Gli sfollati in hotel, non tutti gli albergatori sono pronti all’emergenza

Alessandro Biancardi

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L'EMERGENZA DOPO IL TERREMOTO. PESCARA. Molte delle persone rimaste senza casa nella provincia di L’Aquila sono state ospitate dalle strutture alberghiere della costa, di queste se ne contano 171. Alcune segnalazioni degli sfollati denunciano il fatto che, pur avendo il vitto, non hanno da mangiare.

Chi deve provvedere a servire i pasti ai terremotati? Qual è la convenzione stipulata? Tutto è nella confusione. Questa è la parola che alcuni hanno usato per descrivere la situazione. L'8 e il 9 aprile gli sfollati che dormivano in alcuni alberghi di Pescara (Bella Riva, Ambra, ed altri) sono andati a mangiare alla mensa della Caritas in via Bardet.
La cuoca, Raffaella Selzani ieri ha confermato: «abbiamo 50 persone per il pranzo alle 13.30, ieri avevamo 2 turni da 60 persone ma poi ne sono venuti di meno. Vengono dagli alberghi con i pulmini. Ma chiami il centro d'ascolto della Caritas per saperne di più». La dritta della cuoca era giusta: dal centro d'ascolto la signora Luigina ha aggiunto elementi importanti per capire un po' di più gli accordi tra istituzioni e albergatori.
«Non sappiamo molto della convenzione, - ha detto Luigina della Caritas- ma è stata mandata una mail dalla Prefettura a tutti gli albergatori su come operare. La convenzione comprenderebbe vitto e alloggio (pensione completa) e gli albergatori che non hanno cucina devono provvedere a stipulare una convenzione con un ristorante vicino. Noi stiamo provvedendo ai pasti di persone ospiti in alcuni hotel tra cui Bella Riva e Ambra».
Dall'hotel Bella Riva ha risposto la receptionist alquanto irritata dalle nostre domande: «non capisco cosa interessi ai giornali di questa cosa, ho venti persone davanti a me che hanno molto più bisogno di lei immagino. Per sapere queste cose chiami il prefetto, il comune, la protezione civile». Ma lei come li gestisce i suoi ospiti? «I nostri andranno allo stabilimento Medusa».
Avete stipulato una convenzione? «Andranno alla Medusa, ma davvero non capisco perché vi interessa».
Dall'hotel Ambra invece partono anche in questi giorni i pullmini che portano gli ospiti alla mensa della caritas, perché nessun ristorante nel circondario si è reso disponibile per accogliere i 41 ospiti. Il problema? Le spese da anticipare. Problema non da poco in questo periodo soprattutto. Il loro hotel riesce a dare solo alloggio e colazione.
Il direttore commerciale dell'hotel Ambra, Vincenzo Traversa, ha risposto alle nostre richieste ed ha approfittato per fare un appello alle istituzioni: «abbiamo la cucina ma non è in funzione da 3 anni, e quindi non disponiamo nemmeno del personale addetto. Non si può approntare una cucina in 2 giorni, avremmo bisogno di un fondo, non si posso anticipare spese di questa entità». Ma avete obbligo di stipulare convenzioni?
«E' una direttiva senza obbligo di recepimento, ma da noi c'è la massima disponibilità a trovare un ristorante nelle vicinanze».
Sul lungo mare sud, c'è l'hotel Holiday che ospita 90 persone in pensione completa. Invece a Montesilvano, il famoso hotel Serena Majestic ha risposto: «non le so dire quante persone ospitiamo, dovrebbe chiamare la protezione civile per saperlo, ma forniamo vitto e alloggio». Mentre nell'hotel Promenade di Montesilvano spiaggia, sono state accolte 50 persone in pensione completa comprese le bevande.
Vi è stata inviata una mail dalla Prefettura? «No, ci ha telefonato la protezione civile per dirci come muoverci. Non c'è stata una vera e propria comunicazione ufficiale che arriverà probabilmente solo dopo l'incontro con la Confcommercio».
Ma dall'hotel si dicono soddisfatti per la presenza della polizia municipale e dei controlli della Prefettura che passa almeno due volte al giorno per verificare alcuni documenti e farne firmare altri dagli albergatori. I volontari che vengono lì, servono ai tavoli?, chiediamo.
«No, abbiamo in sala solo il nostro personale».
«Poi c'è un doppio controllo, ci sono tanti volontari ma che accompagnano gli ospiti a comprare le medicine e quant'altro. Stiamo rispondendo davvero bene a questo disastro», ha concluso il receptionist.
Tra gli albergatori c'è chi ha le idee chiare e chi sembra brancolare nel buio per quanto riguarda la convenzione e i servizi da fornire.
La situazione non è diversa nelle istituzioni, anzi forse peggiore perché caratterizzata dal solito “scarica barile”. Per capire quale sia stata la reale convenzione stipulata, si deve scoprire chi ha inviato la presunta mail a tutti gli albergatori.
Dall'ufficio “ordine e sicurezza pubblica” della Prefettura di Pescara hanno risposto di non esserne al corrente. Così ci hanno messo in contatto con la sezione della protezione civile presso la Prefettura stessa. Ma da qui hanno smentito subito l'invio della mail da parte loro, e ci hanno indirizzato verso la sala operativa del Comune di Pescara: «l'avranno inviata loro», ci hanno detto. Risposta negativa anche dalla sala operativa del Comune dove non risulta nessuna circolare in merito. Forse per fretta o per altro si è creata questa confusione…chissà. Si spera sempre che nessuno approfitti di questa situazione di emergenza, albergatori compresi.
Sarà solo una situazione momentanea che dopo i primi giorni di rodaggio, migliorerà?
Ci auguriamo di sì.
Manuela Rosa 10/04/2009 14.39