Melania, Parolisi torna dal pm dopo l'audizione fiume di ieri

Alessandro Biancardi

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Melania, Parolisi torna dal pm dopo l'audizione fiume di ieri
CASTELLO DI CISTERNA (NAPOLI). Salvatore Parolisi è entrato nella caserma di Castello di Cisterna come persona informata sui fatti e ne è uscito, otto ore dopo, sempre come persona informata sui fatti.

Da solo, senza alcun avvocato al suo fianco (in quanto non indagato) il caporalmaggiore dell'esercito ha vissuto probabilmente una delle giornate più difficili delle ultime settimane.

Prima di arrivare a Castello di Cisterna, nel primo pomeriggio di ieri, si era diretto nella caserma di Somma Vesuviana, insieme ai genitori di Melania, dove sono stati notificati loro ulteriori accertamenti medico legali da effettuare sul corpo della moglie. In questo modo la famiglia potrà provvedere a nominare un perito di parte.

Un'ora dopo è uscito dalla caserma e alla guida della propria macchina, scortata da una vettura dei carabinieri, si è diretto alla caserma di Castello di Cisterna, 6 chilometri più a nord.

Qui Parolisi si è trovato di fronte il sostituto procuratore di Ascoli Piceno, Umberto Monti, che indaga sull'omicidio di Melania ed è cominciata l'audizione fiume, durata oltre otto ore e conclusasi solo all'1.06.

In mattinata proprio Monti era partito dalla procura di Ascoli Piceno alla volta di Roma  per confrontarsi con i carabinieri del Raggruppamento investigazioni scientifiche sulle risultanze degli accertamenti tecnici condotti dal Ris su un centinaio di reperti sequestrati nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di Melania da Colle San Marco (il 18 aprile) e il ritrovamento del cadavere in un bosco di Ripe di Civitella (il 20 aprile).

Salvatore nel corso del colloquio con il magistrato ha risposto sempre in qualità di persona informata sui fatti: è stato lui l'ultimo a vedere Melania in vita vicino alle giostre di Colle San Marco, è stato lui a dare l'allarme.

Agli investigatori ha dovuto rispiegare per l'ennesima volta quanto accaduto quel giorno maledetto.

E sempre ieri era circolata l'indiscrezione che, stando ai rilievi telefonici, il 18 aprile, giorno della scomparsa di Melania, il cellulare del marito sarebbe stato agganciato dalla cella di Ripe, dove poi è stato ritrovato il cadavere, tra le 14 e le 14.15. Ma a quell'ora Salvatore ha sempre raccontato di essere a Colle San Marco.

E' questa la chiave di svolta del giallo? Di sicuro per la Procura questa non è da ritenersi una prova regina perchè in caso contrario sarebbe bastata, da sola, a far scattare un avviso di garanzia che al momento non c'è.

Intanto in serata una folla di curiosi si è radunata davanti alla caserma e ci sono stati attimi di tensione quando è uscito un uomo coprendosi il volto.

In molti hanno pensato, sbagliando, che si potesse trattare di Parolisi e sono stati dati calci e botte sul vetro alla vettura.

Ma il marito di Melania è uscito dalla caserma solo a notte inoltrata, dopo 8 ore estenuanti. Era sempre da solo e si è messo al volante della propria auto per far ritorno a casa.

Non è indagato ma secondo alcune indiscrezioni sarebbe emerso nel corso dell'audizione che «tante cose» erano state taciute nelle due audizioni precedenti.

Non è escluso che a breve venga programmato un altro incontro con il magistrato.

LA SUOCERA: «PIENA FIDUCIA IN SALVATORE»


«Ho piena fiducia in Salvatore e sono sicura che è innocente», ha detto all'Ansa con un filo di voce la mamma di Melania Rea, la signora Vittoria. Da settimane la famiglia della vittima sta al fianco del caporalmaggiore e lo sostiene con tutte le proprie forze. Loro non hanno mai avuto dubbi e sostengono con convinzione che l'uomo sia totalmente estraneo alla vicenda.  La mamma di Melania non riesce proprio a spiegarsi cosa sia potuto succedere a sua figlia. «Spero di conoscere la verità il prima possibile, dopo di che la diremo a tutti», dice.

