Alba Adriatica, ambientalisti vs sindaco: «è tardi per urlare»

Alessandro Biancardi

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ALBA ADRIATICA. «Non permetteremo nessun intervento sulla foce del torrente Vibrata, ora oasi di protezione faunistica, senza la preventiva apertura di un tavolo con la presenza delle associazioni ecologiste e una conferenza di servizi ad hoc, a costo di fare barricate».

E’ questo il messaggio, chiaro e diretto che l’Associazione a difesa della foce del Vibrata rivolge al sindaco di Alba Adriatica Franchino Giovannelli e all’assessore all’ambiente Gabriele Viviani che nei giorni scorsi gridavano alla necessità di intervenire lungo gli argini del torrente Vibrata per scongiurare il rischio esondazioni.

Ma l’associazione (una task force nata a difesa della foce del Vibrata che rappresenta altre 18 gruppi e comitati che si occupano di ambiente), si scaglia contro il Comune.

«Perché le istituzioni non hanno pensato prima ai rischi?», si chiede il portavoce della Federazione degli ambientalisti, Costituente Ecologista e Task Force Ambientale, Giuliano Marsili, «come mai il loro grido si leva solo ora e non quando hanno realizzato costruzioni a fianco della foce, derogando spesso il P.A.I (piano per l’assetto idrogeologico). Le amministrazioni di Alba e quelle provinciali hanno permesso ai  costruttori di realizzare palazzine a ridosso del torrente in barba al dissesto idrogeologico e ora gridano al pericolo. Mi chiedo perché il sindaco Giovannelli e l’assessore Viviani non abbiano urlato contro le ruspe della Provincia che distruggevano l’alveo con un intervento invasivo costato alla comunità 150.000 euro e altri 400.000 perché i detriti non furono rimossi e alla prima piena furono scaricati in spiaggia o perché lo stesso Viviani, intento a spendere altri 300.000 euro per abbellire la passeggiata a fianco al torrente, opera di per se giusta, non urlava contro la Provincia e la Regione per ottenere  il rinforzo degli argini, che da anni allagano contrada Molino con grande disagio degli abitanti. Viviani doveva urlare invece quando il comune di Martinsicuro piazzava il molo di scogli lungo 300 metri che ha distrutto l’arenile di Villa Rosa sud e la spiaggia nord di Alba Adriatica, scogli istallati con il suo benestare quando era assessore all’ambiente dell’amministrazione Caserta».

Ma l’amarezza degli ambientalisti, per quanto forte possa essere, cede il passo all’emergenza della foce Vibrata perché il rischio di esondazione è reale e occorre intervenire in tempi brevi per il rinforzo degli argini.

«Sarebbe meglio innalzarli di almeno 1 metro», sostiene Marsili, «oltre che riposizionare i gabbioni di pietra, ma nessun intervento sarà possibile per l’abbassamento dell’alveo del torrente, chiesto a gran forza sia dai politicanti albensi che dalla fantomatica associazione locale» ed annuncia La prossima mossa degli ambientalisti: l’invio di una richiesta di accesso agli atti presso gli uffici della provincia e della regione  per verificare lo stato delle procedure.

21/10/2011 8.46