Berlusconi: «tendopoli chiuse prima dell’arrivo del freddo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Prima che arrivi il freddo vogliamo chiudere tutte le tendopoli». E' questa la promessa fatta stamattina dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la quarta volta all’Aquila dal giorno del sisma.




L'AQUILA. «Prima che arrivi il freddo vogliamo chiudere tutte le tendopoli». E' questa la promessa fatta stamattina dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la quarta volta all'Aquila dal giorno del sisma.
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Il premier ha visitato la prima tenda-scuola nelle aree terremotate, allestita nella tendopoli di Poggio Picenze dove oggi sono iniziate le lezioni per i ragazzi di elementari e materne.
«Il governo per primo - ha detto Berlusconi - intende non costruire baraccopoli, men che meno lasciare le tendopoli».
L'idea del governo è quella di far rinascere centri abitati in prossimità di quelli esistenti con il concorso di ciascuna provincia italiana. In alternativa, sarà data la possibilità a chi può o intende ricostruire o ristrutturare la propria casa lì dov'era, di farlo con il sostegno dello Stato. «In sostanza - ha concluso Berlusconi - daremo la possibilità ai cittadini di ritrovarsi artefici della propria residenza».
Non sono mancati commenti sul referendum per la modifica della legge elettorale che non si terrà il 6 e 7 giugno ma il 21 dello stesso mese.
«Abbiamo scelto di non inseguire una situazione per noi favorevole per non far cadere il governo», ha detto Berlusconi riferendosi al “ricatto” della Lega Nord.
«Mi spiace che altri interpretino come una debolezza del premier e del Pdl aver ceduto ad una precisa richiesta di un partito della maggioranza che, ove non accolta, avrebbe fatto cadere il governo in un momento come questo, producendo una situazione irresponsabile».
«Ridurremo al minimo lo spreco ma la cifra e' lontanissima da quella circolata» di 400 milioni.
Questa mattina è arrivato a Coppito anche il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi che ha annunciato al nomina di Luciano Marchetti, direttore regionale per i Beni culturali del Lazio, a vice commissario della Protezione Civile per i Beni culturali dell'Aquila e dell'Abruzzo.
Per le prime emergenze, ha sottolineato Bondi, «servono 50 milioni di euro, per cui abbiamo deciso di chiedere la necessità di inserire questo stanziamento nel decreto legge che sarà approvato la prossima settimana».
«La nomina di un vice commissario della Protezione Civile per i Beni Culturali è una decisione giusta su cui ho espresso parere favorevole», ha commentato il direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici d'Abruzzo Anna Maria Reggiani.
Il Ministero, ha ricordato poi Bondi, ha già stanziato 10 milioni dai suoi fondi ordinari ai quali si aggiungono gli altri 5 milioni stanziati intesa con il Ministro delle Sviluppo Scajola per il Polo Museale aquilano, ed è stato aperto un conto corrente postale e bancario per favorire le donazioni anche dall'estero.
Nei prossimi giorni il Consigliere Mario Resca volerà negli Stati Uniti per prendere contatti con tutte le associazioni ed enti interessati a fare donazione.
Il consigliere regionale Riccardo Chiavaroli (Pdl) ha invece proposto che una parte dei fondi disponibili per 'Pescara 2009' vengano utilizzati per sostenere il progetto avanzato dal deputato Giorgio Stracquadanio, e condiviso dal rettore dell'Università dell'Aquila, di costruire in 24 mesi una cittadella universitaria per i 27 mila studenti universitari che gravitano sulla città.
L'Ordine degli ingegneri della provincia dell'Aquila, invece, «stigmatizza e rifiuta ogni strumentalizzazione sulle capacità professionali dei propri iscritti».
Al termine di un'assemblea straordinaria della categoria - alla quale hanno partecipato circa 400 iscritti - gli ingegneri hanno riferito che «i primi dati dimostrano che la stragrande maggioranza delle strutture portanti hanno risposto ben oltre le prescrizioni di legge al sisma».


