Ennesima notte di terrore: scosse a ripetizione, la più forte di 5.3

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ancora tanta pura in tutta la regione. Angoscia per le popolazioni dell’Aquilano e non solo.  * LA MAPPA DEI TERREMOTI IN TEMPO REALE


Due forti scosse si sono infatti verificate alle 00,55, di magnitudo 4.3, e alle 2.52, con magnitudo 5.2, con epicentro L'Aquila, Pizzoli e Barete.
Poi una terza replica, alle 5.14 di magnitudo 4.2. Questa è stata l'unica, tra le oltre 300 scosse avvertite negli ultimi giorni, a registrare una profondità tra i 18 e 35 km. Solitamente le altre si fermavano ad una profondità di 1'-18 km. L'epicentro è stato registrato nella zona sud est dell'Aquila, tra Palombara e la Statale 17.
Una nuova scossa è stata avvertita alle 6.43 con epicentro lago di Campotosto, a nord nord ovest dell'Aquila, magnitudo 3.7.
Secondo gli studiosi il fronte del terremoto si sta quindi spostando più a nord ed i geologi stanno ora cercando di interpretare questo fenomeno e di capirne la portata.
Le ultime scosse hanno causato comunque soltanto altri crolli nelle zone più colpite, ma non si hanno segnalazioni di persone coinvolte.
Anche perché, ormai, le case sono state tutte abbandonate e le persone hanno trovato sistemazione o nelle tendopoli o negli alberghi lungo la costa.
Intanto sale a 275 il numero delle vittime accertate. Poco dopo la mezzanotte di ieri, infatti, sono stati recuperati i corpi di due dei quattro giovani che risultavano tra i dispersi nel crollo della Casa dello Studente all'Aquila.

ATTESA PER NAPOLITANO

Il Capo dello Stato sarà in mattinata al centro di coordinamento della Protezione civile, allestito nella scuola per ispettori della Guardia di Finanza. Ma chissà che non trovi il tempo per fare un salto in una delle tendopoli e portare una parola di conforto e di speranza ai tanti senzatetto. E nei prossimi giorni ha promesso la sua visita anche Papa Benedetto XVI, che si è detto da subito profondamente colpito per questa immensa tragedia.

CENTRO STORICO CHIUSO

E da ieri sera il centro storico de L'Aquila e via XX settembre, dove c'e' stato il crollo della casa dello studente, sono chiusi ai mezzi e alle persone per pericolo di crolli.
L'ordinanza e' stata firmata dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, per motivi di sicurezza.
Le scosse che si susseguono rendono via via sempre più instabili le costruzioni rimaste in piedi.



PAURA ANCHE A PESCARA

Anche a Pescara e lungo la costa - dove si trovano circa 6 mila sfollati che alloggiano negli alberghi - per la quarta volta si è scesi in strada.
Avvolti nelle coperte fino alla testa, gli occhi allucinati, cerchiati, impauriti, i terremotati hanno rivissuto un incubo.
«Lasciami in pace», fa una donna, persa e smarrita, seduta su un muretto, fasciata da una coperta di lana beige con le greche marroni, come quelle di una volta.
Qualcuno cammina sul lungomare con cappucci e sciarpe, fugge di nuovo dalla paura, dall'impossibilità di dormire, scappa dalle onde sismiche che li inseguono anche sulla costa, a 100 km dall'Aquila, da quella casa che non c'é più.
Davanti all'entrata degli alberghi si parla, gesticola, si fuma nervosamente: è un popolo di centinaia di persone sotto choc, un popolo che nella nebbia della notte pescarese vede sfumare anche solo l'idea di una normalità. Non si sentono deportati: si sentono finiti.
Nelle hall l'atmosfera apparente è quella dei grandi congressi, decine di persone parlano, parlano, parlano. Una coppia esce con un carrozzino coperto con un telo da mare colorato per proteggerlo dall'umidità: sotto il bimbo dorme, mamma e papà spingono il carrozzino, spingono e basta.
«La gente qui è gentile e solidale, hanno portato anche le uova di pasqua ai bambini - ritorna a sussurrare Ginevra, una casa e un lavoro nel centro storico dell'Aquila che non ci sono più -. Ma noi che faremo?». Hanno la stanza in un albergo, con tutti i comfort, ma è lassù, al terzo piano, del tutto inutile, totalmente superflua. Una giovane coppia è dentro una Panda azzurra a scaldarsi: «Chissà, forse sta meglio chi è nelle tende...» si lascia sfuggire lui.



RONDE ANTI SCIACALLI

E intanto a L'Aquila per tutta la notte sono state in azione le ronde contro gli sciacalli.
L'allarme-sciacalli è infatti ormai molto diffuso e, nonostante il capillare controllo delle forze di polizia, c'é chi pensa che sia necessaria una vigilanza ulteriore e continua. Da qui la formazione spontanea di ronde, in alcuni casi nate dopo episodi specifici che hanno fatto crescere la paura. Uno di questi si è verificato nel paese di Poggio Picenze, dove è stato segnalato ai carabinieri il furto - o comunque la sparizione - di due pettorine con una non meglio precisata dicitura "protezione civile": la preoccupazione della gente è stata subito che, indossandole, i ladri possano entrare nelle case ed agire indisturbati. Sarà un caso, ma proprio a Poggio Picenze, come confermano i militari dell'Arma, alcuni cittadini si sono organizzati in squadre con turni di vigilanza.

