Cirsu-Sogesa e l'acquisto delle quote. Il collegio:«dubbi sul reale valore»

Alessandro Biancardi

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Cirsu-Sogesa e l'acquisto delle quote. Il collegio:«dubbi sul reale valore»
I VERBALI. GIULIANOVA. Il consorzio dei comuni Cirsu ha deciso lo scorso giugno di acquisire le quote private della società strumentale che controlla, Sogesa. Il Cirsu, cioè i Comuni, pagheranno la cessione 2,5 milioni di euro ma i revisori dei conti hanno dato parere negativo.

Oggi la riunione nella quale si dovrebbe chiudere la partita e segnare una svolta (comunque vada sarà una svolta…) tra le polemiche perché a contrastare l’iniziativa sono scesi in campo consiglieri comunali, associazioni e sindacati.

I documenti che PrimaDaNoi.it pubblica oggi parlano chiaro ma a quanto pare non sembrano essere stati presi in considerazione dall’attuale cda del Cirsu, guidato da Andrea Ziruolo, che ha voluto l’operazione giunta dopo mesi di lavoro e di sistemazione dei conti. Sogesa è la società mista pubblico-privata controllata dal Consorzio per i rifiuti Cirsu e partecipata da A.i.a. (Abruzzo Igiene Ambientale Società consortile a responsabilità limitata) con sede a Giulianova e controllata (60%) a sua volta da Deco spa della famiglia Di Zio.  Sogesa si occupa della raccolta dei rifiuti per il Cirsu che è il consorzio di Comuni di cui fanno parte Giulianova, Bellante, Roseto, Notaresco, Morro d’Oro e Mosciano. Gli ultimi anni però sono trascorsi tra emergenze e proteste dei dipendenti che sono scesi in piazza più volte per la mancanza degli stipendi.

Proprio per evitare nuove grane l’amministratore delegato Ziruolo ha spiegato che con l’acquisto delle quote da Aia (cioè Di Zio), Sogesa diventerà interamente pubblica e dunque pienamente controllabile dal Cirsu.

L’attuale piano industriale varato nell’era Ziruolo (per il passato invece i conti rimangono avvolti dalla nebbia e da numerosi dubbi sulla gestione debitoria) ha un valore complessivo di 11 mln derivanti anche dalla acquisizione del titolo per la realizzazione dell’affidamento in gestione della discarica oggetto di autorizzazione regionale i cui lavori dovevano iniziare lo scorso 8 agosto.

Ed è la discarica l’altro punto nodale della questione: secondo il Cirsu ci sarebbero stati ritardi che avrebbero generato le emergenze. Ma negli anni si è assistito ad un continuo rimpallo di responsabilità che hanno poi di fatto slittato l’inizio della costruzione della nuova discarica. L'acquisizioneee delle quote Sogesa secondo il cda del Cirsu favorirebbe anche l’utilizzo del personale della società non più mista che sarebbe assorbito «anche per la costruzione e gestione della discarica» e «nel giro di pochi anni conterrà i costi e consentirà di poter avere delle entrate eventuali servizi esterni». Con l'acquisto delle quote, spiega il cda «si chiude il contenzioso pendente e potenziale». Come detto il costo delle quote private Sogesa è stato stimato in 2,5 mln, in cambio il privato (Di Zio) «rinuncia ad ogni pretesa o azione giudiziaria»

COLLEGIO SINDACALE:«OCCORRE UN PERITO DEL TRIBUNALE PER LA STIMA DELLE QUOTE»

Il collegio sindacale (Tiberio Aloisi, Marco Fraticelli, Luca Maggetti) in due verbali del 25 luglio e dell’11 agosto «non capisce quali siano le controversie insorte o che potrebbero insorgere tra Cirsu e Aia spa». Nella nota integrativa del bilancio 2010 gli amministratori chiariscono che «la partecipazione a Sogesa spa è completamente svalutata al 31-12-2007 e poi iscritta in bilancio al costo storico nell’anno 2008 è stata nuovamente svalutata per intero nel 2010»

Consegue, per il collegio sindacale, «una evidente incongruenza tra la valutazione del 51% delle partecipazioni a Sogesa spa di proprietà del Cirsu spa di 0 euro e quella del 49% di proprietà di Aia spa di 2.500.000 di Aia spa». Dunque è chiaro: il valore che Cirsu assegna alle proprie quote in Sogesa è pari a 0 mentre stima 2,5 mln di euro quelle del socio privato.

