Cirsu-Sogesa. Iniziano i lavori per la discarica di Grasciano 2, proteste e dubbi sulla procedura

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Un cantiere già aperto per la costruzione della discarica più agognata e contestata degli ultimi tempi, una procedura coperta da segreto e qualche domanda che non trova al momento risposta.

GIULIANOVA. Un cantiere già aperto per la costruzione della discarica più agognata e contestata degli ultimi tempi, una procedura coperta da segreto e qualche domanda che non trova al momento risposta.

Il cantiere per la costruzione della discarica Grasciano 2 sarebbe già stato aperto e questo ha messo in allarme una serie di consiglieri comunali che da tempo lamentano l’assoluta mancanza di informazioni e trasparenza sulle operazioni del Crisu attraverso la sua società e braccio operativo, Sogesa. Il tema dei rifiuti è sempre caldo e nel consorzio dei comuni che fanno parte del Cirsu le emergenze sono cicliche e spesso devastanti. L’ultima notizia inaspettata è che la procedura di acquisto delle quote private della Sogesa è fallita producendo un ulteriore esborso da parte dei comuni di 500mila euro come penale

Oggi invece una lettera firmata dai consiglieri di Bellante e di Mosciano ma indirizzata anche a tutti i sindaci del Cirsu, a tutti i consiglieri comunali, alla Regione Abruzzo - dirigente Franco Gerardini - chiede spiegazioni circa la presentazione del titolo di proprietà o di disponibilità dell'area di proprietà Cirsu prima dell'inizio dei lavori.

Già perché uno dei motivi che ha sempre impedito l’inizio dei lavori per la discarica che viene vista come la soluzione definitiva per le emergenze rifiuti era la mancanza dei titoli di proprietà in campo alla società Sogesa che invece aveva avuto da parte della Regione il via libera per i lavori. Questo perché la titolarità dei terreni è in capo ad un soggetto giuridico diverso (il Cirsu) che finora non ha potuto “girare” i titoli alla società Sogesa. Evidentemente qualcosa è cambiato negli ultimi giorni. Tra le altre cose, nella farraginosa e infruttuosa operazione di acquisto delle quote dal socio privato Sogesa (Aia spa della famiglia Di Zio), si era anche detto che proprio questa operazione e la trasformazione in società interamente pubblica di Sogesa avrebbe favorito il passaggio dei titoli e dunque l’apertura del cantiere.

Nella lettera firmata dai consiglieri Pavan, Di Matteo, Pompizi, Di Sabatino per “Uniti Si Può Per Bellante”, Cianella, Martini per “Nuovi Orizzonti Per Mosciano”, Di Matteo per “Alternativa Per Mosciano” si chiede di sapere se è vero che sia stata recintata l’area e che Cirsu e Sogesa abbiano inviato alla regione la comunicazione di inizio lavori oltre alle informazioni sull’appalto (a chi è stato affidato, per quale importo ….).

«Non sappiamo nulla di certo», spiega la consigliera comunale, Emilia Di Matteo, «non abbiamo nessun documento; nè i sindaci che oggi abbiamo contattato telefonicamente hanno saputo -o voluto- darci una spiegazione. Certo è che il terreno di Cirsu non poteva essere dato a Sogesa perchè i sei Consigli comunali a novembre 2010 deliberarono che la discarica doveva essere realizzata da Cirsu, che sarebbe restata quindi proprietaria degli impianti, mentre Sogesa avrebbe continuato a svolgere i relativi servizi di gestione del ciclo integrato dei rifiuti; raccolta, trattamento e smaltimento. Certo è che non c'è stata una Assemblea dei Soci che può aver dato tale disponibilità. E allora? E' stato forse il Cda di Cirsu -che è lo stesso di Sogesa- che ha concesso l'area? E con quali poteri? Contro il parere dei sei Comuni soci?»

Domande che al momento non trovano risposte mentre i sindaci sembrano stare a guardare nell’ombra.

«La cosa che più ci rammarica», continua Di Matteo, «è che da mesi le notizie le leggiamo sui giornali, sempre con il beneficio del dubbio, senza trasparenza, senza certezza. Sono mesi che cerchiamo di avere documenti da Sogesa, che non ha tempo di predisporli. Intanto, sulla nostra testa e su quella dei cittadini si giocano partite sconosciute, la cui incertezza economica e finanziaria ricade inevitabilmente sui cittadini stessi».

26/09/2011 9.48