Teramo: quadruplicano le richieste di cremazioni ma l'impianto non c'è

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2650

TERAMO. Più cremazioni ed urne dentro casa. Sono queste le richieste (quadruplicate) di un numero sempre maggiore di cittadini teramani.

Mirella Marchese, assessore agli affari generali, affari legali, personale ed organizzazione dei servizi, intende esaudire le richieste in virtù di un regolamento comunale.

Secondo il capogruppo del Pd al Comune di Teramo, Giovanni Cavallari, però, «l’amministrazione non è in grado di accordare queste richieste visto che da tempo non rispetta i termini della convenzione sui servizi cimiteriali con  la Te.Am.spa (società che si occupa di questi servizi)».

Non solo, secondo Cavallari, non  sarebbe stato ancora realizzato e messo in funzione l’impianto di cremazione, i cui introiti previsti, erano riportati nel piano economico e finanziario allegato alla convenzione  ma  dei 700 nuovi loculi nei cimiteri frazionali che dovevano essere realizzati entro tre anni dalla stipula del contratto formalizzato il 28/02/2006, non vi è traccia.

«Che ne è», si chiede l'esponente del Partito Democratico, «del risanamento previsto delle murature affette da fenomeni di umidità, muffa e risalita capillare, del  recupero dei servizi igienici e rimessaggio, dell’adeguamento dell’impianto di smaltimento delle acque meteoriche,della riorganizzazione tecnico funzionale dei depositi attrezzi servizi igienici e camera mortuaria che da contratto si sarebbero dovuti realizzare entro nove mesi dalla stipula della convenzione?»

Per non parlare poi del fatto che il cimitero «non sarebbe a norma di legge per  quanto riguarda gli impianti elettrici (per i quali erano previste nuove tecnologie tipo energy management), gli accessi, uscite di sicurezza, eliminazione delle barriere architettoniche».

«Tali inadempienze», conclude Cavallari, «oltre a rappresentare dei mancati guadagni per l’amministrazione comunale che non può far fronte alla quadruplicazione delle richieste di cremazione, rappresentano un grave disservizio per i cittadini.  Sempre più teramani perciò sono costretti a rivolgersi a San Benedetto e Ascoli Piceno, nonostante la convenzione prevedesse la costruzione e la messa in funzione di un impianto di cremazione nel cimitero di città».

m.b. 20/07/2011 9.53