Pisanu :«Mafie sono già in Abruzzo e mirano alla ricostruzione»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. A dieci giorni dal terremoto primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall'Aquila, si inaugura la prima aula-tenda alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.
Nessuno, ha detto il ministro, perderà l'anno scolastico, anche se gran parte degli edifici scolastici sono infatti lesionati. Ma non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente, ben 20.000 persone non potranno far ritorno nelle loro case perché ormai definitivamente compromesse. Il tema della ricostruzione e dei fondi necessari spinge a guardare alla prossima settimana, quando il consiglio dei ministri si riunirà all'Aquila.
Tra le ipotesi allo studio per contribuire a raggiungere la cifra ipotizzata di 12 miliardi di euro, anche una contributo obbligatorio per i redditi superiori ai 130-140.000 euro. L'inchiesta della procura su eventuali responsabilità potrebbe intanto arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perché consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all'accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. E' stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L'inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi.

LA PROCURA DISTRETTUALE ANTIMAFIA IN AIUTO DELLA PROCURA DELL'AQUILA

Creare una "task force" che sarà possibile consultare e darà tutto l'aiuto necessario al procuratore dell'Aquila per evitare i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate.
A questo sta pensando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.
«Ho già in mente di costituire un gruppo di lavoro nel mio ufficio - ha detto durante la trasmissione di Canale 5 'Panorama del giorno' condotta da Maurizio Belpietro - composta da magistrati ed esperti anche nelle criminalità che più tradizionalmente operano in Italia».
«Non voleva essere un allarme sui rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle ricostruzione delle zone terremotate perché non ci sono ancora le condizioni. La fase della ricostruzione comincerà quando sarà finita quella delle emergenze. In realtà è una attenzione vigile che viene fuori dalle esperienze passate», ha aggiunto Grasso, «ancora forse non sono nemmeno definiti i processi per le responsabilità della ricostruzione in Irpinia - ha spiegato - e quindi è giusto che tutti i soldi dello Stato vadano interamente ai cittadini della provincia dell'Aquila e non ad arricchire persone e fare in modo che non facciano gli sciacalli con le casse dello Stato così come hanno fatto con le case».
E poi si potrebbe creare una lista di grandi aziende "pulite" che dovranno avere il ruolo di organizzatori di quanto c'é da fare per la ricostruzione delle zone terremotate.
«Nelle 'why list' potranno entrare anche piccole aziende e quindi non c'é il rischio di discriminazioni - ha spiegato Grasso - bisogna partire dagli accertamenti sul territorio per cominciare a distinguere cosa va abbattuto e ricostruito, cosa va ristrutturato o puntellato. E' questa la parte più importante per la creazione di una mappa di massima che poi consenta di stabilire la necessità dei finanziamenti e i tempi delle varie ricostruzioni».

16/04/2009 9.45

PISANU: «MAFIE GIA' IN ABRUZZO»

«Cosa nostra, 'ndrangheta e camorra sono gia' arrivate in Abruzzo e certamente puntano sulla ricostruzione. Bisogna proteggere gli investimenti pubblici con una ferrea task force antimafia». Il presidente della commissione Antimafia Giuseppe Pisanu lancia l'allarme per il dopo terremoto in un'intervista pubblicata da Panorama nel numero in edicola domani e smentisce in parte quello che nei giorni scorsi aveva detto il presidente Chiodi.
«Le mafie incombono su tutto il territorio nazionale e minacciano gravemente l'economia, la società e le istituzioni. Anche il federalismo deve temerle e prevenirle, dal Sud al Centro e al Nord», dice Pisanu. «Purtroppo - aggiunge il presidente dell'Antimafia - le mafie sono entrate nella pubblica amministrazione e nel mondo politico e riescono ad influenzarne le decisioni, specialmente a livello di enti locali e regioni. Per di più dispongono di vere e proprie organizzazioni aziendali con manager, dirigenti, impiegati e consulenti esterni. La rottura del rapporto mafia-politica è condizione indispensabile per la vittoria definitiva dello Stato»
16/04/2009 14.17

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A CHIETI UFFICI SPOSTATI DOPO IL SISMA

CHIETI. Sono stati spostati gli uffici comunali che si trovano all'interno di Palazzo d'Achille, in piazza Vittorio Emanuele II, dichiarati temporaneamente inagibili a seguito del sisma che ha colpito l'Abruzzo.
Da oggi, quindi, sono operativi presso la sede Comunale di viale Amendola (palazzo ex Inps), al primo piano, l'ufficio del sindaco, l'ufficio stampa e l'ufficio Comunicazione Interna, la segreteria generale, il Patrimonio, l'Economato.
Al secondo piano ci sono la direzione generale, il personale, l'ufficio legale, la Pubblica Istruzione. Al piano terra l'archivio e il Protocollo, il centralino e il centro elaborazioni dati.
Presso la sede comunale di Palazzo De Pasquale è stato spostato l'ufficio ragioneria, nell'appartamento di proprietà Comunale in piazza Vittorio Emanuele (ex Ufficio Tributi) è stato spostato l'ufficio elettorale.
L'Anagrafe si trova invece presso la delegazione comunale di via Ortona a Chieti Scalo.
Il sindaco ha emesso anche una ordinanza di inagibilità per l'ala sinistra del tribunale. Nei prossimi giorni si procederà alla verifica statica e al monitoraggio delle crepe.
I tecnici incaricati del sopralluogo e i vigili del fuoco hanno riscontrato uno «stato fessurativo diffuso» anche in corrispondenza del piano terra dell'ala prospiciente il terminal bus e già dichiarata inagibile. Si sono accertate lesioni anche sul corpo di scale centrali e in corrispondenza del controsoffitto.
E' stato sgomberato anche il condominio di via don Minzoni 45 per poter consentire ai tecnici incaricati e ai vigili del fuoco «un'accurata verifica statica».

16/04/2009 10.19