L’Utic di Atri a rischio chiusura: niente Consiglio straordinario

Alessandro Biancardi

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ATRI. L’Utic di Atri ha le ore contate ma l’amministrazione comunale non ha ancora convocato il consiglio straordinario richiesto dalla minoranza.

La notizia ufficiale della chiusura arriva dai responsabili dell’ unità di terapia intensiva coronarica (Utic) che, con una nota del 15 luglio scorso, hanno comunicato l’interruzione, a partire dal 1 agosto, dei ricoveri cardiologici di terapia intensiva (per esempio la sindrome coronaria acuta),da  dirottare  verso gli ospedali di Giulianova e di Teramo.

«E’ una scelta sbagliata e deleteria», tuonano i capigruppo di minoranza Gabriella Liberatore (Pd), Paolo Lupinetti (Udc) e Carmine Zippilli (Rosa Bianca) che avevano richiesto il 16 luglio la convocazione di un Consiglio straordinario per discutere i termini della questione. Ma non ci sarebbe stato alcun riscontro alle loro richieste anzi, durante la conferenza dei capigruppo del 18 luglio, alcuni esponenti della maggioranza non avrebbero espresso «pareri critici e del tutto contrari alla chiusura dell’Utic».

«Come è possibile», commentano i capigruppo, «che una questione di capitale importanza venga presa sotto gamba e  non riceva l’attenzione che le spetta?  Eppure è stato proprio il Consiglio comunale all’unanimità ad approvare una proposta di atto aziendale relativa al presidio di Atri, (già inviata al direttore generale ed elaborata da un’apposita commissione scelta dallo stesso Consiglio), nella quale, tra le altre cose previste, si richiedeva espressamente la permanenza dell’Utic».

Ma quello che preoccupa di più  sono le sorti dei pazienti cardiopatici che potrebbero aver bisogno di trattamenti urgenti, soprattutto in estate, quando le complicanze cardiologiche sopraggiungono da un momento all’altro.

E’ per questo motivo che l’appello dei capigruppo al sindaco di Atri si fa accorato.

«La scongiuriamo di farsi interprete», dicono, «in qualità di  massimo organo politico cittadino, della preoccupazione generale per quanto sta per accadere, intervenendo immediatamente con energia presso tutti gli organi competenti, primo fra tutti il direttore generale, perché l’Utic di Atri non venga chiusa, a difesa dei superiori interessi della nostra comunità alla quale noi tutti, in base ai ruoli di ciascuno, dobbiamo rendere conto».

 m.b. 20/07/2011 14.56