Elena, in 500 per l'addio. Il parroco: «Dio l'ha presa in braccio»

Alessandro Biancardi

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CAMPLI. Oggi l'asilo Nido Pinocchio che frequentava Elena resterà chiuso per lutto. Alle 10 nel Duomo di Santa Maria in Platea si terranno i funerali.*«SERVE PREVENZIONE PER TUTELARE I MINORI»

Al dolore di amici e parenti per la morte della piccola Elena, 22 mesi, dimenticata in macchina per cinque ore, si aggiunge la sofferenza delle maestre dell'asilo nido che la bimba frequentava.

Oggi le porte dell'istituto rimarranno chiuse in segno di lutto: insegnanti e bambini saranno fuori alla chiesa per l'ultimo saluto.

E tutta Campli si fermerà a partire dalle 10 in concomitanza con la celebrazione del funerale. Il sindaco Gabriele Giovannini ha invitato i cittadini e le organizzazioni sociali, culturali e produttive della città «ad esprimere, nel modo da ciascuno ritenuto più consono, il cordoglio ed il dolore dei camplesi per il grave lutto che ci ha colpito».

Gli esercenti del centro sono stati invitati a partire dalle 10.00 ad abbassare le saracinesche dei negozi. Chiusa per lutto oggi anche la facoltà di veterinaria di Teramo dove il padre della bimba, Lucio, insegna. Per il funerale si prevede un bagno di folla tanto che è stato organizzato un servizio d'ordine di carabinieri, polizia locale, Croce Rossa e protezione civile.

Il corpicino per volontà dei genitori sarà cremato.

LA LETTERA DELLE MAESTRE

Le maestre del nido nelle ultime ore hanno scritto una lettera ai due genitori: Lucio, che non riesce a darsi pace, e Chiara, donna giovane e forte come una roccia che nei giorni scorsi in un video ha difeso strenuamente il marito: «lui non è colpevole di niente», ha detto. «Quello che è capitato a lui poteva capitare a chiunque perchè non ci si ferma mai».

«Voi siete tra i genitori più esemplari che abbiamo e che abbiamo avuto», scrivono Anna Ferrante e tutto il personale del nido. «Il vostro ed il nostro dolore è incommensurabile. Vi siamo tutte tanto, tanto vicine nella grande sofferenza. E’ stata una disgrazia della vita. Sappiamo benissimo che ora ogni parola di conforto non riuscirebbe ad entrare nella immensa barriera del dolore che vi sommerge».

«Siete persone splendide», continua la lettera, «grandi genitori, che nonostante l’immenso dolore, l’angoscia, avete permesso speranze di vita ad altri bambini».

«Caro Lucio», scrivono rivolgendosi al papà, «è quasi inutile esprimere che le cose sembrano sempre diverse con il senno del poi. Non farti divorare dai rimorsi. Può succedere a tutte le nostre menti di non registrare azioni che svolgiamo in “automatismo”,  presi dai mille impegni  e responsabilità. Chiara ora, più che mai, ha bisogno di te e anche la bambina in arrivo ha bisogno del suo papà. Devi raccogliere le forze del grande amore che ti offre Chiara e non abbandonarti alla disperazione».

«Chiara e la piccola, che presto arriverà, hanno bisogno di speranza, di viverti vicino», prosegue la missiva. «Noi dell’Asilo Nido, che facciamo questo mestiere da tanti anni», spiegano, «ti vogliamo dire che l’affetto, “le figure di attaccamento” non sono importanti solo nell’età infantile ma anche in quella adulta, soprattutto dopo tanta angoscia, dolore e disperazione. Sappiate che siamo disponibili per qualsiasi forma di sostegno, di aiuto di cui avrete bisogno. Ora occorre riprendersi dalle terribili prove che ci presenta la vita. Elena sarà il nostro angelo, la nostra piccola principessa, che con il suo entusiasmo, simpatia e positività ha riempito ogni istante di vita al nido e il suo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti».

BIMBI IN AUTO, DUE CASI IN POCHI GIORNI

Ma se Elena è stata dimenticata in auto in queste ore si registrano casi di genitori che lasciano volutamente i bambini sotto al sole, non comprendendo il rischio reale che si corre.