«Premesso che a parere del collegio», si legge ancora nel verbale, «qualora si ammettesse la fondatezza dell'odierna operazione transattiva, ogni attività estimativa, per ovvi motivi (soprattutto alla luce della natura pubblica dei soci di Cirsu spa) dovrebbe essere demandata ad un terzo super partes designato dal tribunale, nel caso di specie si rileva che dall'esame della bozza dell'accordo non è possibile inferire la metodologia adottata per la stima della quota in mano ad Aia spa». Insomma il collegio parla di «incongruenze» e cifre che saltano fuori senza meglio chiarire come sono state prodotte.

L’organo collegiale fa anche notare che il bilancio di Sogesa spa relativo all'esercizio 2010 non è stato approvato dall'assemblea dei soci «perché redatto in violazione del principio di prudenza: al netto dei ricavi indebitamente contabilizzati, il bilancio, verosimilmente, evidenzierebbe la perdita totale del capitale. I debiti esposti nella bozza di bilancio (non approvato) di Sogesa del 2010 ammontano a complessivi 15.337 702, di cui verso banche 3.521.857, verso fornitori 6.870.000, verso controllanti 3.000.688 mila, oltre debiti per trattamento di fine rapporto maturato nei confronti dei dipendenti per complessivi € 615.000».

Cirsu ha espressamente chiesto la convocazione dell'assemblea dei soci di Sogesa per deliberare la messa in liquidazione della società.

C'è poi la questione dell'intervento dell'Autorità garante per la concorrenza del mercato del 23 marzo scorso, come richiesto alcuni Comuni soci del consorzio che «ha portato alla risoluzione ex- lege dell'affidamento dei servizi dai comuni soci a Cirsu e da Cirsu a Sogesa per cui i comuni hanno provveduto ad affidare i servizi di raccolta e trasporto con l'ordinanza d'urgenza fino alla gara per l'affidamento del servizio che potrebbe essere effettuata da Cirsu».

Insomma il collegio sostiene che con il parere dell’Autorità sarebbe venuto meno il rapporto tra Comuni e Cirsu (che delegano al consorzio il servizio rifiuti) ma anche quello tra Cirsu e Sogesa.

Inoltre l'autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo a Sogesa spa sottopone l'inizio dei lavori a determinate condizioni come la trasmissione del titolo di disponibilità dell'area e dei terreni ma agli atti risulterebbero alcuni pareri negativi in riferimento all'ipotesi di cessione del diritto di superficie del terreno di proprietà di Cirsu spa.

Cioè la Regione autorizza Sogesa alla costruzione della discarica ma la società non ha i terreni che sono di Cirsu. Ne deriva che Sogesa non avendo la totale disponibilità dell'area ove costruire la discarica, si trova nella oggettiva impossibilità ad adempiere la prescrizione richiesta dalla Regione».

Questo empasse burocratico sarebbe però superato proprio con la cessione delle quote di Sogesa a Cirsu così da poter far diventare interamente pubblica la società controllata e attuabile la voltura della autorizzazione.

«Alla luce degli elementi, fatti e circostanze sopra indicati», conclude il verbale del collegio sindacale, «appare del tutto evidente che attraverso metodiche di tipo patrimoniale il valore della quota di partecipazione del 49% del capitale di Sogesa spa risulta prossimo allo zero. Dalla documentazione non risultano crediti vantati da Aia spa nei confronti di Cirsu né contenziosi in corso. I rappresentanti incaricati di far valere gli interessi dell'amministrazione pubblica all'interno delle società a partecipazione pubblica sono obbligati a non deliberare la transazione o la rinunzia, a far constatare comunque il voto contrario nell'ambito della minoranza. Nel caso, infine, che pur con il voto contrario non si raggiunga il minimo previsto del quinto del capitale sociale per paralizzare la deliberazione di rinunzia, sono comunque obbligati a farne motivata segnalazione alla propria amministrazione al procuratore regionale della Corte dei conti».

«Consegue», prosegue il verbale, «l'insussistenza, a parere del collegio sindacale, di possibili vantaggi a beneficio del Cirsu derivanti dalla sottoscrizione dell'atto transattivo delle quote societarie. Per tutti i motivi sopra esposti ed evidenziati il collegio esprime parere non favorevole alla sottoscrizione dell'accordo transattivo dicui alla bozza approvata dal consiglio di amministrazione del consorzio lo scorso 27 giugno 2011».

06/09/2011 11.56

 

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