Prostituzione, scoperte 20 case d'appuntamento. 5 persone in manette

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini una organizzazione cinese avrebbe sfruttato connazionali clandestine.

Cinque arresti su ordinanza di custodia cautelare, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, ed una sesta persona tuttora irreperibile, 35 indagati e ben 20 case d'appuntamento individuate tra Alba Adriatica e Martinsicuro in un'operazione, denominata "Red Lantern".

La squadra mobile della questura di Teramo negli ultimi mesi aveva già arrestato altre nove persone, fermate in flagranza di reato. I provvedimenti, eseguiti la scorsa notte, sono stati emessi, dal giudice per le indagini preliminari Giovanni de Rensis e richiesti dal pubblico ministero Irene Scordamaglia. Di nazionalità cinese le persone finite in carcere: Xiaolan Chen, 38 anni, Jinshuang Hu 23 anni, Renquan Pei 36 anni, Ting Peng 29 anni, Yunxia Fang 28 anni.

In alcuni casi l'accusa è di favoreggiamento alla permanenza in Italia di clandestini. L'indagine era scattata nel novembre dello scorso anno e ha permesso di far luce su una quasi perfetta organizzazione cinese che gestiva la prostituzione lungo la costa vibratiana. I clienti, tutti italiani, dopo aver contattato i numeri di un call center, ricevevano da parte delle ragazze, vere e proprie centraliniste, precise indicazioni sull’ubicazione degli appartamenti in cui si dovevano recare per consumare la prestazione sessuale concordata. Ad attenderli all’interno delle abitazioni vi erano le prostitute che dopo la consumazione del rapporto sessuale ricevevano direttamente l’importo di 50 euro. Le richieste venivano smistate sulla base delle disponibilità e dell'agenda della prostitute, in 20 diversi appartamenti a disposizione dell'organizzazione, affittati da connazionali compiacenti.

Le prostitute - ne sono state identificate una trentina, quasi tutte clandestine in Italia - dovevano dare all'organizzazione il 60% degli incassi. Una parte dei proventi veniva trasferita in Cina utilizzando i passaporti di diverse persone in modo da effettuare trasferimenti di piccoli importi non soggetti a verifiche fiscali. Nel corso di nove mesi di indagine sono state tratte in arresto in flagranza di reato 9 persone per violazione di reati sull’immigrazione. Nel corso dei vari controlli sono state identificate 30 prostitute cinesi, diciotto delle quali sono state munite di provvedimenti di espulsione.   

 24/10/2011 14.23