Ieri a Lodi un neonato di 3 mesi è stato lasciato in automobile dai genitori, andati a fare la spesa.

La colonnina di mercurio fuori segnava 32 gradi, ma all'interno dell'auto, i carabinieri ne hanno rilevati 50. E' stato quindi provvidenziale l'intervento di alcuni clienti del supermercato che, allertati dal pianto del piccolo, hanno spaccato un vetro dell'auto, parcheggiata in pieno sole e chiusa a chiave, e lo hanno estratto dall'abitacolo rovente. All'uscita dal supermercato i genitori, due egiziani regolarmente in Italia denunciati per abbandono di minore, si sono stupiti di vedere tanta folla intorno alla loro auto. Con i carabinieri hanno tentato di difendersi spiegando di essere entrati nel supermercato per un acquisto veloce, solo due lampadine, e di essersi assentati per pochi minuti. Non meno di venti, invece, per i clienti che hanno deciso di spaccare il vetro e tirare fuori il bimbo che, subito visitato e idratato, é stato dichiarato fuori pericolo.

Una vicenda simile è avvenuta il giorno prima a Brembate, in provincia di Bergamo, dove due genitori pakistani di 37 e 38 anni sono scesi dall'auto per andare a fare la spesa, lasciando i figli di uno e tre anni in auto sotto il sole, nel parcheggio del supermercato. I figli, che hanno passato in auto, da soli, circa mezz'ora intorno alle due del pomeriggio, stanno bene. Ad allertare i militari, anche in questo caso, sono stati altri clienti del supermercato, che hanno notato i due bambini chiusi nell'auto dei genitori, denunciati anch'essi per abbandono di minore.
25/05/2011 8.37

«DIO HA PRESO IN BRACCIO ELENA»

Al funerale della piccola Elena hanno partecipato 500 persone che hanno atteso il feretro nella piazza principale del paese.

Piazza Vittorio Emanuele è stata presidiata dalle forze dell'ordine, dai volontari della Croce Rossa, dalla Protezione Civile e da alcuni bodyguard. Gli amici dei genitori di Elena, hanno formato un cordone all'arrivo del feretro in piazza, intorno alle 10.30, per impedire a cameraman e fotografi di filmare e scattare fotografie al momento dell'ingresso in chiesa.

Le campane hanno suonato per 10 minuti, dopo di che sono state aperte a tutti le porte della chiesa, precedentemente chiuse e presidiate da 4 bodyguard e alcuni volontari.

Il parroco della chiesa di Santa Maria in Platea, don Antonio Mazzitti, ha vietato l'ingresso a telecamere e fotografi.

«Dio ha preso in braccio Elena, questa piccola creatura. Chissà che grande luce splendera' nel cuore di Lucio e Chiara», ha detto don Antonio durante l'omelia. «L'incidente è un fatto umano, non battete le mani per dare un sollievo a papà e mamma?», ha detto il sacerdote invitando i genitori di Elenaa salire sull'altare per accendere una candela e deporre un vestitino bianco sulla bara della figlia. «Prima della resurrezione c'e' la croce, non dimenticatelo, ditelo ai vostri figli», ha aggiunto il sacerdote che per tutta la celebrazione ha parlato con la voce rotta dalle lacrime.

IL SINDACO: «CI POSSONO ESSERE BLACKOUT»

«E' una tragedia che ha coinvolto tutta la comunità camplese, una fatalità che può succedere a tutti», ha detto il sindaco Gabriele Giovannini.

«Ho ricevuto tantissime telefonate in questi giorni su casi simili, genitori che dimenticano i figli a scuola - ha detto il sindaco - c'è un qualcosa che ci porta a correre continuamente e crea un blackout nella memoria. E' un problema dei tempi odierni, il correre sempre, lo stress: leggevo proprio ieri su una rivista scientifica online che in casi di stress ci possono essere momenti di blackout».

Un lungo applauso e le campane a festa hanno poi accompagnato i genitori di Elena e i parenti più stretti nelle rispettive auto, in attesa della partenza del carro funebre.

