La grande incompiuta: «il centro per l'autismo c'è ma non viene utilizzato»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Bambini e ragazzi autistici costretti a viaggiare ogni giorno dalla provincia di Teramo a L’Aquila.

Nella provincia di Teramo non esistono centri funzionanti che siano accreditati ed adatti, a seguire con le opportune cure  i minori autistici. In realtà, racconta l'avvocato Wania della Vigna che segue la vicenda in qualità di legale di alcune famiglie di disabili, il centro per la riabilitazione di bambini e di ragazzi autistici esiste da tempo ma non viene utilizzato. L’edificio preposto è quello dell’ex albergo Marullo, nel comune di Penna Sant’Andrea.

«Già nell’anno 2007», ricorda l'avvocato, «il Comune di Penna Sant’Andrea ha concesso l’edificio - di 2368 metri quadri  con un area di pertinenza di 28.520 metri quadri- in comodato d’uso,  con lo scopo specifico di utilizzarlo come centro diurno per l’autismo».

L’ex albergo Marullo  è stato cosi restaurato per tale finalità con fondi concessi dalla Regione Abruzzo al Comune di Penna S.Andrea  pari a 450.000 euro. Tutto pronto, ricorda Della Vigna, compresi gli arredi, dal 2 novembre 2009.

Ma l’edificio resta chiuso ed inutilizzato a discapito di quanti potrebbero migliorare la qualità della  loro vita.

Sicché l’unico centro diagnostico e specializzato, nel territorio limitrofo alla provincia di Teramo, è stato individuato nella Fondazione Il Cireneo Onlus per l’Autismo, con sede in L’Aquila, convenzionato con la Regione Abruzzo,  con il permesso della Asl di Teramo.

 I minori autistici devono perciò viaggiare ogni giorno per recarsi a L’Aquila. «Ma non tutti i genitori possono permettersi di far frequentare i figli a L’Aquila», continua l'avvocato, «perché, per avere il servizio trasporto privato, devono pagare, con notevoli sacrifici economici, la somma di 370 euro al mese per ogni bambino trasportato. I comuni- ivi compreso quello di Teramo-  non assicurarono l’ intero trasporto gratuito».

Molti genitori si sono rivolti all’avvocato per tutelare i diritti dei loro figli, garantiti dalla Costituzione e dalle leggi quadro per l’assistenza e l’integrazione sociale.

«In tale ottica», sottolinea il legale, «è obbligo della Regione, quindi della ASL, predisporre strutture semiresindenziali e servizi a favore dei soggetti diversamente abili, in situazione di autismo». Pertanto l’avvocato Della Vigna con una delegazione di genitori  ha incontrato, qualche mese fa, il direttore generale della ASL, dott Giustino Varrassi, che ha promesso di intervenire. I genitori,  con il loro dramma quotidiano,attendono.

13/05/2011 9.13