Asl Teramo, «malati intrasportabili costretti ad uscire per le visite mediche»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Se un malato è «intrasportabile» si può chiedere comunque che esca di casa per una visita medica?

A quanto pare accade e nemmeno troppo di rado. Il consigliere di maggioranza del Comune di Teramo, Pasquale Tiberii, a seguito di un’esperienza personale legata a questioni familiari, è venuto a conoscenza di una serie di problematiche relative al Servizio di Medicina Legale e al Servizio di Riabilitazione della Asl di Teramo.

Relativamente all’iter delle pratiche per il riconoscimento dell’invalidità civile, è stato riscontrato un disservizio: è emerso, infatti, racconta Tiberii, che, nonostante certificazioni di medici di famiglia attestanti l’intrasportabilità del malato per gravi condizioni di salute, gli uffici addetti hanno proceduto alla convocazione dinnanzi alle Commissioni competenti creando ulteriori problematiche in quanto, soprattutto negli orari mattutini (dalle 8 in poi), è risultato alquanto difficile lo stesso reperimento dei mezzi di trasporto per i non deambulanti.

«Tutto questo nonostante la possibilità prevista dalla legge relativamente alle visite domiciliari da parte delle commissioni mediche».

Il Consigliere è stato investito, oltre alla propria esperienza personale del problema, da numerosi cittadini i quali hanno addirittura rappresentato situazioni limite con persone molto anziane, sofferenti e colpite da ictus nella maggior parte dei casi, costrette a doversi recare presso gli uffici della Asl.

«Stigmatizzo questo “modus operandi” che quantomeno, da un punto di vista morale, determina un aggravamento delle sofferenze di cui soffrono queste persone oltre al forte disagio soprattutto per quelle persone sole e che non possono contare sul fondamentale sostegno dei familiari», spiega il consigliere.

Al riguardo Tiberii ha esposto il problema al professor Giustino Varrassi, direttore Generale della Asl, il quale ne ha preso prontamente atto garantendo un celere intervento effettuati i dovuti accertamenti.

Analogamente, nel medesimo incontro, il consigliere ha evidenziato, anche il ritardo con cui vengono eseguite le visite neurologiche da parte del Servizio di Riabilitazione onde ottenere l’autorizzazione ai cosiddetti presidi (pannoloni, materassini antidecubito ecc.): infatti, sempre per l’esperienza personale vissuta, il consigliere ha avuto modo di verificare le lungaggini nell’iter di autorizzazione.

Anche rispetto a tale problematica il professor Varrassi ha garantito un suo intervento.

07/05/2011 10.03