 L'ultimo intervento è stato del preside della facoltà di Veterinaria dell'università di Perugia, Fulvio Marsilio.

«Tornate presto tra di noi - ha detto il preside della facoltà di Veterinaria, Fulvio Marsilio, dove lavorano i genitori della bimba - la vita ci dà tanto e poi può toglierci tutto»

25/05/2011 15.50

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*«SERVE PREVENZIONE PER TUTELARE I MINORI»

PINETO. Nel giorno dei funerali della piccola Elena, dimenticata in auto per sei ore, il Centro Studi sull’Infanzia e l’Adolescenza “don Silvio De Annuntiis” di Scerne di Pineto sottolinea che il fenomeno delle morti e dei danni alla salute prodotti nei bambini dimenticati o lasciati nell’automobile dall’ipertermia non è un caso isolato, frutto di una tragedia familiare, ma un «ricorrente problema» di cui si sono occupati l’Organizzazione Mondiale della Sanità e diversi governi.

Fra il 1998 ed il 2010, nei soli Stati Uniti d’America, sono state registrate dal Dipartimento di stato 497 morti di bambini per ipertermia, in quanto lasciati o dimenticati nell’automobile, con una media di 38 casi l’anno. Solo il 17% di questi bambini sono stati lasciati intenzionalmente in auto. Il 51% sono stati invece dimenticati dai genitori. Nel 2011 sono già stati registrati altri 6 casi. La morte è dovuta alle altissime temperature che si raggiungono dentro l’abitacolo nell’arco di poche ore.

«In Italia mancano, purtroppo, sistemi di rilevazione della casistica», dicono dal Centro, «tuttavia, nelle testimonianze di medici e pediatri, i casi di bambini andati in ipertermia in quanto lasciati in automobile sono numerosi. La recrudescenza del fenomeno si ha soprattutto nei periodi più caldi, mentre nei periodi freddi la morte dei bambini lasciati in auto si può avere anche per altre cause (cadute, ipotermia, etc.)».

«Di fronte a tale fenomeno occorre avere un atteggiamento illuminato e non di ricerca della colpevolizzazione a tutti i costi, specie laddove tali incidenti si siano verificati in modo inintenzionale», continua l'analidi del Centro studi.

«Al contrario, il nostro Paese dovrebbe investire di più sulla prevenzione di tali incidenti attraverso un’apposita legge e con specifiche azioni, come è già stato fatto in 31 Stati americani. Infatti, il bambino dimenticato in auto è una tipologia di incidente che può essere prevenuta attraverso un sistema di promemoria utile a segnalare al genitore la presenza del bambino in auto (portachiavi intelligenti, peluche da posizionare sul seggiolino e da collocare al posto anteriore vicino al guidatore quando il seggiolino è occupato dal bambino, etc.); l’installazione obbligatoria di sensori sui seggiolini che suonano l’allarme alla chiusura dei sportelli dall’esterno, qualora occupati dai bambini; la ridefinizione di norme del codice della strada sul posizionamento dei seggiolini di protezione.

«E’ stato statisticamente provato che, dopo l’introduzione degli airbag e la sistemazione dei bambini nei sedili posteriori, tale numero di bambini morti per ipertermia è notevolmente aumentato in quanto il genitore, non vedendo direttamente il bambino, dimentica più facilmente la sua presenza. Accorgimenti che segnalino la presenza del bambino sono fondamentali per mettere in sicurezza i piccoli, anche dai vuoti di memoria che potrebbero colpire l’adulto che li trasporta».

«Il ricordo di Elena, in questo triste giorno per tutti, deve, dunque, servire per far sì che la prevenzione di tale tipo di incidente possa essere effettuata con idonei dispositivi legislativi e interventi adeguati – ha dichiarato Andrea Bollini, direttore del Centro di Scerne - . Il Centro Studi sta avviando l’attivazione di uno specifico Dipartimento di Studi sugli Incidenti che colpiscono i bambini per la prevenzione degli incidenti che producono la morte o danni irreversibili alla salute di centinaia di minori ogni anno in Italia».

25/05/2011 16.00