Giampaolo Giuliani, l’uomo che annunciò la scossa devastante

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso, nei giorni scorsi aveva previsto una scossa devastante per la città.
Giuliani sostiene ormai da molti anni di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l'arrivo degli eventi sismici. E oggi il suo allarme, lanciato esattamente una settimana fa, risulta tragicamente premonitore.
Domenica scorsa, dopo la prima scossa di terremoto che ha avuto come epicentro la zona di Sulmona l'uomo avrebbe telefonato prima al commissariato del capoluogo peligno e poi alla polizia municipale sostenendo che nel pomeriggio ci sarebbe stata una scossa di una intensità superiore alla precedente, creando allarmismi tra la popolazione.
La notizia indusse il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, a un rientro precipitoso da Roma dove stava partecipando al congresso fondativo del Pdl. Lo stesso sindaco aveva poi parlato telefonicamente con il tecnico ricevendo la conferma dell'alta probabilità che nella stessa serata la Valle Peligna sarebbe stata interessata dal sisma.
Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche il direttore dell'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso, Eugenio Coccia: «I Laboratori del Gran Sasso non si occupano di ricerca sui terremoti e il tecnico non è un nostro dipendente, che frequenta la nostra struttura scientifica in quanto il suo istituto, l'istituto nazionale di Astrofisica di Torino, collabora in uno dei nostri esperimenti sui neutrini. Nessuna ricerca è in atto nella nostra struttura sulla previsione dei terremoti».
Sta di fatto che da diversi giorni si registrano segnalazioni in merito a notizie diffuse da qualcuno su presunte nuove scosse. E da più parti si moltiplicano anche gli avvisi alla calma e ala tranquillità perché nessuno può prevedere scosse future. Così anche Bertolaso ha oggi minacciato denunce a chi avesse diffuso notizie infondate e alimentato il panico ingiustificato.

06/04/2009 6.24



«LE PREVISIONI CON IL RADON SONO FONDATE MA NON PRONTE»

Prevedere i terremoti basandosi sull'analisi del radon è una possibilità allo studio dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), «ma questo strumento di previsione non è ancora pronto».
Federica Quattrocchi, responsabile dell'Unità funzionale di geochimica dei fluidi stoccaggio geologico e geotermia dell'Ingv, lavora da quasi vent'anni sui segnali che annunciano i terremoti.
«Ho promosso questa ricerca in Italia nel 1990, ma spesso - rileva - il nostro lavoro è stato affossato proprio da persone come Giuliani, che si muovevano ai margini della comunità scientifica e si rivolgevano direttamente ai sindaci lanciando allarmi per far evacuare i Comuni».
Del sistema di previsione proposto da Gioacchino Giampaolo Giuliani, il collaboratore tecnico dell'Istituto Nazionale di Astrofisica che sostiene di avere previsto il terremoto, Quattrocchi dice: «non contesto la sua ricerca, ma il metodo: si muove a margine della comunità scientifica e sostiene che le previsioni siano deterministiche».
La verità, prosegue, «é che questo sistema di previsione non è ancora pronto e attualmente non è in grado di fare previsioni esatte, ossia di stabilire la data e il luogo esatto in cui avverrà un terremoto».
«Per avere dati affidabili è necessaria una rete nazionale di rivelatori di radon, con una decina di strumenti per regione e dal costo complessivo di circa un milione di euro. In pratica, se la rete venisse finanziata ora, i primi risultati potrebbero arrivare dopo il 2050».
06/04/2009 17.11


«Sì, le rispondo sì». Gioacchino Giuliani, il tecnico dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, si dice sicuro di aver previsto l'evento sismico che ha scosso l'Abruzzo.
Nonostante lo scetticismo della comunità scientifica, al telefono con l'ANSA difende a spada tratta il suo metodo di rilevazione dei terremoti.
«Noi utilizziamo un metodo sperimentale che fino ad oggi ha dato degli ottimi risultati - sostiene Giuliani - In dieci anni abbiamo raccolto dati statistici tali da permetterci di prevedere un evento sismico nel raggio di azione degli strumenti. Questo ci dà la sicurezza che domani nel mondo si potranno prevedere i terremoti. Noi oggi già lo facciamo».
Giuliani è d'accordo con la comunità scientifica sull'impossibilità di prevedere con esattezza un terremoto solo attraverso l'analisi di uno sciame sismico.
«Non bisogna essere scienziati per capire che gli sciami sismici possono non aver nulla a che fare con un forte evento sismico - afferma Giuliani -. Nello stesso tempo, però, gli sciami possono essere collegati ad un terremoto soprattutto se avvengono in prossimità di una faglia. Solo con questo sistema non è comunque possibile prevedere luogo e data di un sisma».
Secondo Giuliani, invece, con i rivelatori di concentrazione di gas radon, è possibile prevedere con una buona precisione i terremoti.
«Noi abbiamo acquisito in dieci anni un'esperienza che ci permette di rilevare sia il precursore sismico, sia l'epicentro e il grado sismico - sostiene il ricercatore -. Si può quindi sapere quando avviene un terremoto, perché il precursore sismico dà la possibilità di prevedere, dalle 6 alle 24 ore prima, un evento sismico calcolandone epicentro, intensità e ipocentro».
«Noi abbiamo una rete di stazioni che misurano la stessa cosa», ha detto riferendosi ai rilevatori installati a Coppito (L'Aquila) e Avezzano (L'Aquila). Le stazioni, ha aggiunto, «sono interconnesse tra di loro e ci permettono di ottenere i dati necessari alla previsione».
«Tutto questo non è accettato dalla scienza perché nessuno ha mai creduto a quello che stavamo facendo, ma noi siamo andati avanti da soli - conclude Giuliani -. A chi non mi ha creduto dico solo che il dizionario di uno scienziato non dovrebbe contenere la parola impossibile. Questo la storia ce lo ha insegnato. Ciò che in passato non era possibile, con l'evoluzione può diventare possibile».
07/04/2009 9.31