Rifiuti, ultimo giorno utile per sciogliere i nodi tra Cirsu, Sogesa e socio privato

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Meno uno. Il conto alla rovescia per chiudere le polemiche tra il consorzio pubblico dei rifiuti (il Cirsu) e i soci privati della società strumentale (Sogesa) sulla realizzazione e sulla gestione della discarica di Grasciano 2 sta per concludersi.

 Il Cirsu, formato dai comuni di Bellante, Giulianova, Notaresco, Roseto, Morrodoro e Mosciano Sant’Angelo, ha avuto molti contrasti con Sogesa, la società che è il suo braccio operativo della raccolta rifiuti e che è partecipata dal Cirsu stesso e dall’Aia spa (della famiglia di Zio) socio privato, che però il Cirsu vuole estromettere.  Ma ora al Consorzio è offerta la possibilità di chiudere tutti i contenziosi con questi soci privati e di riprendersi la titolarità dell’operazione “discarica di Grasciano 2”: deve solo attivare l’impegno assunto l’11 luglio (e finora rimasto segreto) di liquidare il socio privato acquistando le sue azioni, con una transazione tombale di tutti i contenziosi. Il tutto però deve avvenire entro il termine fissato dalla Regione e manca solo un giorno alla scadenza.

«O entro il 15 settembre Cirsu e Sogesa comunicano di essere in grado di iniziare i lavori o la discarica me la riprendo io e la metto a gara», ha imposto infatti la Regione. Ce la faranno gli amministratori del Cirsu ed i sindaci a dar prova che le amministrazioni pubbliche sono in grado di gestire la raccolta dei rifiuti e di saper mettere in funzione la discarica?

E’ una sfida che parte da lontano, almeno da quando tre-quattro anni fa Sogesa, con 5 milioni di perdite in bilancio, ha chiesto alla Deco di intervenire nella gestione. Si trattava di ricapitalizzare la società, ma i soci Sogesa di allora si tirarono indietro. Dopo alcuni contatti Deco, ad agosto 2008, intervenne con soldi freschi nella ricapitalizzazione anticipando 2,5 mln. Il resto venne coperto con un finanziamento della Banca Marche. Dopo il cambio di un paio di presidenti, Sogesa ottenne dalla Regione l’autorizzazione per la costruzione della discarica di Grasciano 2. Ma su questa discarica si aprì un contenzioso: i sindaci dissero “la facciamo noi”, ma di fatto solo il socio privato era in grado di intervenire, visto lo stato comatoso dei conti Sogesa, costretta ad effettuare il servizio di raccolta rifiuti sotto costo. Infine, recentemente il Cirsu, con il nuovo CdA presieduto da Andrea Ziruolo, si è posto come mission quella di mettere ordine nei conti e nei rapporti con i Comuni e di recuperare alla sfera pubblica la realizzazione e la gestione della discarica. Il che lo ha messo in rotta di collisione con il socio privato e con Sogesa stessa. Di qui ultimamente sono nati continui contrasti nella gestione del ciclo dei rifiuti e nel rapporto con i sindaci perché secondo il Cirsu la gestione Sogesa era troppo sbilanciata verso il socio privato. Improvvisamente, ma non tanto, c’è stato uno spiraglio nella guerra di posizioni e nella reciproca demonizzazione: è possibile una transazione per mettere fine a tutto insieme all’acquisto delle quote di Aia spa da parte del Cirsu per 2,5 mln. Se ne parla ai primi di luglio, dopo la mancata approvazione del bilancio. Insomma l’obiettivo è uscire dall’impasse e dai contenziosi e chiudere anche la diffida ad adempiere per circa 12 mln di euro che il socio privato Aia ha inoltrato a Cirsu.

Proposta accettata e sottoscritta dal Cirsu e da Sogesa, ma rimasta in frigorifero e che ora però sta per essere messa all’incasso. A sorpresa dunque, mentre all’esterno infuriava la polemica, l’11 luglio scorso Cirsu spa, Aia spa (socio privato) e Sogesa spa, hanno sottoscritto questo accordo. Si tratta di 5 pagine, firmate a margine da tutti gli interessati, dove (pagina 2) il Cirsu si impegna ad acquistare per 2,5 mln di euro tutte le azioni di Sogesa detenute da Aia. «L’atto pubblico di trasferimento delle azioni avverrà entro il 31 luglio e il corrispettivo sarà erogato in due rate da 1,250 mln». In cambio Aia rinuncia a tutti i contenziosi e ciascuno per la sua strada. In caso di inadempimento, cioè se questa transazione non andrà a buon fine, «Aia spa avrà diritto di esigere immediatamente l’importo di 2,5 mln oltre ad una somma di 500 mila euro a titolo di penale». Il tutto garantito da un fidejussione bancaria o assicurativa, che però finora manca. Firmato: Andrea Ziruolo (Cirsu), Alessandro Di Francesco (Aia) Giovanni Marchetti e Loreto Vanni (Sogesa). In pratica c’è il rischio – se la polizza fideiussoria non arriva – che Cirsu e Sogesa risultino inadempienti, il che farebbe scattare l’obbligo da parte dei Comuni di versare subito 3 mln al socio privato Aia.

Facile immaginare che se questo dovesse accadere si potrebbe tradurre in un probabile dissesto finanziario per i Comuni, un pericolo molto serio in questo momento viste le ristrettezze in cui versano le casse comunali. Che l’ipotesi non sia tanto remota lo dimostra la difficoltà di predisporre la polizza fideiussoria richiesta, pronta solo a metà, visto che banche ed assicurazioni non hanno molta fiducia dei sindaci a cui hanno chiesto la coobligazione. L’esito dell’inadempienza dei Comuni potrebbe perciò essere che il socio privato Aia avrà la strada spianata per realizzare la discarica. Si tratta solo di aspettare domani: alla scadenza del termine concesso dalla Regione, Cirsu sarà impossibilitato a dare le garanzie richieste oppure comunicherà di essere in grado di proseguire da solo?

Sebastiano Calella  14/09/2011 9.38