Melania, no alla riesumazione della salma ma spuntano due impronte sospette

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Per il momento la salma della giovane Melania non sarà riesumata. Ma l'ultima parola spetta al gip.

La procura di Teramo ha espresso parere negativo alla richiesta avanzata dalla difesa di Salvatore Parolisi di eseguire un altra autopsia di Melania Rea, la mamma 29enne di Somma Vesuviana, uccisa con 35 coltellate nel boschetto di Ripe di Civitella tra il 18 e il 20 aprile scorsi. Ieri mattina, i pm Davide Rosati e Greta Aloisi, che conducono le indagini sul delitto per cui è indagato il vedovo, caporalmaggiore dell'Esercito, hanno depositato nell'ufficio del gip il parere sulla richiesta di incidente probatorio.

Gli avvocati dell'indagato rinchiuso nel carcere di Castrogno, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, ritengono inattendibili le conclusioni del consulente della procura, Adriano Tagliabracci, relativamente all'ora e ai tempi della morte della giovane donna. Secondo la procura, invece, l'esame del contenuto gastrico, riferimento fondamentale per fissare in maniera il più attendibile possibile l'epoca del decesso, è stato già riesaminato come atto irripetibile e un nuovo esame autoptico sarebbe soltanto una inutile ripetizione di indagini già espletate.

Adesso la decisione se riesumare o meno la salma di Melania spetta al gip Giovanni De Rensis. Intanto non mancherebbero novità. Secondo quanto scrive Il Messaggero sarebbero state rinvenute due misteriose impronte di un piede che misura 37 centimetri, massimo 38 a poca distanza da dove è stato ritrovato il cadavere di Melania.

Quelle impronte sono certamente molto più piccole del 43 che ha Salvatore Parolisi, il marito sotto accusa per l’omicidio di sua moglie.
«Ma non sono impronte complete», spiega il giornale romano, «perché chi le ha lasciate sul luogo del delitto camminava in modo accorto, quasi in punta di piedi. Probabilmente temeva di calpestare indizi che avrebbero potuto incastrarlo. Anzi, incastrarla. E ora le sue stesse impronte, lasciate involontariamente, sono diventate a sua volta indizi che potrebbero cambiare completamente lo scenario».

Ci sperano gli avvocati di Paroli che ripetono da mesi: «noi ci stiamo battendo per far sì che venga imboccata la pista giusta per scoprire il vero assassino di Melania e scagionare Salvatore». Intanto la Cassazione non ha ancora fissato l'udienza sulla richiesta di revoca del carcere per Parolisi. Ai giudici di terzo grado, gli avvocati Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno fatto ricorso dopo la bocciatura del Riesame all'Aquila alla revoca della detenzione del caporalmaggiore.

 20/09/2011 8.08