Piano faunistico venatorio teramano: le novità per la nuova stagione

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il Consiglio regionale ha approvato le modifiche al Piano Faunistico venatorio vigente che rappresentano un ampio e nuovo stralcio del documento di programmazione e gestione territoriale.

Nel complesso la quantità di territorio a disposizione dell’attività venatorie rimane sostanzialmente la stessa, circa 9000 ettari, ma vengono riaperte alla caccia alcune riserve, in particolare nella fascia pedemontana dove c’è il problema della presenza del cinghiale, mentre  vengono istituite nuove zone di protezione;  tutte le modifiche sono il frutto di tavoli di confronto con gli stessi cacciatori, con gli ATC e con le associazioni di riferimento: quelle venatorie, quelle agricole e quelle ambientaliste.

L’80% delle modifiche è stato proposto dai diretti interessati. In realtà la Provincia di Teramo, unica in Abruzzo, già nel 2008 aveva deliberato un nuovo Piano Faunistico ma la Regione non lo ha mai approvato in attesa che anche le altre Province aggiornassero la pianificazione faunistica-venatoria: per evitare il rischio di dover attendere ancora a lungo per l’approvazione del nuovo Piano, l’assessore Giuseppe Antonio Di Michele,  di concerto con la Consulta, ha deciso di apportare delle modifiche a quello vigente, aggiornandolo rispetto ad una situazione ferma al 2001. Una intuizione felcie confermata dal voto favorevole, in Consiglio provinciale, anche della minoranza.

Dai precedenti 34 istituti di tutela e produzione ( oasi, zone di ripopolamento e cattura, aree cinofile) si è passati a 42 e questo senza alterare il rapporto tra aree chiuse alla caccia e quelle aperte: 21 istituti vengono confermati (9 parzialmente modficati); 13 istituti vengono completamente revocati;  21 istituti vengono istituiti ex novo.

Vengono restituiti alla caccia esclusivamente quegli istituti che nel corso del decennio non hanno dato risultati significativi in termini di produzione di selvaggina, mentre vengono riconfermate le 19 “riserve virtuose” che hanno prodotto pregiata fauna selvatica. Difatti malgrado la pressione di alcune limitate frange di cacciatori interessate a riaprire alla caccia tali siti ricchi di selvaggina, la Provincia ha inteso salvaguardare le popolazioni selvatiche presenti, riconoscendo in esse un elevato valore biologico ed ecologico.

La nuova configurazione ha un duplice obiettivo: da una parte quello di “aggiornare” la pianificazione territoriale alla luce della attuale situazione geografico/ambientale, dall’altro quello di “razionalizzare” l’utilizzo dei territori, mediante la conferma degli Istituti faunistici virtuosi e la revoca, con la conseguente riapertura alla caccia, di quelli meno efficaci.

La revoca di alcuni Istituti di tutela e la conseguente riapertura di territori alla caccia è programmata in maniera dilazionata nel corso di due stagioni venatorie. Nella prima, 2010/2011, è prevista la riapertura di 14 Istituti  (Comprensori C3 e C4) mentre nella seconda, 2011/2012, è prevista la riapertura di 7 Istituti (Comprensorio C2). Tale dilazione, opportuna anche in termini di organizzazione logistica e di riduzione della pressione venatoria, si rende necessaria vista anche la complessa programmazione venatoria del cinghiale.

 Nel dettaglio: per quanto riguarda le Oasi   2 sono nel Comprensorio Faunistico-Venatorio “Salinello” e 2 nel Comprensorio “Vomano; per quanto riguarda le 7 Aree Cinofile Permanenti  3 si trovano nel Comprensorio “Salinello” e 4 nel “Vomano”; le 29 Zone di ripopolamento e cattura sono così ripartite: 14 nel Comprensorio “Salinello” e 15 nel Comprensorio  “Vomano”.

 Le lepri e i fagiani attualmente presenti nelle riserve verranno utilizzate, dopo la loro cattura con la collaborazione delle associazioni prevista per gennaio 2012, per il ripopolamento delle nuove ZRC e aree cinofile. Gia dall’anno in corso, inoltre, è previsto un importante piano di lancio di selvaggina per popolare opportunamente i nuovi territori di tutela sprovvisti di fauna.

Da sottolineare, inoltre, la stretta collaborazione con la vasta rete di volontari: a loro sarà affidata la nuova tabellazione e con le risorse risparmiate sarà possibile aumentare la quantità di selvaggina destinata al ripopolamento.

Tutte le scelte del Piano, sono state operate dalla Provincia tenendo in considerazione quattro indicatori: fattori territoriali geografico-ambientali; analisi dei risultati conseguiti negli precedenti Istituti in gestione; dimensionamento degli Istituti; localizzazione strategia degli Istituti; proposte del mondo venatorio (ATC).

L’Assessorato sta predisponendo nuovo materiale informativo e nuove cartine: saranno distribuite ai cacciatori prima dell’apertura della stagione venatoria.

 11/05/2011 9.00