L’inchiesta va avanti, oggi nuovi interrogatori

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Va vanti a tutta forza l’inchiesta della procura dell’Aquila che dovrà accertare le cause dei crolli di quegli edifici dichiarati sicuri.

Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Camera Gianfranco Fini avevano sottolineato l'urgenza e la necessità di venire a capo dei responsabili dei crolli.
«Quando oggi pensiamo e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto in Abruzzo», ha detto ieri il capo dello Stato, «non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore umano comportamenti di disprezzo delle regole, disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini».
Per Fini, invece bisogna «risalire ai responsabili della strage in Abruzzo. Ci sono delle regole che bisogna rispettare. La vicenda abruzzese deve stimolare gli amministratori, i parlamentari, chi governa a non transigere, nel rispetto delle norme e delle regole. Le istituzioni devono fare la loro parte».
Intanto oggi gli investigatori dovrebbero ascoltare alcuni dei responsabili delle strutture crollate e alcuni tecnici.
Tra questi dovrebbe essere sentito anche un architetto tirato in ballo da alcuni studenti che hanno parlato di crepe comparse nelle loro camere e in altri luoghi dell'edificio soprattutto dopo la scossa del 30 marzo: «c'é stato un sopralluogo e l'architetto disse che non c'era da preoccuparsi», hanno raccontato i ragazzi. Altri studenti hanno riferito agli investigatori di aver segnalato le crepe, ma di non sapere se al loro allarme siano poi seguiti sopralluoghi.



I testimoni saranno sentiti come persone informate dei fatti, ma non è escluso - se emergeranno elementi di responsabilità a loro carico - che possano essere invitati a ripresentarsi accompagnati dagli avvocati. Gli accertamenti della procura sono focalizzati soprattutto sulla casa dello studente, sull'ospedale e su uno stabile di via XX settembre, nel centro della città.
I faldoni dell'inchiesta con le etichette "Casa dello studente" e "Ospedale" sono già gonfi di testimonianze e perizie. Oltre al mancato accertamento del rischio la procura starenne indagando anche per verificare che la Casa dello studente sia stata ristrutturata seguendo l'iter burocratico e i criteri costruttivi richiesti per gli edifici pubblici.
Complessa anche la vicenda dell'ospedale, del tutto inagibile e posto sotto sequestro dalla procura. In una lettera l'ingegner Marcello Vittorini, coordinatore del gruppo di progettisti del San Salvatore, difende la struttura incriminata. Scrive Vittorini: «Mentre la Prefettura, ubicata in un edificio antico è crollata, mentre la Casa dello studente, realizzata in cemento armato, è del pari crollata, come del resto sono crollati altri edifici in cemento armato, di cui non si parla (causando decine e decine di morti), le strutture portanti del complesso ospedaliero San Salvatore non sono crollate, non hanno avuto cedimenti diffusi e soprattutto non ci sono state vittime né fra i degenti né fra il personale». L'ingegnere sottolinea anche che i pilastri danneggiati («da quello che hanno scritto giornali e dalle immagini televisive») sarebbero una decina: dieci su un totale di 2.300, «cioé meno del 5 per mille. Inoltre i vetri sono rimasti quasi tutti intatti e le porte, le finestre e larga parte degli impianti funzionano».
Secondo Vittorini «non vi sono stati errori di progettazione bensì modifiche sostanziali introdotte nel tempo dai gestori dell'ospedale», che saranno probabilmente chiamati a rendere conto sia della congruità di queste modifiche, sia della nota vicenda dell'agibilità dell'ospedale (solo parziale) e del mancato accatastamento.
Insomma, sostiene il progettista, la struttura nel suo complesso ha retto, ma gli investigatori vogliono vederci chiaro lo stesso. E per questo hanno sentito a verbale un tecnico, che avrebbe fatto anni fa un sopralluogo su un lotto rivelando «varie irregolarità» e acquisito anche perizie geologiche secondo cui il sito (la struttura si estende su un'area di 18 ettari) avrebbe presentato criticità, segnalate a suo tempo.