CHIODI: «PRIMA NECESSITA': UN TETTO»

«Prima necessità inderogabile è dare un tetto a tutti coloro che sono le tende. Si tratta di 58 mila persone e credo che una cosa del genere non sia mai accaduta nella storia italiana dei disastri naturali».
Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, durante la sua visita insieme a Berlusconi e Gelmini.
«Di certo non costruiremo le solite baracche che sono state fatte negli anni precedenti, né abbiamo intenzione di offrire cointaners alla popolazione. Sarà una lotta contro il tempo, bisognerà individuare subito le aree disponibili per avviare la ricostruzione e, devo dire, che il sindaco dell'Aquila lo sta già facendo. Dopo inizierà la terza fase, più lunga e laboriosa, ma lì avremo tempo per lavorare senza particolari patemi».
Il presidente della Regione ha poi affrontato il problema della ripresa dell'attività industriale nell'aquilano.
«E' un problema che dobbiamo risolvere al più presto – ha chiarito Chiodi – Il tessuto economico deve riprendersi al più presto perché ora è completamente immobile. Ma credo che, in questo senso, L'Aquila abbia una forte opportunità di riscatto: ci vorrà tempo, pazienza e tanto lavoro ma alla fine la città risorgerà più forte di prima».
«Per avviare una ricostruzione seria è necessario un dialogo continuo con i sindaci».
«Noi vorremmo, al pari di quanto ha già detto il presidente Berlusconi, salvaguardare la bellezza di tutti i borghi aquilani devastati dal terremoto. Lo vorremmo fare – ha precisato il presidente della Regione – valorizzandone le qualità, non mutandone quella che è l'identità. Partendo da questa idea, ci saranno progetti mirati e studiati fin nei minimi particolari».


16/04/2009 15.22

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ITALIA NOSTRA STA PENSANDO ALL'ARCHIVIO DI STATO DELL'AQUILA


Scortati dai vigili del fuoco, i rappresentanti della associazione Italia nostra hanno raggiunto il fronte meridionale dell'Archivio di Stato attraverso il primo tratto di via XX Settembre.
L'opera di recupero è iniziata venerdì scorso con il salvataggio dei preziosi fondi Pergamene, Catasti, Archivio civico aquilano (1257-1805) e Vajont.
I particolari sistemi di conservazione, in armadi chiusi da grate metalliche, hanno impedito che l'Archivio civico subisse dei danni a seguito del sisma.
La messa in sicurezza dei documenti - trasferiti nella nuova sede, non ancora inaugurata, della sezione di Archivio di Stato di Sulmona - è continuata martedì con l'estrazione degli atti del fondo notarile (secc. XV-XIX) dalle stanze del complesso che ospita l'archivio.
I volontari di Italia Nostra e della sezione abruzzese dell'Anai hanno cooperato con i vigili del fuoco, che hanno messo in salvo i documenti calandoli attraverso carrucole nel giardino, ancora invaso dai calcinacci, che circonda un lato dell'edificio. I lavori saranno sospesi nei prossimi giorni in attesa del ripristino delle condizioni che permettano di lavorare in sicurezza.
«Gran parte della documentazione che costituisce il patrimonio dell'Archivio di Stato è ancora all'interno dell'edificio», spiegano da Italia Nostra, «particolarmente complessa si presenta l'opera di recupero dei fondi Intendenza e Atti giudiziari, conservati in due stanze al momento inaccessibili per il rovinoso crollo dei solai sulle scaffalature. Non ancora misurata l'entità dei danni sul fronte settentrionale del complesso, ospitato nell'ex convento degli agostiniani, che dà su piazza della Repubblica (lato Prefettura). E' la parte maggiormente danneggiata dal sisma per i crolli della cupola della chiesa di S. Agostino e del contiguo palazzo della Prefettura».

16/04/2009 15.34