Inchiesta rifiuti, Rifondazione: «impossibile parlarne in Consiglio comunale»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. L'inchiesta sui rifiuti che ha travolto gli esponenti del Pdl del Teramano Lanfranco Venturoni, Paolo Tancredi e Maurizio Brucchi, sta portando scompiglio in città.

Rifondazione Comunista denuncia «il comportamento arrogante» della maggioranza cittadina, guidata proprio da Brucchi, e l'impossibilità di discutere di quanto successo nei giorni scorsi nell'assemblea pubblica. 

«Questi signori», si legge in una nota della segreteria di Rc, «dopo aver tristemente consegnato il nome della città alle cronache nazionali, oggi vorrebbero far passare sotto silenzio una così grave 
vicenda. In Consiglio Comunale, in maniera quanto mai arrogante, hanno impedito che della questione si dibattesse evitando di dare una spiegazione politica rispetto alla loro gestione, tutt'altro che trasparente, della cosa pubblica».
Rifondazione contesta le accuse di «strumentalità», rivolte in queste ore dagli indaganti «a chi cerca di ottenere quelle sacrosante risposte dovute ai cittadini, prima ancora che all'opposizione». 
Rc chiede inoltre a Brucchi come mai «non ha mai denunciato pubblicamente il malaffare che si celava dietro le operazioni messe in piedi da Di Zio in combutta con la classe politica. Delle due l'una, o era connivente con corrotti e corruttori o non è in grado di accorgersi di cosa gli accade sotto il naso e quindi non è in grado di governare la nostra città».
Dubbi ne esprime in questi giorni anche Isidoro Malandra dell'Associazione “oltreAbruzzi”.

Malandra ricorda come «nell’estate del 2008, in una lettera aperta, avevo contestato al suo ex partito, Rifondazione Comunista, lo “sdoganamento” degli inceneritori. «Il Segretario Regionale del Prc», continua Malandra, «ha rivendicato come un grande risultato il fatto che nel programma della coalizione 2008 vi sia il no agli inceneritori. Ma il possibile uso degli inceneritori, insieme alla produzione di cdr per i cementifici, è previsto nel Piano Regionale dei Rifiuti votato all’incirca un anno fa con l’appoggio entusiastico di Rifondazione! Com’è che quando facciamo opposizione siamo contro e quando amministriamo ci pieghiamo sempre a pessimi compromessi?»

«Il fatto», continua, «è che c’è sempre stato un interesse politico trasversale per gli inceneritori. Desiati con la Giunta Pace voleva farne tre ma fu bloccato grazie a una seria opposizione delle associazioni ambientaliste e di Rifondazione Comunista. Il tema torna di attualità con la vittoria di Del Turco e stavolta l’idea passa: via libera agli inceneritori e alla produzione di cdr (combustibile dai rifiuti destinato per l’intanto ai cementifici). La condizione, frutto della mediazione con Rifondazione, consiste però nel non poter costruire inceneritori se non dopo aver raggiunto il 40% di raccolta differenziata. Al tempo era chiaro, almeno per me, che dietro il centrosinistra qualcuno manovrava».

Adesso Malandra chiede se vi è qualcuno che, oltre a chiedere le dimissioni del candido Chiodi, «voglia conoscere i nomi dei personaggi e dei partiti del centrosinistra che, sebbene non indagati, hanno preso soldi da Di Zio? E’ politicamente rilevante o no sapere chi risponde agli interessi affaristici (non solo a quelli di Di Zio!) invece che a quelli della collettività? Paolucci, segretario regionale PD, scrive della necessità di una nuova classe politica votata alla legalità e trasparenza. Cominci lui l’operazione di pulizia col dirci se il suo partito e/o suoi esponenti hanno preso soldi da Di Zio».

27/09/10 10.58

FARS: «BISOGNO DI NUOVI PASSI AVANTI»

«Se oggi il cuore dell'inchiesta della Procura di Pescara verte proprio attorno ai tentativi di eliminazione della soglia del 40% non lo giudicherei propriamente un pessimo compromesso», replica il segretario regionale di Prc, Marco Fars. «Sicuramente l'appetito dell'incenerimento trasversalmente animava anche il centrosinistra, basti vedere le dichiarazioni di Ottaviano Del turco dopo il caso Napoli.

Ma senza quella soglia del 40%, frutto dall'interno delle battaglie di Rifondazione e dall'esterno della Associazioni ambientaliste, oggi probabilmente non avremmo nessuna inchiesta in corso e non sarebbe stato possibile porre alcun freno al monopolista Di Zio».

«Indubbiamente», continua Fars, «c'è bisogno di fare ulteriori passi avanti, e so che li faremo insieme a comitati e associazioni ambientaliste, scongiurando defintiivamente l'incenerimento quale esito ultimo del ciclo dei rifiuti, a partire dall'istituire controlli rigidi per cementifici e quant'altri, la cui normativa nazionale ha purtroppo aperto varchi che tutti insieme dobbiamo impegnarci a restringere».

27/09/10 20.27