E' in casa, a Somma Vesuviana, insieme alla piccola bimba di Melania e di Salvatore, «sono io la sua mamma, ora che Melania non c'é più». A chi le chiede in merito alle eventuali storie extraconiugali che Salvatore avrebbe avuto, la signora Vittoria risponde: «Dobbiamo sempre vedere se è vero, io questo non lo so».

Intanto trapela la notizia che ieri, nel corso dell'audizione durata 8 ore, l'uomo avrebbe confermato al sostituto procuratore che non aveva alcuna intenzione di lasciare Melania e se in un primo tempo aveva nascosto agli inquirenti la sua relazione extraconiugale era solo per non fare un torto alla famiglia della moglie. 

PAROLISI NON HA INDICATO ALTRE POSSIBILI PISTE

Salvatore Parolisi non ha indicato altre possibili piste per chiarire il giallo della morte della moglie Melania. Lo si apprende da fonti inquirenti. Nel lungo faccia a faccia con il magistrato ha ribadito punto per punto la sua ricostruzione dei fatti, ripercorrendo il giorno della scomparsa della moglie Melania, con qualche imprecisione e 'non ricordo'. Ma sarebbe parso, secondo l'agenzia Ansa, complessivamente credibile. Non ha saputo fornire, invece, spunti utili per dare un volto all'assassino della donna.

11/05/2011 7.50

ASCOLTATI ALTRI PARENTI

Parolisi ha reso dichiarazioni spontanee e a suo carico - si apprende in ambienti investigativi - non vi sono imputazioni di reato. Questo significa che bisogna cercare altrove l'assassino di Melania? «Questo significa che bisogna cercare», ha risposto all'Ansa uno degli investigatori.

Monti dovrebbe sentire - o lo già sta facendo - il padre e il fratello della Rea, Gennaro e Michele, e la mamma di Salvatore. Con il magistrato ci sono due ufficiali dei carabinieri del Comando provinciale di Ascoli, diretti dal colonnello Alessandro Patrizio.

11/05/2011 13.12

PAROLISI TORNA IN CASERMA

Salvatore Parolisi è tornato questo pomeriggio davanti al pm Monti. Dovrà fornire precisazioni su quanto dichiarato ieri nell'audizione fiume durata 8 ore.

«Siamo fiduciosi, aspettiamo gli eventi. Salvatore? Fino ad ora girano solo voci, abbiamo fiducia in lui», commenta intanto Michele, fratello di Melania Rea, anche lui stamattina è stato ascoltato dal pm, nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna.

«Salvatore, fino a prova contraria, per noi è innocente - dice all'Ansa - se ho dubbi su di lui? Me li tengo per me e, comunque, noi conosciamo un altro Salvatore rispetto a quello che le voci e le illazioni di questi giorni stanno descrivendo».

Trentadue anni, militare dell'Aeronautica, Michele è nella palazzina di Somma Vesuviana insieme ai suoi genitori. Stamattina la famiglia Rea, ma anche lo stesso Salvatore, gli amici di Melania, racconta Michele, sono stati ascoltati dal pm. Intanto il fratello di Melania, il vedovo della sorella lo descrive così: «Un bravo ragazzo, incapace di tradire mia sorella. Le ho ascoltate dalla tv le voci sui tradimenti, gli inquirenti non ci hanno mai confermato nulla ed io sono come S.Tommaso, se non ho le prove non ci credo». «In caserma tutti noi abbiamo raccontato, ancora una volta, i terribili momenti di quella tremenda giornata - aggiunge - spero soltanto una cosa, che tutto questo dolore possa servire a conoscere la verità».

11/05/2011 18.50