Rifondazione contro la Procura di Teramo: «solidarietà ai ragazzi indagati»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «Un atto antidemocratico»: così il circolo di Teramo del partito di Rifondazione comunista definisce le indagini della Procura a carico dei ragazzi che avevano contestato il sindaco Maurizio Brucchi.

La protesta era nata in quanto il primo cittadino non aveva tenuto conto delle firme raccolte per il referendum sullo stadio comunale.

«Siamo solidali a questi giovani», tuona Rifondazione, «dal momento che avevano agito nella legalità raccogliendo 5000 firme per salvare lo stadio dall’abbattimento e si sono trovati davanti ad un diniego del primo cittadino». E’ per questo l'estrema sinistra annuncia per l’autunno prossimo campagne di mobilitazione e solidarietà per tutti coloro che subiscono repressioni e condanne ingiuste da Procura e forze dell’ordine.

I fatti risalgono al 2010 quando la Giunta Brucchi annunciò l’intenzione di intervenire sullo stadio comunale. In quell’occasione il comitato “Giù le mani dal comunale” diede inizio alla raccolta firme per indire un referendum che decidesse le sorti della struttura.

Ad animare i promotori del referendum furono «entusiasmo, e passione nella difesa di un pezzo di storia della città, un campo di calcio da integrare meglio con il tessuto urbanistico per trasformarlo ancora di più in un luogo verde, di sport e di incontro che facesse da argine ad una speculazione edilizia» aveva detto Siriano Cordoni, capogruppo Idv al Comune di Teramo che si era fatto garante della raccolta di firme.

Proprio lui si era definito preoccupato «per la mancanza di riguardo per lo stravolgimento ambientale di un'area a ridosso della chiesa di S. Domenico con il suo chiostro, delle scuole e della chiesa del Santo Spirito».

Ma, nonostante fossero state raccolte le firme necessarie per indire un referendum(5000), l’amministrazione Brucchi disse «che non c’era più tempo perché i lavori dovevano iniziare immediatamente», anche se oggi sembra tutto fermo. «Quando ha saputo che i ragazzi della curva est si stavano organizzando», aveva detto Cordoni, «il sindaco ha accelerato l'iter burocratico del project financing, facendo pervenire alla svelta la fidejussione e poter dire "siete in ritardo, non c'è più niente da fare, abbiamo deciso, i cittadini hanno già votato, mi hanno scelto come sindaco insieme al mio programma!"»

Non sono mancate proteste e contestazioni da parte dei ragazzi che avevano sostenuto l’iniziativa referendaria non andata a buon fine. Tra queste, è da ricordare lo scontro tra Davide Rosci ed il sindaco Brucchi, finito con una condanna per il Rosci a tenersi a debita distanza dal primo cittadino («50 metri») per questioni di sicurezza.

«Questo atteggiamento della Procura denota un restringimento degli spazi di democrazia», sostiene Rifondazione, «questioni sociali, ideali e politiche vengono così inopportunamente condotte sul terreno giudiziario, come si trattasse di fatti criminali che vanno contrastati con ogni mezzo».

Marirosa Barbieri 11/07/2011 12.12

PDL CONTESTA PRESA DI POSIZIONE DI RC

«Da un Partito presente nell’arco costituzionale e rappresentato in Consiglio Comunale, ci si aspettava una ferma condanna per gli episodi di violenza e un attestato di solidarietà nei confronti del primo cittadino», commentano dal Pdl teramano.

«Siamo abituati come Partito di ispirazione liberale e soprattutto, come uomini, ad esprimere il nostro dissenso nelle forme concesse dalla Costituzione e dalle regole della democrazia. Pertanto, riteniamo grave che il Prc definisca “normale reazione”, quella che in realtà è una mera aggressione alle Istituzioni, organizzata dalle stesse persone già indagate per associazione a delinquere, con l’accusa di rissa, aggressione, devastazioni, manifestazioni non autorizzate e intimidazioni».

Il Popolo della Libertà di Teramo «condanna fermamente l’atteggiamento tenuto degli ultras sulla vicenda del vecchio stadio, ricordando che è stato impossibile procedere allo svolgimento del referendum in assenza di apposito regolamento».

11/07/2011 15.15