Ospedale di Atri, il Consiglio di Stato riapre l’Unità coronarica

Alessandro Biancardi

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Ospedale di Atri, il Consiglio di Stato riapre l’Unità coronarica
ATRI. Il Consiglio di Stato, con un’ordinanza cautelare appena emessa dopo l’udienza di ieri, ha bocciato la chiusura dell’Utic (l’unità coronarica) dell’ospedale di Atri.

Viene accoltto così per il momento il ricorso del Comune di Pineto e controfirmato dal sindaco Luciano Monticelli. Quanto a Psichiatria ed Urologia, gli altri due reparti chiusi, riaperti, poi di nuovo chiusi, ora sono stati definitivamente riaperti dal manager Giustino Varrassi dopo le mobilitazioni di piazza a difesa dell’Ospedale.

Secondo il Consiglio di Stato «sussiste il pregiudizio grave ed irreparabile» per la salute, così come prospettato dal ricorso del Comune di Pineto, «pur tenendo conto delle responsabili dichiarazioni del direttore generale Asl».

 La storia non finisce qui, visto che sul merito della questione il Consiglio di Stato si dovrà pronunciare successivamente. Resta il fatto che le proteste dei cittadini, definite strumentali e politicamente orientate, hanno trovato il consenso del Consiglio di Stato: erano cioè fondate le lamentele perché in caso di infarto gli altri ospedali della provincia di Teramo sono troppo lontani da raggiungere. Il che tocca un nervo scoperto del lavoro del sub commissario Giovanna Baraldi, che ha deciso i tagli insieme al manager, ma che non conosce il territorio se non attraverso le mappe di Google o le distanze in km della cartografia del Touring Club. Quindi la traduzione dei km in minuti è sbagliata senza aver mai percorso i tornanti di montagna o le strade verso i calanchi.

Fino ad oggi il Commissario è stato impermeabile alla sentenze di Tar e Consiglio di stato. Ma non è mai troppo tardi.

«Abbiamo vinto, ma la battaglia non finisce qui», ha dichiarato soddisfatto Luciano Monticelli, sindaco di Pineto che si è affidato all’avvocato Simone Dal Pozzo, diventata la bestia nera della Regione visto che vince quasi tutti i ricorsi in sanità. «Vedrete che adesso qualcuno cercherà di attribuirsi la vittoria o di sminuire la vicenda – continua il sindaco – non è così: ha vinto chi ha creduto nella difesa del diritto alla salute dei cittadini, messo in crisi dai programmi operativi e dai tagli della Regione, hanno vinto le persone che sono scese in piazza e le amministrazioni che ci hanno appoggiato».

 C’è qualche polemica con il sindaco di Atri che è stato molto più morbido in tutta la vicenda e che ha delegato di fatto la difesa dell’ospedale cittadino ad un altro Comune?

«Non parlo dei colleghi sindaci – replica Monticelli – noto solo che alla fine anche lui si è accodato al moto popolare di protesta. Capisco comunque il suo imbarazzo politico essendo lui vicino a chi decide questi tagli. Invece, dopo questa decisione del Consiglio di Stato, si dovrebbe dimettere il direttore generale della Asl di Teramo Giustino Varrassi, che si è comportato non da manager, ma da segretario aggiunto del Pdl. Io lo definisco il braccio armato di Chiodi & c. Altri particolari li chiarirò meglio in una conferenza stampa tra un paio di giorni».

Sebastiano Calella  15/10/2011 12.53