New Town?«Confusione, contraddizioni, globalizzazione dell’edilizia fuori luogo»

Alessandro Biancardi

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IL PARERE DEL TECNICO. ABRUZZO. Durante l'ultima puntata di Annozero, il Senatore Niccolò Ghedini per la prima volta ci mostra un'immagine delle Newtown e ce la descrive con tanto di dossier e strategia economica alla mano.

Seppur con qualche tentennamento, le parole di Ghedini attraggono l'attenzione, soprattutto grazie all'aiuto dell'immagine di una Newtown “tipo”, immortalata in una pittoresca vista a volo d'uccello su anelli di villini immersi tra verde e laghetti.
«è un progetto di massima di città eco-sostenibile, non possono circolare autoveicoli, gli autoveicoli entrano nei sotterranei, è tutto collegato con un sistema fotovoltaico e con geotermico e sono tutti costruiti su due piani integrati nel verde».
Il Senatore ci da poi anche qualche dato dimensionale «circa 5000 persone, 1400 appartamenti» e di target «per le coppie giovani che non hanno la possibilità di comprarsi un'abitazione»
Ghedini precisa anche che «questo non c'entra nulla con il terremoto, perché per il terremoto invece c'è un progetto della Protezione Civile che prevede la creazione di strutture prefabbricate, che in 165 giorni su piastre antisismiche verrebbero create delle cittadelle che conterrebbero 3-4000 persone».
Poveri fratelli aquilani, cancellino immediatamente il sogno infranto e si rassegnino al container...



Ma quanto sono grandi queste Newtown? «esattamente 30 ettari […] non è una grande area […] son 500 metri per 500 metri....» precisa il Senatore.
E non ha tutti i torti … a questo punto capisco la strana scelta di mettere sottoterra le strade.... 30 ettari per 5000 persone corrispondono a circa 16.000 ab/kmq: una densità paragonabile solo a quella di Città del Messico (20.864 ab/kmq) e che fa arrossire megalopoli come Tokio (5.660 ab/kmq) e New York (8.400 ab/kmq).
Quello che non si capisce è la relazione tra quell'immagine ed i dati forniti dal Senatore.
Ma non è finita, alla domanda di Di Pietro, dove il Governo trova i soldi, il Senatore spiega la strategia economica «questi sono con i Project Financing […] a seguito di una gara d'appalto viene affidata ad una struttura privata che anticipa il costo (circa 300 milioni di euro) e lo Stato si fa garante che i soggetti che andranno ad abitare lì pagheranno nell'arco dei trent'anni la cifra corrispondente per poter realizzare il fabbricato».



Proprio un minuto prima Ghedini aveva affermato che «questo non è fatto da privati non è una speculazione edilizia, è edilizia popolare di pregio» e dopo presenta un Project Financing... qualcuno ancora non ha spiegato a Ghedini che le imprese che vincono la gara d'appalto e che anticipano i capitali non stanno lì a cambiare aria.
Questa cosa comporterebbe nel mondo degli appalti, quante sono le imprese che possono rispondere a questi appalti, che hanno le capacità?
Impregilo, Romeo... tutto questo quando l'alternativa esiste ed è efficace, dare i soldi direttamente alle famiglie che penseranno loro a gestire riunendosi in cooperative, prediamo esempio dall'Umbria e le Marche, per rimanere in Italia, che hanno utilizzato e con grande successo questo sistema, piuttosto che la solita mano dall'alto che decide per tutti.
Un sistema che garantirebbe anche un sostegno economico alle imprese locali piuttosto che alle grandi società di Project Financing a cui alla fine andrebbero a lavorare in sub-appalto sottopagate con rischi sul risultato finale.
Concludo con una riflessione: di fronte ad un territorio straordinario come l'Italia, le cui straordinarie bellezze sono date proprio dalla diversità dei paesaggi, che senso ha disegnare città che sono state progettate senza un contesto, bruciare altro prezioso territorio e cederlo alla cementificazione? Siamo proprio sicuri di volere un Mc Donald immobiliare che clona intere microcittà tutte simili tra loro da Bergamo a Siracusa per far fare cassa alle grandi società di Project Financing?


Gianluigi D'Angelo
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20/04/2009 12.17