Recuperata la Madonna col bambino del 1500

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. E’ stato uno dei recuperi più significativi fatti fino ad ora. Quello della statua in terracotta raffigurante una Madonna con Bambino attribuita all’artista abruzzese Saturnino Gatti e databile agli inizi del ‘500, dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila.

L'AQUILA. E' stato uno dei recuperi più significativi fatti fino ad ora. Quello della statua in terracotta raffigurante una Madonna con Bambino attribuita all'artista abruzzese Saturnino Gatti e databile agli inizi del ‘500, dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila.La statua, uno dei capolavori dell'arte rinascimentale italiana, è stata recuperata praticamente integra e ha subito danni alle mani sia della Vergine che del Bambino e ad altri parti della veste
Poi, opportunamente protetta, è stata collocata in un box riempito con una schiuma isolante ed è stata sollevata con una gru dall'interno della Basilica.
Continua comunque l'attività di verifica e recupero del patrimonio.
Ieri sono iniziati anche gli interventi di recupero delle opere d'arte custodite nel Museo Nazionale d'Abruzzo all'interno del Forte Spagnolo.
Un'attività svolta da 8 gruppi operativi che stanno lavorando con funzione di ricognizione e verifica sul territorio, in corrispondenza dei Centri operativi misti.



Si tratta di squadre composte da un funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (20 Architetti, 20 Storici dell'Arte ed altro personale tecnico), un docente universitario e un vigile del fuoco.
In questa prima fase i gruppi stanno operando nel centro storico dell'Aquila e immediata periferia. Sono stati anche attivati i funzionari in servizio presso i presidi già operanti sul territorio regionale che stanno svolgendo attività ordinaria e straordinaria per ricognizioni verifiche e sopralluoghi. Recuperi di opere d'arte nelle chiese e monumenti crollati nel centro storico dell'Aquila, nella periferia e nelle frazioni della città (Onna, Paganica, San Gregorio).
Numerosi interventi di messa in sicurezza e puntellamenti con operazioni congiunte con il corpo dei Vigili del Fuoco.
Al personale si sta aggiungendo la task force di 160 esperti provenienti da tutte le Soprintendenze d'Italia che hanno aderito al progetto nazionale.
Nella Cattedrale di San Massimo si è già provveduto al salvataggio di alcune tele e di un Crocefisso trecentesco di scuola umbro-marchigiane.
Le opere del Museo dell'Oreficeria, ospitate all'interno dell'edificio della Curia vescovile dell'Aquila, a rischio crolli, sono state sgomberate, fotografate, catalogate e messe in sicurezza.
Al recupero dei preziosi hanno partecipato anche i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, che hanno provveduto a scortarle e custodirle presso la loro struttura a Roma.
Nella vicina chiesa di Santa Maria del Suffragio è iniziato il recupero e trasferimento delle opere d'arte di una delle navate laterali, si sta inoltre valutando la possibilità di togliere la tela dell'altar maggiore sotto il cupolino in pericolo di crollo.
Sono stati completati sia il consolidamento del campanile che il cerchiaggio della cupola della Basilica di San Bernardino. Recuperate anche le campane, mentre resta da evacuare la palla centrale sul cupolino.
La salma di San Bernardino, presente nella navata destra, è stata salvata e per ora messa al sicuro nella torre di Collemaggio.
Fino a questo momento l'attività di salvaguardia ha dato buon esito anche nelle frazioni più colpite dal sisma del 6 aprile scorso.
Sono state recuperate altre importanti opere d'arte : dalla chiesa di S. Gregorio, parzialmente crollata, parti di una statua lignea raffigurante una Madonna, mentre dalla chiesa di Santa Maria Assunta in Paganica, rilevanti sculture lignee, oltre a numerose tele e reliquiari.
Dalla chiesa parrocchiale di Onna, gravemente danneggiata dal sisma sono state recuperati dalle macerie una serie di sculture e dipinti, tra i quali una pregevole Madonna lignea quattrocentesca e un affresco del XV secolo, precedentemente staccato e ricollocato nell'edificio di culto, di rilevante interesse storico artistico.
Tutti i manufatti artistici sa-ranno conservati presso Celano-Paludi, adeguato a contenere le opere e organizzato avviare al più presto i primi interventi di restauro.

