Emergenza rifiuti in Val Vibrata. La Destra: «sì al termovalorizzatore»

Alessandro Biancardi

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ALBA ADRIATICA. «Diciamo basta alla filosofia del “Tirem innanz”(tiriamo avanti)».

A gridarlo  sono Stefano Flajani e Massimo Censori (La Destra) che dicono basta all’emergenza rifiuti della Val Vibrata.  «La stessa Regione Abruzzo nel 2007 (quattro anni orsono)»,tuona Flajani, «con l’unione dei Comuni della Val Vibrata, affrontava l’ordine del giorno “emergenza rifiuti Comuni Unione dei Comuni – Val Vibrata”. E oggi, dopo tanto tempo, diciamo basta a discariche sempre più onerose per cittadini e si ad un termovalorizzatore che permetta di risparmiare denaro ed energia».

Hanno le idee chiare i due esponenti de La Destra e non ne fanno mistero nell’ appello accorato rivolto a cittadini ed istituzioni.

«A febbraio di quest’anno», dicono, «i sindaci dei comuni di Nereto, Controguerra e Torano Nuovo sono insorti e hanno detto subito "no" ad un termovalorizzatore (sarebbe il primo in Abruzzo) ubicato a Nereto al confine con i territori degli altri due paesi. L’area (di 72mila metri quadrati) dell'ex fornace Briko, di proprietà di una società immobiliare, è stata messa a disposizione dalla stessa impresa per un impianto di stoccaggio rifiuti e per un termovalorizzatore. La zona sarebbe estremamente idonea per lo stoccaggio dei rifiuti vista la sua localizzazione,distante dai centri abitati e dove si potrebbe realizzare anche un termovalorizzatore che risolverebbe il problema rifiuti di tutta la Val Vibrata. Attraverso di esso, verrebbe meno l'esigenza di aprire nuove discariche ed i rifiuti sarebbero utilizzati come fonte di energia e calore per produrre corrente. Ma  i sindaci vogliono difendere il territorio abitato, terra del buon vino e della gastronomia, dove è  alta la percentuale di raccolta differenziata, dove si teme il rischio di diossina e di traffico».

Un rischio, questo, secondo i due politici, «non così forte».

E infatti, dice Flajani, «a Brescia in prossimità della città, esiste uno dei termovalorizzatori più grandi d'Europa (750.000 tonnellate l'anno: il triplo di quello di Vienna) che soddisferebbe  da solo circa un terzo del fabbisogno di calore dell'intera città (1100 GWh/anno) »  e poi tira in ballo le nuove tecnologie nel campo dello smaltimento rifiuti.

«Oggi esistono novità per i così detti inceneritori», dice,  «oltre quelli a griglie, a forno rotativo o multi step, ci sono gassificatori e pirolizzatori, con torcia al plasma. Senza dimenticare la Cip 6, un sistema che permette per otto anni dall’avviamento del termovalorizzatore, di vendere la propria produzione elettrica a un costo circa triplo rispetto a quanto può fare chi produce elettricità usando metano, petrolio o carbone. Tutti i cittadini sanno», conclude,  «delle difficoltà che stiamo incontrando. Ci hanno promesso che “entro il fine settimana” tutto tornerà alla normalità. Ma quale “fine settimana”? Di quale mese? Di quale anno? Tutte le scuse sono buone, una volta è Fermo, una volta è S.Omero, una volta è Lanciano, intanto noi ci stiamo trasformando in una nuova Napoli. Aspettiamo l’intervento della camorra anche da noi? Aspettiamo che si creino siti di stoccaggio per costruirci sopra? Perché i Cittadini della Val Vibrata non si meritano un termovalorizzatore? Siamo stanchi di sentirci dire che i sindaci lavorano per non farci pagare».

15/10/2011 9.13