Carbotech licenzia rappresentante sindacale. Cgil:«sciopero contro atto di intimidazione»

Alessandro Biancardi

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MARTINSICURO. La Carbotech di Martinsicuro, azienda che produce spazzole per motori elettrici,  ha licenziato un lavoratore del sindacato Filctem Cgil dopo una contestazione disciplinare.

E il sindacato, che ritiene la mossa «un atto di intimidazione», oggi scende in piazza per scioperare ad oltranza in difesa dei lavoratori. La vittima del provvedimento è Gianni Carbone dipendente della Carbotech che l’11 luglio scorso aveva chiesto un permesso di 4 giorni dal lavoro (fino al 15 luglio) presentando  un certificato medico attestante lo stato di malattia.

Ma la Carbotech, in quei giorni, avrebbe tenuto l’uomo sotto tiro controllandone gli spostamenti. Dall’indagine sarebbe saltato fuori che il signor Carbone era stato visto mentre faceva acquisti, girava in bicicletta e si intratteneva con alcuni conoscenti anziché stare a casa per malattia. Così il 19 luglio  è scattata la lettera di contestazione disciplinare in cui l’azienda invitava il lavoratore a fornire entro 8 giorni spiegazioni plausibili sulla sua condotta. Ma Gianni Carbone avrebbe replicato che il controllo della Carbotech oltre  ad essere «illegittimo,  violava la sua sfera personale ed era un atto di intimidazione nei confronti di un rappresentante sindacale».

 Nella lettera di licenziamento del 25 luglio, la Carbotech replica alle accuse mosse dal lavoratore ribadendo che il controllo rientra nei doveri dell’azienda che è tenuta a verificare  il corretto utilizzo dei diritti attribuiti al lavoratore dalla legge a prescindere se il dipendente appartenga ad un sindacato o meno. E, si legge nella missiva, «dal momento che i fatti contestati impediscono la fiducia nel rapporto lavorativo, le comunichiamo l’interruzione del lavoro», detto in soldoni Gianni Carbone viene licenziato.

La Filctem Cgil  addita il provvedimento come «un abuso ed un’intimidazione per colpire deliberatamente un rappresentante sindacale». «Il ragionamento che fa l’azienda è di una semplicità disarmante», dice la sigla sindacale, «ed è questo: intanto  cacciamo il lavoratore poi quando perderemo la causa la situazione si sarà normalizzata con un sindacato fatto a pezzi».

m.b.  27/07/2011 11.59