Roseto, Variante 16. Incontro con Anas e Matteoli sul futuro della strada

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1342

ROSETO DEGLI ABRUZZI.  Il “Comitato Città per Vivere” di Roseto ha chiesto un incontro con il ministro per le infrastrutture, Altero Matteoli  e l'amministratore unico dell'Anas, Pietro Ciucci.

Lo scopo è quello di ottenere «chiarimenti circa modalità e tempi» sull’ eventuale  inizio dei lavori per la realizzazione della Variante alla statale 16 adriatica collegata con la “Teramo Mare”. Ad annunciarlo è il coordinatore del comitato, Pio Rapagnà, che chiede alle istituzioni  «perché l’opera, presente sin dall'inizio negli atti ufficiali di tutti i piani decennali della grande viabilità elaborati dal Ministero dei Lavori Pubblici, sia diventata oggi un’eterna incompiuta».

«Che cosa osta», chiederà  Rapagnà al ministro e al numero uno dell’Anas, «alla realizzazione della struttura?». Il tutto suona poi ancora più inspiegabile alla luce dei soldi pubblici che sono stati spesi per finanziare il progetto e dei benefici che esso comporterebbe.

E infatti, secondo il comitato, l’opera pubblica finanziata una prima volta nel lontano 1959, con i primi 5 miliardi di lire della Cassa del Mezzogiorno era stata urbanisticamente inserita nel Piano Regolatore Generale del Comune di Roseto, approvata dal Consiglio Comunale , progettata in via esecutiva con il supporto della struttura tecnica dell'amministrazione provinciale di Teramo e inserita quale opera “strategica” direttamente collegata con la “Teramo-Mare”, deliberata dal Consiglio di Amministrazione dell'Anas nel marzo del 1992, con uno stanziamento complessivo di 240 miliardi di vecchie lire. Ed oggi la Giunta regionale e la Provincia di Teramo, invece, avrebbero escluso totalmente questa struttura pubblica dall’elenco delle opere stradali inserite nelle richieste di finanziamento con i fondi Fas. 

«Nessuno si rende conto dei  vantaggi», continua Rapagnà, « dovuti alla realizzazione della Variante che non solo ridurrebbe il traffico cittadino sempre più fitto ed inquinante (dai tir e a quello veicolare automobilistico di attraversamento) ma farebbe bene anche all’economia e alle attività produttive della città abruzzese e della Provincia di Teramo, rilanciando l'indotto e la rioccupazione di tantissimi lavoratori in mobilità e disoccupati di lungo termine di tanti settori trainanti. Oggi, i cittadini utilizzano la  A/14 in attesa di soluzioni alternative ma in assenza della variante, che cosa accadrebbe se un qualsiasi incidente grave o anche una inattesa calamità naturale e di intervento della protezione civile interrompesse per qualche tempo il transito sulla autostrada A/14 nel tratto tra i Caselli di Mosciano S. Angelo-Roseto-Pineto? Tutto il traffico si  riverserebbe  sulla statale 16 provocando inquinamento e problemi alla viabilità».

01/10/2011 8.55