2.181 sopralluoghi: 54% edifici agibili

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo le prime verifiche cresce il numero delle abitazioni non agibili. Una casa su due non potrà essere abitata. * «FERMATE LE DEMOLIZIONI A PIANELLA» * 5 X MILLE, ALLARME NEL MONDO NON PROFIT

Le scosse di terremoto non si fermano - la più intensa di ieri alle 22.17, di magnitudo 4.1 - ma procedono gli accertamenti sull'agibilità delle case.
Oggi è attesa all'Aquila il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: il calendario scolastico dell'Abruzzo, sconvolto dal terremoto, prevede che le scuole riaprano il 16 aprile.
Per il capoluogo dovranno funzionare strutture di emergenza come le tende, ma anche in alcune aree delle altre province abruzzesi il rientro a scuola è in forse a causa delle verifiche necessarie a garantire l'agibilità degli istituti.
All'Aquila nella giornata di ieri, tra le abitazioni sottoposte a verifica, la quota degli alloggi non più agibili é salito dal 30% al 53%: in media una su due di quelli controllati.
Complessivamente, anche oggi, saranno 1.500 i tecnici al lavoro per compilare le schede da sottoporre alla valutazione della protezione civile. L' obiettivo, per il presidente della Regione Gianni Chiodi, è far lasciare le tende e gli alberghi agli sfollati prima dell'arrivo dell'inverno.

LA MAPPA DEI CONTROLLI

Per ottimizzare le risorse ed agevolare le operazioni delle squadre di rilevamento, la valutazione dell'agibilità e del danno si sta svolgendo nelle aree dei territori comunali che risultano apparentemente meno danneggiate.
Nel frattempo la procura della Repubblica dell'Aquila si prepara ad ascoltare i primi testimoni: tra questi Carmela Tomassetti, la 23enne fuggita allarmata dalla casa dello studente una settimana prima del sisma. L'altro edificio toccato dall'inchiesta è l'ospedale San Salvatore, i cui pilastri sarebbero stati realizzati senza staffatura. Anche dagli accertamenti sulle macerie sequestrate e custodite in un capannone si attende delle risposte il procuratore Adriano Rossini che pure ieri ha rinnovato la sua messa in guardia sul rischio di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione.
Poi si proseguirà gradualmente anche nelle aree in cui il danneggiamento è maggiore.
Ieri è stata controllata dalle 10.30 alle 18 la zona Torrione: Viale Panella, Strada Statale 17 bis, Via Francesco Savini, Via Colle Sapone (fino ad altezza via Acqua Santa), Via Edoardo Scarfoglio, Cavalcavia Autostrada A 24, Via Capocroce, Via Alessandro Volta, Via Alcide De Gasperi. Oggi sarà la volta della zona San Francesco. Dalle 9.30 fino alle 18 si controlleranno viale Alcide De Gasperi, via Alessandro Volta, via Capo Croce, Strada Vicinale Paganica, via Guglielmo Marconi, via Aldo Moro, viale della Croce Rossa.
Giovedì si passerà alla zona 4, San Giacomo e si passeranno in rassegna via Colle Sapone direzione via della Spiga, via della Spiga, via Fontegrossa, direzione Madonna della Cona, la strada Provinciale per Collebrincioni, strada Vicinale Paganica, via Colle Capo Croce, via Cardinale Mazzarino, il cavalcavia Autostrada A24, via Scarfoglio.
Venerdì toccherò a Valle e Colle Pretara da viale Della Croce Rossa, a via Colle Pretara. Sabato si passa a San Sisto e Domenica Santa Barbara

RECUPERO DELLE OPERE D'ARTE

Va avanti parallelamente anche l'attività di recupero delle opere d'arte che sono stati maggiormente danneggiati dal sisma.
Dopo il salvataggio della reliquia di Celestino V, nei giorni delle festività pasquali, sono stati recuperati i quattro confessionali e i preziosi dipinti ad olio su tela di Carl Ruther di Danzica, allievo del Rubens, che erano collocati sempre nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio.
Nell'attività di salvaguardia sono state trasferite e recuperate in luogo idoneo altre importanti opere d'arte: dalla chiesa di S.Gregorio, parzialmente crollata, parti di una statua lignea raffigurante una Madonna, mentre dalla chiesa di Santa Maria Assunta in Paganica, rilevanti sculture lignee oltre a numerose tele e reliquiari. E'stata messa in sicurezza anche una statua della Madonna, oggetto di particolare venerazione, collocata sulla facciata pericolante della chiesa di Santa Maria della Concezione di Paganica. Tutti i manufatti artistici saranno conservati nel Museo Preistorico d'Abruzzo di Celano - Paludi, di cui è stata verificata l'agibilità e che si ritiene adeguato sia a contenere le opere sia ad avviarle al restauro.
Per quanto riguarda la sede della Curia vescovile, edificio a rischio crolli situato all'interno nel centro storico dell'Aquila, si è reso necessario lo sgombero e la messa in sicurezza delle opere d'arte ivi contenute che componevano il museo dell'Oreficeria. Al recupero dei preziosi hanno partecipato anche i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, che hanno provveduto a scortare le opere e custodirle presso la loro struttura a Roma.
Nell'ambito dell'attività di salvaguardia degli altri monumenti danneggiati, si segnala la messa in sicurezza del campanile della chiesa di San Bernardino attraverso la cerchiatura.
E' in corso, inoltre, il salvataggio del pregevole materiale dell'Archivio di Stato situato all'interno nel centro storico della città, che verrà sistemato nella nuova sede dell'Archivio di Stato di Sulmona.

