Cirsu: via all'acquisto delle quote del socio privato Sogesa

Alessandro Biancardi

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Cirsu: via all'acquisto delle quote del socio privato Sogesa
GIULIANOVA. L’assemblea dei soci ha detto sì alla liquidazione della quota del privato in Sogesa.

Dunque il Cirsu, il consorzio di Comuni (Giulianova, Bellante, Roseto, Morro d’Oro, Mosciano e Notaresco) che si occupa della raccolta di rifiuti, acquisirà il pacchetto di minoranza (49%) della società strumentale Sogesa da parte dell’Aia spa (del gruppo Deco spa) diventando società interamente pubblica.

Dunque è prevalsa la linea del Cda e del suo presidente, Andrea Ziruolo, che ha spiegato e confutato molte delle doglianze che il collegio dei sindaci aveva espresso in due verbali tra la fine di luglio e gli inizi di agosto

Gli intenti sono chiari: la transazione dovrebbe aprire in maniera abbastanza celere l'inizio dei lavori per la costruzione della nuova discarica, questo perché la Sogesa, divenuta interamente pubblica, potrà ricevere dal Cirsu la titolarità dei terreni ove costruire il nuovo invaso (cosa che prima non era avvenuta generando una serie di contrasti e ritardi sui lavori).

Secondo il piano industriale stilato dal nuovo consiglio di amministrazione del Cirsu (Ziruolo, De Carolis, Angelo Di Matteo) l’operazione di acquisto delle quote da Aia (di proprietà della famiglia Di Zio) non solo sarà possibile salvare lo stesso consorzio di rifiuti da una liquidazione sicura (l’Aia aveva anche presentato istanza di fallimento) ma entro pochi anni si potrebbe arrivare a introitare fino a oltre 11,5 milioni di euro per la gestione della nuova discarica. Ma il messaggio è chiaro: prima si parte meglio è.

«La redditività ipotizzata dell'invaso di Grasciano 2 servirà a dare copertura alle perdite d'esercizio che sono presenti in Cirsu e Sogesa», ha spiegato Ziruolo. Negli ultimi mesi si è acceso uno scontro molto aspro tra il consorzio e la sua società con un rimpallo continuo di responsabilità che avevano al centro presunti crediti vantati dall'uno e dall’altro. La situazione è così ingarbugliata che -secondo l'attuale consiglio di amministrazione- potrebbe essere risolta soltanto con un accordo transattivo da stipulare in seguito all'acquisto delle quote dalla società privata.

Insomma con l’acquisto delle quote spariranno anche tutti i contenziosi presenti e futuri aperti da Aia spa.

Il presidente del Cda, Ziruolo, già nell'assemblea dei soci del 30 agosto scorso aveva snocciolato il lungo elenco di diatribe aperte su ogni fronte giudiziario da diversi soggetti che avrebbero potuto mettere in seria crisi il Cirsu.

Così agli atti spuntano una serie di risarcimenti danni avanzate da alcuni studi di avvocati che avanzano richieste per la loro assistita, l’Aia spa, che richiede da mesi il pagamento di somme.

Ma ci sono anche alcuni decreti ingiuntivi proposti dalla stessa Sogesa nei confronti della controllante Cirsu che dovrebbero venire a cadere proprio con l'acquisto delle quote del privato. Ci sono poi alcuni ricorsi al tribunale amministrativo di Sogesa contro Cirsu.

Insomma un attacco multiplo e variegato, quasi un accerchiamento difficile da sbrogliare se non con un accordo transattivo, già deliberato dall’assemblea dei soci di Cirsu.

Ulteriore problema legato al risanamento del consorzio -e di riflesso della società controllata- è anche l'enorme esposizione debitoria che ha impedito una reazione vigorosa potendo attingere per esempio a fonti di finanziamento da parte delle banche che invece hanno negato il credito.

Si scopre così che l’Aia, in seguito al mancato pagamento delle quote a questa spettanti da Cirsu, aveva proposto istanza di fallimento e questo ha creato ulteriori problemi alla nuova gestione del consorzio che si è vista costretta ad un risanamento senza poter ricorrere all'aiuto di finanziamenti.

Il consorzio, infatti, non ha potuto accedere nemmeno all'anticipo della credito da riscuotere come per esempio quello di € 1.200.000 nei confronti del Comune di Roseto degli Abruzzi che è ancora oggetto di contenzioso e che potrebbe determinare nel futuro «un'importante criticità negli equilibri di casse finanziari»

Scontro aperto dunque tra il cda e il collegio dei sindaci («che si attribuisce compiti da revisori dei conti», bacchetta Ziruolo) anche sulla posizione assunta riguardo alla proposta di accantonamento di circa € 400.000 in un deposito vincolato a favore dei lavoratori di Sogesa.

«Considerando che gli esiti della vicenda sono ancora sotto gli occhi di tutti», ha detto Ziruolo, «in quel caso, avendo Cirsu anche altri creditori oltre Sogesa, non si è andati per caso ad alterare la par condicio creditorum in presenza di istanza di fallimento configurando altre tipologie di bancarotta?».

Quanto poi alla questione principale sollevata dal collegio dei sindaci sul valore delle quote detenute dalla società privata Aia in Sogesa di 2,5 mln, il consiglio di amministrazione ha prodotto un parere di un noto studio di avvocati che stabilisce la congruità del prezzo anche se nel verbale dell'assemblea dei soci si legge che per quanto concerne proprio la cifra si chiarisce: «occorre ribadire che questo è fissato da Aia spa ed è un importo fissato dal mese di gennaio del 1011 e che non si è riusciti a far modificare al ribasso», ha spiegato Ziruolo, «ciò che invece deve essere verificata è la sostenibilità finanziaria dell'intera operazione e la garanzia dell'equilibrio economico della gestione complessiva del servizio».

Per queste ragioni l'assemblea dei soci aveva già espresso parere positivo di indirizzo per il consiglio di amministrazione a concludere l'operazione di transazione tra Cirsu e Aia.

Ieri poi l'ulteriore passo con l’avallo all'acquisto delle quote private di Sogesa. Se questo servirà e se le previsioni del piano industriale sono esatte lo si capirà col tempo.

08/09/2011 10.09