Dopo l’arresto di Faggiano la Team sotto i riflettori: il caso dei servizi cimiteriali

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Ora la Team, la società pubblica con socio privato (Enertech) è di nuovo sotto i riflettori dela cronaca se non altro per la sua passata gestione.

TERAMO. Ora la Team, la società pubblica con socio privato (Enertech) è di nuovo sotto i riflettori dela cronaca se non altro per la sua passata gestione.

Una gestione troppo opaca e poco trasparente che oggi a distanza di tempo non fa che alimentare i dubbi visti anch ei recenti sviluppi. Solo ieri l’arresto dell’ex amministratore delgato Giovani Faggiano arrestato a Napoli con l’accuso di concussione e corruzione nell’ambito di una più vasta indagine sui rifiuti.

E’ solo l’ultimo tassello giudiziario di un curriculum che non ha messo sull’avviso chi ha voluto gli accordi con la società di Faggiano, la Enerambiente, che è poi diventata il socio privato della Team. Fagiano fu coinvolto già in una “tangentopoli brindisina” e solo qualche settimana fa rinviato a giudizio per l’ìinchiesta abruzzese sui rifiuti (Re Mida) insieme a Lanfranco Venturoni, già assessore alla sanità e presidente della Team spa.

L'Italia dei Valori più volte ha sollevato dubi sulla gestione della Team e delle sue operazioni poco trasparenti. Oggi Carlo Costantini ne racconta un’altra che riguarda una convenzione tra il Comune di Teramo e la Team per i servizi cimiteriali.

L’anno è il 2006 ed il Comune decide di affidare direttamente alla società mista la gestione di tutti i servizi cimiteriali, con le progettazioni e le relative costruzioni, «violando l’obbligo di ricorrere al mercato, con un danno per i contribuenti che la Corte dei Conti stima ormai stabilmente in un importo variabile dal 5% al 10% del valore dell’affidamento», dice Costantini.

Subito dopo il Comune di Teramo dona alla Team (ed al suo socio privato) anche tutti i crediti per canoni e proventi dovuti dai cittadini teramani e non ancora pagati al Comune alla data di sottoscrizione della convenzione: «dunque, attivita’ gia’ pagate dal Comune i cui corrispettivi, pero’, finiscono senza alcuna logica ed apparente motivazione direttamente nelle tasche della Team e del suo socio privato (art. 7, 2 comma della convenzione)», commenta Costantini.

Poi la Team incassa subito tutto quello che c’e’ da incassare ed assicura le sue prestazioni per 15 anni (art. 8 della convenzione).

«Si dà il caso, pero’,», aggiunge l’esponente dell’Idv, «che la durata della concessione di un loculo è fissata in 40 anni e che, di conseguenza, scaduta la convenzione ed incassato da parte della Team tutto cio’ che c’e’ da incassare (in buona sostanza, quando a pagare dovranno essere i nostri figli) resteranno scoperti gli ultimi 25 anni di gestione dei servizi cimiteriali, che il Comune (o meglio, i cittadini di Teramo) dovranno pagarsi ex novo».
Secondo Costantini la società mista del Comune sarebbe diventata «senza averne i requisiti, «società che progetta cimiteri e che appalta i relativi lavori».
«Insomma, basta leggere quella convenzione», conclude Costantini, «e constatare che chi deve alzare una mano, la alza sempre, chi deve metterci una firma, non la fa mai mancare, chi dovrebbe controllare, sembra occuparsi di altro, per capire perche’ siamo sull’orlo di una bancarotta morale, prima ancora che economico-finanziaria».

«Se, per tutti», commentano invece Antonio Lattanzi e Maria Cristina Marroni (Fli), «vale sempre il principio della presunzione di innocenza, per l'Amministrazione comunale di Teramo questo è il momento della massima trasparenza al fine del rispetto scrupoloso della legalità.  FLI si augura vivamente che, al di là delle responsabilità personali, i servizi per i cittadini siano salvaguardati e che il Comune si accinga ai prossimi rinnovi delle cariche societarie offrendo nominativi che diano le massime garanzie di estraneità da qualsivoglia ombra o illazione».

21/07/2011 19.32