15/04/2009 9.21

54% EDIFICI AGIBILI

Su 2.181 sopralluoghi eseguiti (il dato è aggiornato a ieri sera), sono 1.177 gli edifici risultati agibili, pari al 54% del totale. E' il dato reso noto oggi pomeriggio dal dipartimento della Protezione Civile che coordina le rilevazioni sugli immobili nelle aree colpite dal sisma.
Sono invece 441 (20%) gli edifici temporaneamente inagibili, "ma agibili con provvedimenti di pronto intervento"; 70 (3%) quelli parzialmente inagibili; 93 (4%) quelli temporaneamente inagibili "da rivedere con approfondimento"; 363 (17%) gli edifici del tutto inagibili e 37 (2%) quelli inagibili "per rischio esterno".
15/04/2009 17.16

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«FERMATE LE DEMOLIZIONI A PIANELLA»

Ai danni, incalcolabili, prodotti dal sisma che ha colpito l'Abruzzo si aggiungono ora le prime demolizioni del post-terremoto nei centri storici del Pescarese.
Tra il 9 e il 10 aprile, con un'ordinanza del sindaco, sono state demolite a Pianella l'ex sacrestia della chiesa di S. Leonardo, da tempo trasformata in cinema parrocchiale, e le contigue case-mura. Sono tuttora in azione, invece, le ruspe all'interno del perimetro della chiesa del SS. Salvatore, fondata nell'XI secolo e riedificata in forme barocche nel Seicento.
Chiuso al culto alla fine degli anni '50 e da tempo rimasto privo del tetto, l'edificio sacro sorge a pochi metri dal palazzo ducale di Margherita d'Austria e dal luogo dove era l'antico frantoio farnesiano, demolito nel 2007.
Abbattute la porta lignea del prospetto e una porta laterale, sono stati demoliti parzialmente i muri
perimetrali e quanto restava del campanile della chiesetta barocca. All'interno dell'area sono rimasti, con le colonne dell'altare, ora a vista, cumuli di mattoni, in parte gettati sul muraglione che dà sugli orti farnesiani, a breve distanza dagli ultimi resti della cinta muraria.
Critica le demolizioni l'associazione Italia Nostra: «a distanza di oltre 40 anni si continua a distruggere le residue testimonianze della città storica», contesta il presidente della sezione di Pescara, Giancarlo pelagatti, «questa volta per presunte ragioni di sicurezza, prendendo a pretesto l'emergenza terremoto».
Italia Nostra chiede l'immediato stop dei lavori e la rinuncia «ad un uso improprio dell'area e degli elementi costitutivi dell'edificio». Invita, infine, l'Amministrazione comunale di Pianella «a raccogliere la disponibilità dei tanti volontari per l'immediato recupero e la catalogazione dei materiali prodotti dalla demolizione, secondo un programma di interventi concordato con la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici dell'Abruzzo».
15/04/2009 9.21

«LA CHIESA ERA CHIUSA DA 50 ANNI»

