Per chi ha perso la sede dell'attività si propone un consorzio per un mercato destinato ad ambulanti e commercianti con postazioni fisse a Piazza D'Armi: 300 commercianti sono pronti a fare a loro spese lavori di prima sistemazione.
Altro mercato potrebbe nascere in un centro congressi non completato a Paganica.
Infine, la proposta - fatta sabato - dell'Aquila zona franca per cinque-dieci anni, per permettere la ripresa. A livello nazionale la ufficializzerà il presidente Carlo Sangalli.

«L'Abruzzo è vivo, attivo e accogliente. Ora più che mai». All'indomani del terremoto che ha sconvolto l'Aquilano, è questo il messaggio più forte lanciato da Ezio Ardizzi, Presidente della Camera di Commercio di Pescara:«la zona interessata dal sisma, seppur ampia e con gravissime perdite, è quella dell'Aquilano. Nel resto della regione la vita continua a scorrere, anzi a correre, soprattutto in un momento come questo, in cui è necessario soccorrere le zone terremotate e mantenere i ruoli e i rapporti con la società civile e internazionale nell'ambito dello sviluppo economico e del turismo. L'Abruzzo funziona».
È con questo spirito che, la scorsa settimana, la Giunta Camerale di Pescara si è riunita per assumere alcune delibere.
La Camera di Commercio dell'Aquila è inagibile e chiusa e quella di Teramo ha un'ala inagibile.
«Abbiamo quindi offerto ai due Enti», ha aggiunto Ardizzi, «la possibilità di ospitare il loro personale nella nostra sede per quelle attività che si possono svolgere a distanza, come ad esempio i servizi telematici».
La Camera di Commercio, inoltre, ha proposto un accordo alla Provincia per realizzare la mappatura delle imprese pescaresi che hanno subito danni in seguito al terremoto.
La giunta, inoltre, ha espresso l'assoluta necessità di sostenere con uno straordinario impegno economico l'Aeroporto d'Abruzzo, al fine di conservare tutti i collegamenti aerei attuali e proseguire nella politica di espansione della Saga. L'annullamento delle rotte e dei programmi, infatti, comporterebbe il crollo dell'economia e del turismo abruzzesi, ha fatto intendere Ardizzi.
E proprio ieri è tato inaugurato un nuovo collegamento tra l'Abruzzo e la Sicilia con un volo Pescara-Palermo.


21/04/2009 8.15

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I MILLE PROBLEMI DELL'UNIVERSITÀ, DAI FUORISEDE A CHI NON VUOLE MOLLARE


L'AQUILA. Cosa ne sarà dell'Università dell'Aquila? Se il rettore Ferdinando Di Orio pensa alla riattivazione istantanea dei corsi, l'Unione degli Universitari pensa a qualcosa di più concreto: la casa per gli studenti fuori sede e tutti i provvedimenti necessari per fare in modo che il polo studentesco non scompaia.
La casa dello studente è venuta giù, trascinandosi dietro dolore e morti. Nemmeno i residenti hanno più una casa, figurarsi cosa spetterà a chi in città ci viveva solo per studiare.
Luca Santilli a nome dell'Unione degli Universitari assicura la volontà di concentrare tutti gli sforzi possibili per far ripartire l'Ateneo e con essa l'intera città.
Si pensa, prima di tutto, a chi è a un passo dalla laurea: «è necessario dare la possibilità di terminare gli studi a L'Aquila». L'Unione respinge tutte le soluzioni ventilate nei giorni scorsi di una “deportazione” di massa degli ragazzi in altre sedi universitarie.
«Speriamo che i tempi della ricostruzione siano brevi», dice Santilli, «è indispensabile individuare tutte le strutture agibili nell'ambito del territorio cittadino per allocarvi le sedi delle facoltà dell'ateneo aquilano, evitando che le stesse vengano dislocate in luoghi diversi dalla città».
Gli studenti chiedono che la Reiss Romoli, per esempio, così come la Scuola della Guardia di Finanza siano messe a disposizione immediatamente.
«Sono indispensabili provvedimenti urgenti da parte dell'Università e del Ministero affinché agli studenti siano attribuite le frequenze dei corsi del secondo semestre, soprattutto quelle obbligatorie», continua Santilli.
I primi segnali di ripresa ci sono già, con lo svolgimento delle sedute di laurea e degli esami già programmati.
Ma è necessario fare di più, lo dicono tutti: «la sessione d'esame deve essere aperta da subito, a oltranza; è necessario superare tutte le limitazioni, sospendendo formalità quali le propedeuticità tra gli esami».
L'Unione degli universitari chiede anche che questo anno accademico non venga conteggiato nella carriera degli studenti, soprattutto in riferimento ai criteri per l'assegnazione delle borse di studio.
«E' necessario che la Regione approvi immediatamente un piano per garantire da subito trasporti gratuiti, su gomma e su rotaia, da e verso L'Aquila per tutti gli studenti iscritti all'Ateneo, per permettere ai fuori sede di raggiungere la città in vista delle sedute di laurea, per poter sostenere gli esami. Ma un piano di trasporti deve essere attuato anche all'interno della città, per consentire spostamenti gratuiti anche alle migliaia di studenti che si trovano nelle tendopoli».