17/04/2009 10.02

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4.870 CASE POPOLARI SGOMBERATE, «FERMARE I CANONI»

ABRUZZO. Il Coordinamento delle Ater abruzzesi ha richiesto un incontro immediato con i vertici istituzionali della Regione Abruzzo.
L'obiettivo principale, adesso, è quello di ristabilire l'ordine «nel modo più rapido ed efficace possibile» dopo l'attuale stato di emergenza. «Bisogna promuovere con assoluta immediatezza», ha detto il coordinamento degli Ater regionali, «un piano straordinario di aiuti finanziari rivolto prioritariamente al comparto dell'edilizia popolare»
Dopo la scossa del 6 aprile scorso tutte case popolari dei comuni colpiti dal terremoto sono state abbandonate dalle famiglie assegnatarie. Si parla di circa 4.870 abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica.
In questi giorni drammatici e di grande dispersione territoriale, il Movimento degli Inquilini d'Abruzzo lancia un messaggio di solidarietà e prende l'impegno «affinchè nessuna famiglia a regime di locazione in un alloggio pubblico e privato e di avviato riscatto di una casa popolare, rimanga abbandonata, senza sostegno economico e privata di una propria abitazione».
«La Regione e l'Ater», ha detto Pio Rapagnà, coordinatore regionale, «devono tempestivamente intervenire attraverso un piano straordinario di recupero e di riqualificazione. I canoni di locazione devono essere sospesi».
Il Coordinamento regionale del Movimento Città per Vivere-Mia Casa d'Abruzzo chiede con forza al Governo nazionale, alla Protezione Civile ed alla Regione «che tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica siano salvaguardati da generalizzate ed ingiustificate “rottamazioni”, ma siano invece, in quanto possibile, recuperati, ricostruiti ed adeguati alle norme antisismiche».
Ma «quanti edifici realizzati in zone dichiarate sismiche sono stati realizzati nel rispetto di tutti i criteri antisismici?», si domanda Rapagnà. «Dagli effetti visibili del terremoto, quasi nessuno»
Da anni il comitato dell'ex parlamentare denuncia «senza essere ascoltati» l'esistenza di «16.735 edifici malsani, degradati, dannosi alla sicurezza ed alla salute degli inquilini. Di questi, 3.237 sono gestiti dagli ex-Iacp-Ater, 738 gestiti dai Comuni e ben 9.260 di proprietari privati; 1.137 Edifici pubblici a rischio, pericolanti, realizzati in zone franose e 743 Edifici pubblici con la presenza di amianto».
E non è da trascurare l'anno di costruzione degli alloggi presenti in tutta la regione: «oltre 70 mila sono stati costruiti prima del 1917, quasi 48 mila sono stati costruiti dal 1919 al 1945 - 47.413.
Dal 1946 al 1961 ne sono venuti su altri 49.445, dal 1962 al 1971 altri 52.113, dal 1972 al 1981 nuovi 51.715 e dal 1981 al 1991 solo 34.434».

17/04/2009 10.01

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CONSIGLIO PROVINCIALE: «L'AQUILA RESTA IL CAPOLUOGO DI REGIONE»


L'AQUILA. È iniziato con un minuto di raccoglimento per le vittime del terremoto il Consiglio provinciale dell'Aquila, che si è riunito ieri per la prima volta dopo i tragici eventi, presso la scuola degli allievi della Guardia di Finanza di Coppito.
Nel documento, approvato all'unanimità dall'assise, si è sottolineato la tragicità e l'unicità dell'evento che si è concentrato sulla città capoluogo di regione, rispetto ad altri terremoti che si sono verificati in Italia.
Da questo ne consegue il ruolo di primo piano che la Provincia dell'Aquila intende svolgere nel processo di governance durante la fase di emergenza e di ricostruzione.
Il Consiglio provinciale ha ribadito la centralità dell'Aquila, capoluogo di regione, dove dovranno continuare a permanere le sedi di tutte le Istituzioni.
Fondamentale il ruolo dell'Università dell'Aquila. Il Consiglio si impegna pertanto ad adottare ogni iniziativa utile a frenare la fuga di docenti e di studenti universitari. Nel contempo sollecita l'Agenzia regionale dei trasporti a garantire un rapido ed efficace servizio per tutti gli studenti fuori sede.
Per quanto concerne il servizio sanitario l'assise provinciale si è espressa affinché venga garantita l'immediata operatività della struttura sanitaria.
Nelle more di un rapido intervento, il suggerimento è quello di delocalizzare il servizio presso le strutture sanitarie private cittadine ancora agibili, senza escludere il ricorso al modello ospedaliero garantito per il G8.
Inoltre il Consiglio sollecita il governo nazionale a rivedere il proprio piano di investimenti, assicurando risorse alla ricostruzione delle zone terremotate e alla messa in sicurezza dei territori maggiormente esposti al rischio sismico.
Allo stesso scopo l'assise provinciale ha sollecitato l'assessore provinciale al bilancio a dirottare tutte le risorse economiche dell'Amministrazione a favore dell'emergenza sisma.
Infine il Consiglio ha auspicato una rapida ripresa delle attività economiche e commerciali e ha sollecitato il governo a garantire ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione per tutti coloro che hanno perso lavoro.
17/04/2009 10.14