Sgomberato al 70% il museo Nazionale d’Abruzzo

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Prosegue senza sosta l’attività di rilevamento del patrimonio culturale. Al lavoro le squadre miste di rilevamento formate dal personale del Ministero (Direzione Regionale e Soprintendenza ai Beni architettonici) e dai gruppi universitari chiamati a collaborare con la protezione civile.

In particolare si è continuato con il recupero delle opere d'arte all'interno di beni immobili nel capoluogo e nel territorio circostante.
L'attività più significativa è consistita nel recupero e nell'invio al deposito individuato nel museo nazionale di Preistoria d'Abruzzo di Celano-Paludi delle opere d'arte del Museo Nazionale d'Abruzzo, che è stato evacuato per il 70%.
La sezione d'arte sacra era sistemata in dieci sale che contenevano opere datate dal XII al XVIII secolo realizzate da maestri che a contatto con gli ambienti culturali toscani, umbri, romani e napoletani hanno dato vita ad uno stile originalissimo in cui riaffiora anche la tradizione locale. Tanto che la collezione di sculture lignee è una delle più belle e importanti d'Italia.
Nella sezione d'arte moderna, al piano superiore erano esposte opere che vanno dagli inizi del secolo XX ai giorni nostri (Brindisi, Cascella, Spoltore).
L'evacuazione totale delle opere custodite nel Museo Nazionale d'Abruzzo consentirà l'avvio dei lavori di messa in sicurezza e puntellamento del Forte spagnolo, fortemente compromesso dal sisma del 6 aprile e dalle scosse successive.
Nell'ambito dell'operazione effettuata dalle unità SAF (speleo alpino fluviali) dei Vigili del Fuoco, che operano grazie all'accordo in essere fra il corpo nazionale e il Ministero è stato possibile accedere al caveau del Forte dove era conservata una collezione di armi antiche e lo studiolo della Beata Cristina da Lucoli.



Quest'ultima costituisce un'altra preziosa reliquia il cui recupero va ad aggiungersi a quello di Celestino V e di San Bernardino.
Sempre in questi giorni sono state recuperate praticamente intatte le opere custodite temporaneamente presso la nuova sede del Consiglio Regionale d'Abruzzo a L'Aquila molto danneggiata dal sisma del 6 aprile scorso e dalla crisi sismica ancora in atto.
Si tratta di una collezione di dipinti di grandi dimensioni di enorme valore realizzati da alcuni dei maggiori artisti operanti a L'Aquila tra il XVI e il XVII secolo.
In particolare sono stati portati in salvo alcune opere di Giovan Battista Bedeschini, Giovanni Paolo Cardone e Vincenzo Damini; salvate anche due terrecotte dipinte del 1500.
Tutti questi manufatti sono stati trasferiti temporaneamente in un container posto in un luogo sicuro.
L'edificio ospitava anche una ricca collezione di reperti archeologici del periodo italico e in particolare del popolo vestino tra cui il letto in osso di Collelongo.
Tutti i reperti sono in ottime condizioni e saranno al più presto rimossi per essere custoditi in luogo più sicuro
Oggi si è proceduto anche con l'attività di messa in sicurezza e puntellamento delle chiese di S. Giusta di Bazzano e di S. Gregorio, di protezione e di preconsolidamento di alcune superfici affre-scate in molti edifici di culto (es. S. Felice d'Ocre).
E' proseguita l' attività di rilevamento dei danni subiti dal patrimonio culturale e l' attività di ricognizione su tutto il territorio regionale anche su in-put di segnalazioni da parte dei privati cittadini proprietari di beni vincolati.
20/04/2009 11.15