Emergenze terremoto e alluvione: il pressing del Pd teramano sul centrodestra

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «E' servita la convinzione e la perseveranza di tutti i sindaci per far sì che il Tar del Lazio ripristinasse un diritto leso».

Ne è convinto Giovanni Cavallari, responsabile Enti Locali provinciale del Pd che plaude gli interventi del tribunale amministrativo laziale che la scorsa settimana ha ridato speranza a 15 comuni esclusi dal perimetro del cratere post sisma.

«Speriamo che quanto accaduto», si augura Cavallari, «sia, per il nostro Governatore, un’occasione da sfruttare per garantire, a quelle popolazioni fortemente penalizzate dalla perimetrazione della Protezione Civile, i giusti diritti e le medesime opportunità economiche dei comuni entrati immediatamente».

Eppure sono stati necessari due anni circa di ricorsi all’autorità giuridica per fare chiarezza sulla situazione sisma nella provincia di Teramo, Pescara e L'Aquila.

Nei giorni successivi al sisma ci fu una gran confusione per identificare i comuni (montani) ricadenti nel cratere. «Tale scelta comportò una sollevazione popolare», ricorda l'esponente del Pd, «con a capo alcuni sindaci come Crognaleto e Isola del Gran Sasso, finalizzata alla difesa dei diritti sia di natura morale e sia economica delle popolazioni locali ingiustamente escluse. A poco servirono le rimostranze dei sindaci di centro sinistra, dei Consiglieri Regionali e dell’intero Partito Democratico per persuadere il commissario Governativo Bertolaso, il governatore della Regione Gianni Chiodi ed il Governo Nazionale affinchè  riconoscessero un diritto legittimo ai comuni esclusi ingiustamente».

E il Pd in questi giorni pensa anche all'emergenza alluvione e ha convocato una seduta straordinaria del Consiglio regionale sullo «stato di emergenza» e per l'adozione di «misure urgenti da parte della Regione Abruzzo».

La seduta, annunciata in conferenza stampa dal capogruppo Camillo D'Alessandro e dai consiglieri Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca, dovrebbe svolgersi «con tutta probabilità martedì 17 maggio».

In particolare, i democratici chiedono che la Giunta Regionale adotti «provvedimenti per la programmazione e la copertura finanziaria di interventi da destinare prioritariamente al ripristino delle infrastrutture e agli interventi di somma urgenza effettuati dagli enti locali». Per far ciò il Pd ritiene sia necessaria «un'azione più forte della Regione» attraverso l'individuazione di «risorse nel bilancio regionale, anche adottando le opportune variazioni», la «rimodulazione del Piano triennale delle opere idrauliche 2011-2013», le cui risorse ammontano a 40 milioni di euro, per dare priorità alla ricostruzione di ponti e al ripristino idrogeologico delle aree danneggiate. I consiglieri, inoltre, chiedono di «anticipare i fondi Fas».

07/05/2011 15.17