Dimenticò la figlia in auto, verso il patteggiamento

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La procura chiede 8 mesi per Lucio Petrizzi che il 18 maggio scorso dimenticò la figlia in auto.

La tragica vicenda che sconvolse una intera famiglia e portò alla morte della piccola Elena, 22 mesi, sta per vivere in questi giorni l'atto finale. Petrizzi, docente dell'univeristà di Teramo, è accusato di omicidio colposo e va verso il patteggiamento. Il pm ha chiesto per lui 8 mesi, dal momento che è incensurato e che le indagini hanno dimostrato che non lasciò la figlia in auto volontariamente ma a causa di una tragica dimenticanza. Adesso spetterà al gip decidere.

Elena quel giorno sarebbe dovuta tornare all'asilo dopo cinque giorni di assenza. Il lavoro dell'uomo, la casa appena costruita, la compagna quasi al termine della sua seconda gravidanza (la seconda figlia è nata due mesi fa) e chissà quanti altri pensieri hanno distolto la sua mente dal tragitto abituale. Nemmeno la telefonata della compagna a metà mattinata lo riportò alla realtà di una bimba mai scesa dall'auto. La vicende sconvolse tutto l'Abruzzo e l'Italia intera.

«E' un padre esemplare», lo difese la moglie in tv, «quello che è successo a Lucio può capitare ad ognuno di noi perchè non ci si ferma mai. E lui non si fermava mai perchè si preoccupava di me, della mia gravidanza e di Elena. Tutto doveva essere perfetto e io non dovevo preoccuparmi. Io non ho mai accusato Lucio e mai lo farò perchè lui non è colpevole di niente, lo sottolineo questo. Elena adorava il suo papà, la sua prima parola è stata 'papà'». La bimba è morta per un edema cerebrale massivo acuto, conseguente alla disidratazione da colpo di calore, dovuta alla permanenza per varie ore nell'auto.

06/09/2011 8.47