I ragazzi chiedono anche che la contribuzione studentesca venga azzerata, sia nell'immediato con l'annullamento della seconda rata, sia garantendo l'iscrizione gratuita per il prossimo anno accademico.
Ma per questo il Governo dovrebbe impegnarsi a stanziare ingenti risorse da destinare all'Ateneo, per consentirne la sua ricostruzione, prevedendo che l'assegnazione del fondo di finanziamento ordinario sia svincolato dai parametri stabiliti.
«L'Unione degli Universitari», chiude Santilli, «non accetterà mai di perdere ciò che è sempre stato il motore vivo della città dell'Aquila. La rinascita della città sono strettamente connessi alla prosecuzione dell'attività dell'Università».

LE PRIME LAUREE DOPO LA TRAGEDIA

E ieri L'Aquila ha provato a ricominciare il suo cammino dopo il terremoto anche dall'università. 27 giovani si sono laureati in fisioterapia.
Si tratta delle prime lauree che vengono conferite dopo la tragedia del sisma. La cerimonia si è svolta nei pressi dello stabile che ospita la facoltà di Medicina, all'interno di una tenda della Protezione civile, al polo didattico di Coppito.
Il primo a laurearsi è stato Tonino Baliva, un giovane di Celano, di 27 anni, il quale ha discusso una tesi su un paziente affetto da ictus.
Un boato seguito da un lungo applauso ha accolto il suo 110 e lode.
Momento toccante della cerimonia il conferimento della laurea alla memoria a Lorenzo Cinì, giovane di 23 anni di Sant'Omero (Teramo), morto nel crollo di una abitazione all'Aquila il 6 aprile scorso. Lo ha deciso il Senato accademico dell'università dopo una seduta straordinaria. «Era un ragazzo squisito, sportivo, aperto, amato da tutti - ha detto Franco Cinì, padre di Lorenzo -. Quello di oggi per lui sarebbe stato un giorno particolare perché avrebbe coronato i suoi sogni. Ce lo hanno spezzato».
A ricordare Lorenzo molti dei suoi compagni di studio, come Marco, di Avezzano: «Non c'é l'atmosfera di festa - ha detto - ma la laurea deve essere un segno di ripresa».
All'evento non è mancato il rettore dell'università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio. «Se le istituzioni daranno ascolto alle nostre richieste e agevoleranno i nostri percorsi formativi, spero che questa università possa riprendere quanto prima il suo passo».

21/04/2009 10.00

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APERTE 204 SCUOLE SU 294

L'AQUILA. Su 294 scuole dell'intera regione Abruzzo ad oggi hanno riaperto 204 edifici, 12 lo sono parzialmente e 78 rimangono chiusi.
Sono questi i dati forniti dal direttore regionale dell'ufficio scolastico Carlo Petracca.
«Considero questa una vittoria - ha spiegato Petracca - merito dei sindaci e dei prefetti e della grande coordinazione messa in campo».
Il direttore regionale ha inoltre spiegato che sono 2709 i bambini e i ragazzi da 0 a 18 anni ospitati nelle tendopoli, «una stima che secondo la protezione civile - dice ancora - crescerà fino a raggiungere il numero di 4500 alunni a cui dobbiamo dare delle risposte».
E' per questo che, tra i progetti, c'é quello della scuola itinerante composta da 100 docenti che andranno ad insegnare nelle tendopoli e che saranno riconoscibili dalla t-shirt con la scritta “la scuola per l'Abruzzo”.
Questi docenti hanno incontrato ieri il presidente dell'associazione Save The Children che ha spiegato loro come rapportarsi anche da un punto di vista psicologico con alunni che hanno subito il trauma del terremoto.
Scomponendo i dati all'Aquila hanno riaperto 35 scuole, parzialmente riaperto 5 e chiuse 30; a Chieti gli istituti aperti sono 65, 3 i parzialmente aperti e 16 i chiusi; a Pescara hanno aperto 58 scuole, 2 parzialmente, 5 chiuse, e a Teramo hanno aperto 46, 2 parzialmente e 27 chiuse.


LE FOTO: SAVE THE CHILDREN NELLE TENDOPOLI
 21/04/2009 10.00

PRIMA CAMPANELLA PER 450 STUDENTI

Ieri primo giorno di scuola per gli studenti aquilani, ospiti delle strutture ricettive della costa teramana. A Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto, alla scuola materna, primaria e media sono stati finora iscritti 450 alunni, per molti dei quali ieri mattina è stata la prima campanella. Inoltre, finora, al Liceo "Peano" di Nereto sono stati inseriti in classe 7 studenti delle superiori, nessuno invece all'Istituto tecnico commerciale. Diversi anche gli insegnanti aquilani che hanno chiesto la docenza. Al liceo neretese sono già 3 quelli che prenderanno servizio, altre richieste sono giunte alle varie scuole elementari e medie della costa vibratiana. Le iscrizioni continueranno anche nei prossimi giorni, fanno sapere I dirigenti scolastici dei vari istituti comprensivi. Il corpo docente sarà formato anche dai tanti docenti aquilani sfollati. Si segnalano i primi problemi logistici. Servono banchi e sedie in più per accogliere gli alunni ospiti come ad Alba Adriatica dove l'amministrazione comunale aqcuisterà nuove sedie e banchetti. Per assicurare la didattica sarà creato il doppio turno. Numerosi anche gli studenti delle superiori che hanno deciso di iscriversi a San Benedetto del Tronto, Giulianova, Roseto e Nereto.