20/04/2009 9.28
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A DUE SETTIMANE DAL SISMA LA TERRA TREMA ANCORA

L'AQUILA. Due settimane fa la provincia dell'Aquila veniva squassata da sisma. A quindici giorni dalla tragedia la terra continua a tremare. Sono stati centinaia i movimenti tellurici avvertiti dalla popolazione.
Anche questa notte non c'è stata tregua: si tratta di scosse di entità inferiore rispetto a quella delle 3.32 del 6 aprile ma che comunque mettono in agitazione la popolazione.
L'Istituto di Geofisica e vulcanologia ha registrato due episodi nella notte: il primo, di magnitudo 2.9, è stata registrato alle 3.20 (le località vicine all'epicentro sono state L'Aquila, S. Panfilo d'Ocre e Fossa); il secondo, di magnitudo 3.0, è stata avvertita dalla popolazione alle 4.22 (le località prossime all'epicentro sono state Scoppito, Pizzoli e L'Aquila).
E già da alcuni giorni sono arrivate in città alcune squadre di esperti, tecnici e ingegneri dal Giappone e dalla California per studiare gli effetti del terremoto. In particolare, gli studiosi, facenti capo alle università di Tokyo e di San Francisco, stanno valutando con attenzione le caratteristiche geologiche delle aree colpite dal sisma e la risposta data dagli edifici alla violenza del sisma. «E' ancora presto per trarre delle conclusioni», ha detto Silvia Mazzoni, di origini italiane, impegnata con una equipe di ingegneri inviati dall'Università di San Francisco.
E ieri è stato fatto un sopralluogo dei vigili del fuoco alla Basilica di Collemaggio in vista della visita di Papa Benedetto XVI al capoluogo abruzzese, in programma per il 28 aprile.
Il comandante dei Vigili del fuoco dell'Aquila, Roberto Lupica, ha verificato di persona, da una gru, lo stato della porta santa della Basilica, che sarà visitata dal Papa.
Si tratta di un portale quattrocentesco, sul lato Nord dell'edificio, che ha una grande importanza simbolica, in quanto é collegato al rito della Perdonanza Celestiniana che si svolge ogni anno ad agosto e che garantisce ai fedeli l'indulgenza.
«Abbiamo verificato - ha spiegato Lupica - che la Porta Santa non presenta situazioni di criticità. C'é ancora qualche piccolo frammento che potrebbe cadere, ma faremo in modo che, se dovesse arrivare il Santo padre, non ci siano più problemi».
L'Aquila è l'unica città al mondo, inclusa Roma, ad avere il privilegio di aprire la Porta Santa ogni anno: basta attraversarla, pentiti e confessati, dai vespri del 28 agosto a quelli del 29 agosto, per avere rimessi tutti i peccati.

20/04/2009 9.28

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TRUFFE E SCIACALLI: L'EMERGENZA NON E' FINITA

L'AQUILA. Falsi sms che annunciano vendite di immobili agibili, occupazione abusiva delle tendopoli e un truffatore che voleva dalla Vodafone 1.000 telefonini gratis.
L'emergenza terremoto continua e si porta dietro anche una serie di episodi di sciacallaggio che per fortuna le forze dell'ordine riescono a tenere sotto controllo.
Ieri i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno denunciato il titolare di una società che lavora nel campo dell'informatica e dell'elettronica.
L'uomo, 64 anni, fingendo di avere un mandato dalla Protezione Civile, aveva tentato di truffare la Vodafone Italia chiedendo, a titolo gratuito, 1.000 telefoni cellulari con altrettante sim card da destinare alle popolazioni abruzzesi vittime del terremoto.
Il truffatore aveva raccontato alla società telefonica che la sua domanda rientrava nel quadro di iniziative promosse dalla Protezione Civile per gli aiuti alle popolazioni colpite dal sisma dello scorso 6 aprile.
Gli addetti della Vodafone hanno prima finto di acconsentire e poi hanno chiamato i carabinieri.
Al successivo incontro, combinato, i militari, dopo le dovute verifiche, si sono presentati negli uffici della Vodafone ed hanno atteso e smascherato l'uomo mentre insisteva nell'ottenere la consegna dei telefoni e delle schede richieste, esibendo una lettera di autocertificazione a sua firma con cui attestava di agire in nome e per conto della Protezione Civile.
L'uomo dovrà rispondere dell'accusa di truffa.

OCCUPAZIONE ABUSIVA DELLE TENDOPOLI

E di problemi in questi giorni ce ne sono anche nelle tendopoli dove sono diverse le segnalazioni che giungono ai responsabili di occupazione abusiva dei posti letto
I carabinieri, in collaborazione con la protezione civile, hanno avviato ieri all'Aquila un censimento di tutte le persone che vivono nei campi.
Obiettivo: quello di avere un quadro certo delle presenze, anche per motivi di ordine pubblico e di sicurezza.
«Abbiamo cominciato da piazza D'Armi e tra oggi e domani avremo censito tutte le circa 15 mila persone ospiti delle tendopoli nel capoluogo. Poi passeremo alle frazioni», spiega il capitano Marco Capparella, comandante della compagnia carabinieri dell'Aquila.
«I controlli - afferma - sono di triplice natura. In primo luogo, verifichiamo se le persone indicate negli elenchi stilati a suo tempo sono effettivamente presenti; poi, accertiamo se tra questi non ci siano degli abusivi, cioé persone che non sono terremotate e vivono lo stesso nelle tendopoli, magari per dormire e mangiare gratis; infine, verifichiamo chi tra coloro che vivono in questi campi ha precedenti giudiziari o di polizia, in modo da avere un quadro completo della situazione anche sotto il profilo degli eventuali rischi per la sicurezza e l'ordine pubblico».

