Università Teramo. Udu: «la carta dei diritti studenteschi entri nel nostro statuto»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Gli studenti universitari di Teramo vogliono che la carta dei diritti degli studenti universitari, promossa dal gruppo Udu (Unione degli universitari) e approvata recentemente nel consiglio nazionale degli studenti, diventi parte integrante del loro statuto accademico.

La richiesta, votata all’unanimità, nasce dal bisogno dei giovani universitari di veder disciplinato il loro percorso accademico sempre più instabile ed in balia di decisioni politiche.

«La carta rappresenta un traguardo contro lo smantellamento dell’università pubblica», afferma l’Unione universitari di Teramo, «permettendo così a tutti gli studenti dell’ università teramana di avere una vera e propria regolamentazione dell’attività accademica con la quale poter essere consapevoli dei propri diritti. Il documento infatti, trae ispirazione dalla carta dei diritti degli studenti dell’ ateneo de L’Aquila ed è stato portato in commissione  dal nostro rappresentante in Cnsu Mauro Pettinaro. Facciamo appello, quindi, alla commissione statuto del nostro ateneo e al nostro magnifico rettore affinchè possano cogliere una grande occasione data la contingenza del rinnovo dello statuto dell' università a seguito della legge Gelmini».

 Ma quali sono le misure più “gradite” contenute nel documento?

«La Carta », fa sapere l’Udu di Teramo,  «si pone a sostegno del pieno diritto di cittadinanza degli studenti all’ interno dell’ università; attribuisce loro precisi diritti i quali devono essere rispettati dai docenti e dall' organizzazione dell' ateneo. Gli studenti lavoratori, per esempio, hanno diritto di concordare con il docente un orario di ricevimento, che tenga conto delle esigenze di entrambi, il diritto ad effettuare stage e tirocini secondo le finalità didattiche stabilite dalle strutture competenti, nel rispetto dei tempi di studio, di vita e delle condizioni socio economiche dello studente. E’ prevista l’obbligatorietà da parte dell’università di mettere a disposizione un garante degli studenti per vigilare sul reale operato dei docenti, la non discriminazione di condizioni sociali ed economiche. Importantissimi sono gli articoli riguardanti la didattica, le modalità d' esame e la valutazione che regolamentano lo svolgimento dell’ attività didattica di ogni facoltà e la quotidiana vita accademica di ogni studente».

E infatti, tra le misure previste a favore degli studenti c’è la possibilità «di frequentare corsi di recupero organizzati dalle facoltà di appartenenza nel caso vengano riscontrate lacune nella loro preparazione attraverso opportune valutazioni all’atto dell’iscrizione ai corsi di laurea, ai corsi di laurea magistrale e quelli a ciclo unico. Tali corsi devono essere tenuti in orari compatibili con l’orario di lezione e fuori dalla sessione d’esame».

 Gli universitari possono scegliere se sostenere la prova di verifica, ove prevista, subito dopo la conclusione del corso o durante le sessioni d’esame nell’arco del primo anno. Se lo studente non supera la valutazione ha diritto ad ulteriori prove e comunque non viene preclusa la possibilità di sostenere gli esami previsti dal piano degli studi ad eccezione di quelli per i quali sia propedeutico il recupero del debito formativo, fermo restando il rispetto delle propedeuticità ove esistenti.

m.b.  19/09/2011 11.28