Scontri politici a Teramo: chiesti 22 rinvii a giudizio

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Ventidue rinvii a giudizio, per associazione a delinquere finalizzata a una serie di reati tra i quali la devastazione, la rissa, le lesioni personali, il porto illegale di armi.

E' questa la richiesta dalla procura di Teramo nei confronti di altrettanti giovani tra i 19 e i 26 anni, appartenenti alle opposte aree di sinistra e di destra nell'ambito di una contrapposizione politico-ideologica.

Si tratta dell'epilogo dell'inchiesta avviata dalla magistratura teramana all'indomani dell'accoltellamento di tre giovani dell'area antagonista di sinistra per mano di coetanei della fazione di destra, nei pressi di una discoteca, alla vigilia di Natale del 2009.

Da quel giorno, è seguita una serie di episodi di violenza, con il contatto fisico cercato e trovato in diverse occasioni nel centro cittadino come, in un episodio del luglio 2010, sul lungomare di Tortoreto Lido, alla presenza di numerosi cittadini e turisti.

Quattro gli episodi principali contestati ai componenti delle due fazioni, riconducibili da un lato al gruppo degli skinhead-neofascista o "Disperato amore", dall'altro ad Azione antifascista Teramo e "Teramo zezza": tra questi l'assalto a un bar cittadino dove si riuniscono i giovani di destra, con tanto di cestini dei rifiuti, coltelli e tombini usati come armi per offendere.

Dopo questi episodi il prefetto di Teramo, Eugenio Soldà, ha istituiva per alcuni giorni le "zone rosse" del centro cittadino in cui era stato vietato manifestare contro chiunque e contro ogni cosa.

05/11/2011 11.49