SMS IMMOBILIARI, CIALENTE: «STATE ATTENTI»

E il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente invita a diffidare da sms, inviati in questi giorni da presunte agenzie immobiliari a suo nome, con cui si annunciano operazioni di compravendita e di locazione di immobili dichiarati agibili nel territorio aquilano e si invitano i proprietari a fornire dettagli su localizzazione e cubatura degli stessi.
«Nessuna operazione del genere è stata infatti autorizzata da parte del Comune dell'Aquila e questi messaggi sono pertanto assolutamente falsi», dice il sindaco.
Cialente invita chiunque ne abbia ricevuti e dovesse riceverne in futuro non solo a non dare alcun credito a queste comunicazioni, ma a denunciare il fatto alla pubblica autorità.

TERREMOTO: POLPOST SCOPRE TRUFFA TELEMATICA

La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Campobasso, in collaborazione con quella di Catania, ha smascherato una truffa on line basata sulla richiesta di aiuti alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo. Il responsabile è stato denunciato.
Gli agenti hanno individuato un avviso pubblicato l'8 aprile su un noto sito di annunci della provincia di Torino, nel quale si invitavano i navigatori della rete ad effettuare versamenti su un conto corrente bancario a beneficio dei terremotati.
Le indagini hanno consentito di oscurare l'annuncio e di identificare il responsabile della truffa, B.G. (27) di Modica (Ragusa).
La Polpost ha anche sequestrato le somme versate e i dati telematici.

20/04/2009 10.23

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UN ANNO FA UN ESPOSTO PER «GLI SCAVI ASSASSINI»

L'AQUILA. Foto, dubbi, riunioni di condominio e anche un esposto alla procura. Un anno fa il dentista Dante Vecchioni presentò una denuncia perché, secondo lui, alcuni scavi in via XX settembre potevano aver compromesso la stabilità dell'edificio nel quale viveva, il palazzo Cioni- Berardi.
E forse aveva ragione ma prima di accertare le verità ci vorrà ancora del tempo e solo gli inquirenti potranno mettere la parola fine.
Sta di fatto che il 6 aprile scorso Vecchioni, 53 anni, è morto sotto le macerie di quel palazzo e quella sua denuncia oggi suona come una condanna a morte di cui era consapevole.
Adesso però la fidanzata Stefania e la cugina Valentina non vogliono che quel lavoro vada perduto perché in realtà potrebbe costituire un elemento molto importante per l'inchiesta che sta conducendo la procura.
Tre sono, infatti, i filoni che gli inquirenti stanno portando avanti: il crollo della casa dello studente, l'inagibilità del San Salvatore e il crollo di quel palazzo.
Le due donne stanno mettendo su un Comitato con le famiglie che vivevano in quel fabbricato: nove sono state decimate dal crollo che ha interessato un'ala intera, dieci le vittime.
Vecchioni quando presentò il suo esposto alla Procura dell'Aquila fece un lavoro accurato e presentò anche delle foto. Molte riunioni di condominio si tennero nel corso delle quali gli inquilini manifestarono preoccupazione per le conseguenze dei lavori di scavo sul loro palazzo.
Oggi appare evidente che tutti sapessero quello che poteva accadere.
Il dentista, raccontano oggi i superstiti, fin da subito pensò che quegli scavi eseguiti alla sinistra del palazzo per realizzare il centro direzionale e due garage potevano aver compromesso la stabilità dell'edificio dove viveva, il complesso Cioni-Berardi con ingresso su via XX settembre n.79.
E chissà se aveva ragione.
Sta di fatto che proprio quella zona è venuta giù ed è rimasta in piedi la porzione con ingresso su via dell'Orto Agrario, 4 piani con complessivi 10 appartamenti.
Il Comitato vuole ricostruire le fasi che spinsero Vecchioni a sporgere denuncia alla magistratura e chissà se si scoprirà che almeno questa tragedia poteva essere evitata.

20/04/2009 11.06