Omicidio Melania, marito dagli inquirenti. La pista dei coltellini delle reclute

Alessandro Biancardi

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ASCOLI PICENO. Nuovo sopralluogo previsto per oggi nel bosco di Ripe di Civitella, dove è stato ritrovato il cadavere di Melania Rea, da parte di cani specializzati nel fiutare tracce di sangue.

Lo ha disposto la procura di Ascoli Piceno, alle prese con il giallo dell'omicidio della giovane mamma. I cani sono in arrivo dalla Toscana.

In mattinata si è tenuto invece un vertice fra inquirenti e investigatori: «ci siamo accordati su come procedere - ha detto ai cronisti il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli, il colonnello Alessandro Patrizio -, e stiamo ascoltando altre persone, di vari ambienti».

Alla domanda se le indagini siano vicine ad una svolta, Patrizio ha risposto «magari...».

Continuano intanto ad arrivare i primi risultati degli accertamenti tecnici condotti dai carabinieri del Ris e al vaglio degli inquirenti ci sono diverse testimonianze.

Da queste bisognerà cercare di tirare fuori un quadro dettagliato di quanto sia accaduto il 18 maggio scorso quando Melania, allontanatasi dal marito per andare al bagno, non è più tornata.

Nei giorni scorsi la trasmissione ''Chi l'ha visto?'' ha rintracciato alcuni testimoni che hanno raccontato di aver visto quel giorno due automobili dirigersi a tutta velocità verso il bosco delle Casermette, dove è stato trovato il cadavere della donna.

La velocità sarebbe stata talmente elevata che i due automobilisti non avrebbero frenato nemmeno trovandosi davanti alcuni cavalli. Chi erano? Dove stavano andando? Perchè avevano tanta fretta?

E strani movimenti di automobili li ha confermati anche il titolare del ristorante Panorama che ha ricordato come il giorno 18 maggio e il 19 c'era un continuo andirivieni di veicoli, «molto insolito» per una zona a 1200 metri d'altezza dove il passaggio delle auto è solitamente «sporadico».

Può esserci una connessione tra quell'insolito traffico e il giallo di Melania? E' solo una coincidenza?

Proprio oggi, intanto, Salvatore Parolisi, il caporale dell'esercito e marito di Melania, sarà ascoltato di nuovo dagli inquirenti.

Negli ultimi giorni, mentre l'uomo di trovava in licenza a Fratta Maggiore, in Campania, suo luogo di origine, sono emersi dall'inchiesta nuovi dubbi sulla veridicità del suo racconto sulla scomparsa della moglie a 10 chilometri dal luogo del ritrovamento del cadavere.

E gli investigatori vogliano capire anche cosa ci sia dietro quella frase pronunciata nell'imminenza della scomparsa dallo stesso Parolisi : «Me l'hanno portato via».

A chi si riferiva il caporale istruttore dell'esercito, in servizio presso la Caserma Clementi di Ascoli Piceno? Sapeva già che c'era qualcuno che poteva rapire Melania? Una stessa frase è emersa anche nell'ambito di un altro giallo molto noto che non ha alcuna attinenza al caso in questione: l'omicidio Sara Scazzi. Pochi minuti dopo la scomparsa fu la cugina della ragazzina di Avetrana, Sabina Misseri, a lanciare l'allarme: «l'hanno presa», disse immediatamente, non pensando invece ad un semplice ritardo.

Una frase, allora come oggi, che fa spuntare nella testa degli inquirenti sospetti e domande.

06/05/2011 15.30

CARABINIERI PRELEVANO TRE COLTELLINI PER UN CONFRONTO

Secondo quanto emerso dalla trasmissione “la vita in diretta” di oggi pomeriggio i carabinieri del Ros avrebbero fatto visita ad un negozio ad Ascoli Piceno, una armeria, ed avrebbero chiesto informazioni su alcuni tipi di coltelli di piccole dimensioni.

Ne avrebbero presi tre di marche diverse e sarebbero di quelli che le soldatesse -che sono di stanza ad Ascoli presso il Reggimento Piceno, dove il marito di Melania, Salvatore Parolisi, addestra le reclute - regalano agli istruttori a fine corso. I carabinieri avrebbero chiesto al titolare della coltelleria se il negozio esegue delle incisioni sulle armi, ma l'uomo ha detto di non avere l'attrezzatura necessaria.

06/05/2011 18.52