«HO PERSO TUTTO, ANCHE I DENTI»

E ieri anche il premier Berlusconi, per la terza volta in città ha detto di essere sconvolto per la tragedia e ha riconosciuto che quanto ha visto è «molto peggio» di quanto aveva immaginato.
Berlusconi ha proposto di dividere la ricostruzione in 100 progetti da affidare alle province in modo che in caso di mancati risultati i responsabili siano sottoposti al pubblico ludibrio.
Ma è contro il fenomeno dello sciacallaggio che il premier si è scagliato annunciando, a fianco dei ministri Angelino Alfano (Giustizia) e Ignazio La Russa (Difesa), di voler varare nuove norme «molto più severe» contro chi si macchia di un «disvalore morale assoluto».
Il Cavaliere, dopo aver annunciato di aver trovato 16 milioni di euro di fondi per ricostruire la Casa dello studente, si è concesso una battuta: «In questa emergenza ho battuto un altro record: non dormo da 44 ore, un buon risultato per uno come me che ha 35 anni».
Ma l'ottimismo ha lasciato presto il posto allo sgomento quando ha raggiunto per la prima volta il cuore della città colpita dal terremoto. La prima tappa è stata proprio davanti alla Casa dello studente dove almeno una decina di ragazzi hanno perso la vita divenuta uno dei simboli della tragedia. Al presidente del Consiglio è stato immediatamente dato un casco.
A pochi metri di distanza l'incontro più toccante: è un'anziana signora che gli si avvicina e urlando dal dolore, gli chiede aiuto. «Non ho più nulla, nemmeno i denti», gli dice la donna prendendo le mani del premier. Lui cerca di farle coraggio dicendole che «l'Italia sta rispondendo» e che il governo «non lascerà indietro nessuno».
«La ricostruzione sarà lunga», ha detto il premier constatando i danni agli edifici ed in particolare a quelli storici. Si complimenta più volte con i soccorritori che «hanno rischiato la vita» e di cui «l'Italia deve essere orgogliosa».
Una volta a piazza Duomo l'impatto è stato ancora più forte: «Sono stato qui per le elezioni; dobbiamo reagire a questa immane tragedia, purtroppo questa è diventata una città fantasma».



11 DENUNCE A TERAMO

Intanto 11 persone sono state identificate e denunciate a Teramo dalla polizia per le notizie false diffusesi ieri nel capoluogo e in provincia su un'imminente scossa di terremoto, scatenando panico generalizzato tra la popolazione.
Sono tutti accusati di procurato allarme. I falsi allarmi, iniziate con telefonate anonime ad enti pubblici, avevano provocato l'immediata evacuazione di vari edifici, tra i quali l'ospedale, mentre molte persone erano uscite dalle abitazioni e hanno raggiunto in auto le località sul mare. La Questura aveva diffuso immediatamente, attraverso numerose pattuglie sul territorio, la smentita per rassicurare i cittadini circa l'infondatezza dell'allarme.

A SULMONA UFFICI PUBBLICI CHIUSI

Gli uffici pubblici presenti sul territorio comunale di Sulmona sono stati chiusi per due giorni per accertare se in base all'esito delle verifiche tecniche c'é o meno l'agibilità. Dal provvedimento resta escluso l'edificio sede della farmacia comunale in via Sardi. Per esigenze urgenti di accessi ai servizi comunali la cittadinanza potrà contattare l'ufficio del sindaco allo 0864/242200 oppure il locale comando di polizia municipale allo 0864/242206.

CIALENTE: «MAI FATTE PROVE DI EVACUAZIONE»

«Purtroppo non si sono mai fatte prove di evacuazione», ha detto ieri il sindaco Cialente intervenendo ad una puntata speciale di Exit su La 7.
«Avevamo programmato un'esercitazione a giugno, dopo le elezioni. Ci siamo affidati molto a quello che ci poteva dare la scienza e poi un minimo alla prudenza da parte dei cittadini: chi aveva uno zaino già pronto, chi aveva passato la notte fuori. La maggior parte delle vittime sono tra quelli rimasti in città perché pensavano di vivere in case sicure».
«In questo momento - ha sottolineato - i cittadini hanno bisogno di trovare nel giro di poche ore una sistemazione definitiva. Siamo a buon punto nella realizzazione della tendopoli. Abbiamo trovato anche ospitalità in altre situazioni. Questa è la fase della prima emergenza che credo abbiamo abbastanza tamponato. Stiamo realizzando molte tendopoli. Fatto questo dobbiamo iniziare a pensare alla seconda fase dell'emergenza che è prepararsi a affrontare l'inverno che avverrà tra qualche mese».
09/04/2009 8.04