Asl Teramo, nuova boccata d'ossigeno con 10 nuove assunzioni?

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La Fp Cgil di Teramo si augura che l’assunzione dei nuovi 10 primari convenzionati con l’Università de L’Aquila sarà davvero una boccata di ossigeno per la ASL di Teramo. 

 Certo è che di problemi da affrontare e risolvere, i nuovi primari-professori ne avranno tanti e secondo il sindacato non riusciranno comunque a risolvere quelli esistenti nei reparti che non dirigeranno. «Certo è che non si risolverà tutto con i primari», commenta la Fp Cgil. «Ci sono problemi enormi da risolvere». A seguito delle chiusure dei reparti a Sant’Omero, infatti, l’ortopedia di Teramo è in piena crisi.

«La situazione è talmente grave che un ricovero può trasformarsi in vero e proprio incubo», denuncia ancora il sindacato. La cronica carenza di personale si è aggravata nel periodo estivo tanto da non riuscire a garantire il numero legale degli operatori – 2 infermieri a turno invece di 3. Il più delle volte, illustra il sindacato, ci sono 5 pazienti nelle camere predisposte per 4. Il day hospital è chiuso per mezza giornata e l’assistenza dei ricoverati tenuti in osservazione è scaricata sugli unici 2 infermieri. «Se un infermiere accompagna il paziente in sala operatoria, l’altro rimane da solo in reparto con 25/27 pazienti. La struttura non è idonea e sta diventando pericolosa per i pazienti: non c’è ossigeno alle pareti, niente campanelli nei bagni e nei letti bis, non c’è aria condizionata né ventilatori. La strumentazione è obsoleta e i requisiti di sicurezza minimi non  sono garantiti».

Inoltre, continua la Cgil, l’ostetricia di Teramo risponde ai bisogni di salute di tutta la Val Vibrata, ma con nessun infermiere in più e al pronto soccorso di Teramo non arrivano solo le donne e i bambini di Sant’Omero e di Giulianova, ma anche i traumi ortopedici e sindromi da dolore che pare non trovino soluzioni nel presidio giuliese. «La sala operatoria di Teramo», denuncia ancora il sindacato, «ha registrato nei giorni scorsi un gravissimo episodio: 2 pazienti sono stati lasciati lì perché la rianimazione era piena e non potevano essere spostati in nessun altro posto e ciò ha comportato l’inutilizzo della sala operatoria per tutto il tempo della permanenza dei due operati».

La Fp Cgil chiede di utilizzare le risorse dell’art. 20 anche per l’ortopedia di Teramo al fine di ripristinare «i requisiti minimi di sicurezza per gli operatori e per i pazienti e, nel frattempo, propone di sfruttare l’ala del 4 piano da poco ristrutturata».

13/07/2011 7.41