Si è aggravato il bilancio dei danni causati dal terremoto alle abitazioni private, facendo salire a 27 il numero degli alloggi sgomberati per pubblica incolumità.
«Oggi – ha informato il sindaco D'Ambrosio – ho firmato altre tre nuove ordinanze di sgombero di altrettanti appartamenti del centro storico, situati in un vecchio palazzo gentilizio, alloggi in cui sono state riscontrate gravi lesioni, determinate dalle ultime scosse telluriche, che ne hanno pregiudicato l'agibilità. In tutti i casi l'amministrazione ha già reperito sul territorio abitazioni alternative per le tre famiglie evacuate».
Intanto in mattinata il sindaco D'Ambrosio ha incontrato alcuni responsabili della Sovrintendenza con i quali ha effettuato un sopralluogo presso la chiesa di Santa Maria Maggiore, l'unica ancora agibile sul territorio di Pianella dopo il terremoto.
«Attualmente la struttura non viene utilizzata perché, anche in occasione delle recenti festività pasquali, approfittando del bel tempo, il parroco ha accettato di svolgere all'aperto tutte le funzioni – ha detto il sindaco -: tuttavia, pur essendo agibile, anche Santa Maria Maggiore ha riportato dei danni dal terremoto. Dopo il sopralluogo, la Sovrintendenza dovrà fare una stima dei lavori più urgenti che l'amministrazione comunale potrebbe effettuare, anticipandone le spese, per consentirne la libera e tranquilla fruizione da parte del pubblico».
Per domani è già stato convocato un nuovo vertice del Coc che resterà attivo sino alla fine dell'emergenza.
Il sindaco D'Ambrosio è infine intervenuto anche sulle polemiche sollevate da un'associazione ambientalista circa la demolizione avvenuta all'indomani del terremoto della vecchia chiesa di San Salvatore, in piazza Diaz: «E' bene precisare – ha detto il sindaco – che quella chiesa era in realtà chiusa da cinquant'anni, abbandonata, diroccata e il sisma ne aveva ormai minato in maniera gravissima la stabilità: l'amministrazione comunale aveva il dovere di procedere con la sua immediata demolizione perché le sue mura minacciavano le abitazioni adiacenti che sarebbero state schiacciate e coinvolte nell'imminente crollo del manufatto. Il Comune di Pianella non ha alcuna intenzione di deturpare il territorio, né di privare la popolazione del proprio patrimonio culturale, ma ha anche il compito di garantire la sicurezza dei propri cittadini: forse non saremmo dovuti intervenire con le ruspe se quella stessa associazione ambientalista, oggi tanto attenta, si fosse ricordata prima della presenza di tale manufatto e si fosse adoperata per il suo recupero, senza aspettare un terremoto per accorgersi dell'esistenza di quella struttura».

15/04/2009 17.27

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5 X MILLE, ALLARME NEL MONDO NON PROFIT

ROMA. Cresce l'allarme, nel mondo del non profit, riguardo all'ipotesi avanzata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti di utilizzare il 5 per mille per destinare risorse alle vittime del terremoto in Abruzzo.
Per la campagna 'Sbilanciamoci!' si tratta di una misura «demagogica e populistica» ma che si rivelerebbe dannosa per tante associazioni già impegnate in attività di assistenza ai più deboli. Molte delle organizzazioni destinatarie del 5 per mille, sottolineano, sono impegnate proprio in Abruzzo in questo momento.
Sbilanciamoci propone, invece, di lasciare il 5 per mille alla solidarietà e di finanziare la ricostruzione dell'Abruzzo colpendo le spese «inutili e sbagliate» come quelle militari, le rendite finanziarie o le grandi opere.
Particolarmente allarmate le associazioni che si occupano di sostegno a distanza, spesso di piccole dimensioni, e per le quali il 5 per mille è un supporto indispensabile, come la onlus La Gabbianella che chiede al ministro dell'economia Tremonti di ritirare la sua proposta.
Insiste anche Andrea Olivero, presidente del Forum del terzo Settore: «sono due anni che le organizzazioni attendono i soldi del 5 per mille della dichiarazione dei redditi del 2007: di questo passo qualsiasi aiuto attraverso il 5 per mille arriverebbe solo nel 2011».
Di «trappola», infine, parla Giampaolo Concari di Peacereporter, per il quale quella del governo è «una manovra demagogica, con pochi effetti pratici e che sottrae risorse anziché fornirne di nuove». Meglio sarebbe invece, sostiene, utilizzare i fondi dell'8 per mille.
L'idea del ministro Tremonti è inutile e dannosa per l'Arci, che propone invece, per reperire «soldi freschi» per le zone terremotate, un ventaglio di misure: dal dirottare in Abruzzo gli investimenti per il Ponte sullo stretto al reintrodurre l'Ici sulla prima casa per i più abbienti, dalla riduzione delle spese militari all'utilizzo dell'8 per mille.
Negativo anche il presidente dell'Associazione Italiana delle Ong, Sergio Marelli: «togliere il 5 per mille all'associazionismo, anche per una causa condivisibile e nobile come questa - dice in un'intervista all'agenzia radiofonica Econews - è una politica miope, che mina le possibilità di finanziamento del volontariato. Non è possibile chiedere ai poveri di finanziare la ricostruzione per altri poveri, che oggi sono le persone che hanno perso tutto sotto le macerie».
15/04/2009 9.20