Teramo, tassa passi carrabili: è discriminazione? Il difensore civico chiede spiegazioni

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «Chiarezza e precisione sulla tassa per i passi carrabili».

Sono queste le richieste avanzate, a mezzo lettera, dal difensore civico regionale Giuliano Grossi, al sindaco di Teramo Maurizio Brucchi.

Era stata Manola Di Pasquale, consigliere e presidente della  Commissione garanzia e vigilanza presso il comune di Teramo a puntare il dito, tempo fa, contro l'amministrazione accusandola «di applicare la tassa sul passo carrabile indiscriminatamente  a tutti i cittadini, anche a quelli che per legge non dovrebbero pagarla».

Immediata la risposta del sindaco che non solo assicura «il pieno rispetto del codice della strada» ma rispedisce le accuse al mittente (la Di Pasquale) accusandola di aver ingenerato «confusione e strumentalizzazione politica». I fatti risalgono alla richiesta da parte del Comune di autorizzazione-regolarizzazione e pagamento della tassa sul passo carrabile rivolta a tutti i cittadini di Teramo per l’anno 2010 e 2011, con scadenza entro il 31.10.2011.

In quella occasione, rilevava la Di Pasquale, «il canone di occupazione spazi ed aree pubbliche (la cosiddetta cosap)  che per legge va imposto quando il passo carrabile determina un’ occupazione e modifica del suolo pubblico (cioè per realizzare il passo devo tagliare una siepe, un marciapiede), veniva richiesto anche nei casi  in cui l’ accesso era a raso (si apriva direttamente sulla pubblica strada) ed era privo si segnaletica di divieto di sosta (per gli accessi a raso, l’obbligo al pagamento scatta soltanto quando l’interessato chiede di apporre il cartello del divieto di sosta).

Motivo?  Secondo la Di Pasquale «l’amministrazione avrebbe indotto ingiustamente i cittadini al pagamento di somme non dovute al solo fine di fare cassa». Di qui la necessità dei cittadini di ricorrere al difensore civico «per chiedere all’amministrazione comunale ulteriori particolari al riguardo e le iniziative e determinazioni che intende assumere». «Il gruppo consiliare», fa sapere la Di Pasquale, «nell’interesse della città e dei cittadini sta predisponendo, anche apposito ordine del giorno in modo da rendere chiaro che i  titolari di passi carrabili a raso privi di segnale di divieto di sosta non sono  tenuti  al pagamento della cosap».

Ma il sindaco non ci sta e risponde a stretto giro. «E’ bene ribadire», dice, «che l’amministrazione comunale, in tutta la vicenda è giunta a determinazioni non dissimili da quelle assunte da molti altri comuni in tutta Italia, anche amministrati dal centrosinistra. Saremo pertanto ben lieti di fornire al difensore civico tutte le ulteriori notizie e tutti i dettagli che riterrà opportuno approfondire, anche alla luce del regolamento ora in fase di predisposizione e che entro il mese in corso passerà al vaglio del Consiglio comunale. Quanto a Manola Di Pasquale», conclude, «nella sua foga legittimista, accusa l’amministrazione comunale di essere in totale confusione. Personalmente ritengo che in confusione siano il Pd e la stessa Di Pasquale, che continuano a confondere la cosap (applicata a Teramo) con la tosap; ma soprattutto la confusione è tale da istigare e strumentalizzare i cittadini ad assumere comportamenti che corrono il rischio di esporre gli stessi a situazioni che andrebbero a danneggiarli». 

m.b. 02/11/2011 10.38