Operazione ''Wash 2'', sequestri da 1,5 milioni di euro a famiglie rom

Alessandro Biancardi

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Operazione ''Wash 2'', sequestri da 1,5 milioni di euro a famiglie rom
TERAMO. Sequestrati beni mobili, immobili e conti correnti ai rom del teramano per un valore di 1,5 milioni di euro. *ALLOGGIO ATER A FAMIGLIA ROM, PROTESTE E TENSIONI A GIULIANOVA

La Guardia di Finanza, al termine di una lunga indagine, ha scoperto soggetti nullatenenti di etnia rom che nel corso degli anni sono riusciti ad accumulare ingenti beni.

Stamattina i militari delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Teramo, coadiuvati dai Baschi Verdi, ad Alba Adriatica e Martinsicuro, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Teramo, su richiesta formulata dalla locale Procura della Repubblica, hanno provveduto alla confisca, previo sequestro di beni patrimoniali, per un valore di circa 1.500.000 di euro. I sigilli sono stati apposti su 5 immobili con annesse cantine, di cui 3 ad Alba Adriatica e 2 a Martinsicuro, di diversi libretti postali e di un’autovettura.

Le indagini delle Fiamme Gialle, già iniziate dal 2009, sono state caratterizzate da controlli fiscali, analisi di tabulati, analisi di conti correnti e proprietà dei membri delle famiglie interessate, hanno consentito di individuare i soggetti destinatari dei provvedimenti, sconosciuti al fisco, ma con un tenore di vita non consono alla propria capacità contributiva dimostrata dai beni posseduti, sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.

Agli stessi rom sono state ricondotte somme di denaro esistenti su libretti postali e su depositi bancari, autovetture, beni mobili e immobili, senza aver mai presentato alcuna dichiarazione fiscale e svolto alcuna attività lavorativa, come accertato dai militari anche presso gli archivi Inail, Inps e Camera di Commercio e, pertanto, ritenuti «frutto di attività delittuose da cui si ritiene derivano i proventi».

Coloro che sono risultati intestatari di appartamenti ed autovetture, erano di fatto “indigenti” per il fisco. L’operazione delle Fiamme Gialle ha evidenziato inoltre che i beni sequestrati erano stati precedentemente acquistati anche da soggetti pluripregiudicati.

Il dispositivo di questa mattina scaturisce dall’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale con richiesta di sequestro e confisca dei beni, ai sensi della legge 575/1965. La normativa di riferimento, è stata ulteriormente inasprita dall’entrata in vigore della legge 94 del 2009 che nella fattispecie stabilisce la confisca del bene in quanto si presume di illecita provenienza, quando è nella disponibilità di un indiziato di appartenenza ad un’associazione mafiosa o equiparata ed allorquando è di valore sproporzionato rispetto alle sua capacità contributiva.

15/09/2011 10.27

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ALLOGGIO ATER A FAMIGLIA ROM, PROTESTE E TENSIONI A GIULIANOVA

 GIULIANOVA. Problemi ieri all'Annunziata per un alloggio assegnato a una famiglia Rom in base alle procedure di mobilità.

Tensioni nel quartiere Annunziata tra alcuni residenti nelle case popolari dell'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale – Ater di Teramo, ed una famiglia Rom ai quali, in base alle procedure di mobilità, è stato provvisoriamente assegnato un alloggio.

Il sindaco, il vicesindaco e gli assessori chiedono direttamente all'Ater di «intervenire» e di «vigilare» affinchè gli alloggi vengano distribuiti secondo le regole.

«I segnali che questa amministrazione ha dato sin dai primi mesi dal suo insediamento», dicono il sindaco Mastromauro, il vice Filipponi e gli assessori, «con oltre dodici revoche di alloggi popolari comunali e la chiusura di un bar per problemi di ordine pubblico, credo siano chiari. Siamo per la legalità e per il rispetto delle norme di comportamento e di convivenza. Tolleranza zero nei confronti di chi imposta la sua esistenza sull'arroganza e sulla sistematica violazione delle leggi. Noi e le forze dell'ordine facciamo la nostra parte; l'Ater deve fare la sua, vigilando affinché siano rispettati tutti i parametri per l'assegnazione degli alloggi e, soprattutto, evitando di scaricare su altri le proprie responsabilità».

La paura è che il malumore possa sfociare in qualcosa di ben più grave e il sindaco lo dice chiaramente: «qui ci sono questioni che si contrappongono e che potrebbero portare a gravi tensioni e questo noi non lo vogliamo assolutamente».

Mastromauro assicura: «non neghiamo la presenza di questioni importanti sotto il profilo dei bisogni; ma non si faccia finta di non comprendere quali e quanti problemi di ordine pubblico esistono in città».

15/09/2011 10.27