Nuova condanna per il Comune di Mosciano: altri due precari riavranno il posto di lavoro

Alessandro Biancardi

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MOSCIANO. Il tribunale di Teramo (sezione lavoro) ha condannato il Comune di Mosciano all’assunzione di due lavoratori precari ai quali era stato negato dall’Ente il contratto di lavoro.

I due impiegati dopo aver superato le procedure selettive anziché essere regolarmente assunti si sono scontrati con una  delibera del Comune che annullava la procedura di stabilizzazione (già avviata) dei loro posti di lavoro.  Dopo aver dichiarato illegittima  la delibera, il giudice Luigi Santini ha ordinato all’amministrazione di assumere i lavoratori con contratto a tempo determinato per un periodo di tre anni, accogliendo così il ricorso presentato dagli avvocati Lorena e Lorella Di Giambattista. Un risultato salutato con soddisfazione dalla Fp Cgil di Teramo che da tempo si batte per la tutela delle posizioni giuridiche dei lavoratori precari.

Ma non è la prima volta che il Comune di Mosciano viene trascinato in giudizio ed incassa una simile sentenza.  Infatti, in passato, era stato condannato a reintegrare 4  lavoratori precari che avevano fatto ricorso per gli stessi motivi ed aveva dovuto corrispondere il risarcimento del danno e  le parcelle degli avvocati.

«Un atteggiamento grave ed irresponsabile», lo definisce la Fp Cgil, «se il Comune di Mosciano avesse riconosciuto la legittimità delle ragioni portate avanti dalla scrivente federazione, prima di promuovere i ricorsi, avrebbe evitato di far pagare i costi di queste scellerate scelte alla cittadinanza. Invece ha avuto una condotta politica  poco trasparente ed irrispettosa nei confronti del lavoro e dei lavoratori interessati. Sarebbe stato sufficiente estendere gli effetti sella sentenza, anche senza prevedere il risarcimento economico, agli altri precari dell’Ente ed impedire così ulteriori costi a carico della cittadinanza onorando gli impegni presi pubblicamente. Invece, non pago degli errori commessi, il Comune non ha assunto gli altri precari a ha addirittura provveduto a ricorrere alla prima sentenza.  Ed, oggi, perde l’ennesimo ricorso».

E il sindacato auspica che la vicenda del Comune di Mosciano sia di insegnamento e monito per gli altri Comuni che si trovano a fare i conti con ricorsi in tribunale promossi dai precari, come nel caso di Sant’Egidio e di Atri.

m.b. 16/07/2011 8.29