Omicidio Melania: «matrimonio in crisi». L'ira del generale: «stampa morbosa»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. E' ancora buio fitto nel giallo che ormai da giorni avvolge la terribile morte di Melania Rea, 29 anni.

TERAMO. E' ancora buio fitto nel giallo che ormai da giorni avvolge la terribile morte di Melania Rea, 29 anni.

Ogni giorno emergono nuovi spunti su cui lavorano gli inquirenti ma al momento non ci sono ancora indagati. Con il passare dei giorni anche la vita di coppia della vittima e del marito, su cui gli inquirenti stanno concentrando le attenzioni, sembra sgretolarsi. Secondo gli inquirenti c'erano continue tensioni tra Melania e Salvatore. Una crisi comunque che interessa frequentemente giovani coppie e non per questo debba significare qualcosa di ben più grave.

L'ultimo scontro familiare ci sarebbe stato domenica, il giorno prima della scomparsa, e si lavora per cercare di capire se la donna fosse intenzionata addirittura a lasciare il tetto coniugale.

«Melania non voleva andare via, è una bufala, come lo è sostenere che c'era qualcuno nel palazzo che la guardava con troppa insistenza», sostiene però Raffaele P., l'agente di custodia finito fra le persone "attenzionate" nell'ambito dell'inchiesta.

Amico di famiglia della donna e del marito di lei, l'uomo ha chiarito la sua posizione, ribadita in una intervista rilasciata per La Vita in Diretta, ma poi trasmessa dal Tg1, perché il programma di Raiuno è stato sospeso dopo il grave malore che ha colpito Lamberto Sposini.

«Non si può essere additati solo perché si conosce una coppia. E' un'assurdità», ha detto la guardia carceraria. «S'é chiarito tutto. Io, ma anche l'altra coppia che sta nel palazzo dove abitiamo, il marito della signora, il dirimpettaio: hanno fatto le verifiche di dove stavamo quando è successo il fatto: eravamo lì».

Era stato il marito di Melania a chiedergli aiuto quando la moglie era scomparsa da Colle San Marco.

«Salvatore mi ha chiamato. Quando io e mia moglie siamo arrivati a San Marco mi si è buttato addosso; era affranto e piangeva. Abbiamo girato lì, m'ha raccontato la dinamica. Poi sono arrivati carabinieri, polizia, protezione civile».

E' stato lui a notare nell'auto di Parolisi una piccola valigia. «Ho pensato l'avessero preparata prima in vista della partenza il giorno dopo».

 Ieri sera, invece, nel corso della trasmissione 'Quarto Grado' ha parlato il padre della vittima: «Quando sarà vorrò parlargli (con l'assassino, ndr), capire il perché di questo accanimento su una ragazza indifesa».

«Ho visto solo il viso - ha ricordato Michele, a proposito del riconoscimento del cadavere della sorella, toccato a lui -. Era un angelo, a dir poco. Anche così sembrava che sorridesse».

Il marito di Melania, intanto, gravato anche lui da sospetti, non sta mangiando: «il dolore - ha commentato Michele - toglie la fame».

«INTERESSE MORBOSO»

Il generale di Corpo d'Armata Maurizio Scoppa, comandante interregionale dei carabinieri di Campania, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, invece, preferisce non parlare dell'omicidio di Melania e non approva l'interesse morboso che si e' creato attorno a questo episodio di cronaca, cosi' come attorno ad altri fatti di sangue avvenuti nel Paese.

«E' una domanda che non mi piace» - ha detto Scoppa ai giornalisti che gli chiedevano notizie e aggiornamenti su questo caso, e «conto fino a tre» prima di rispondere - ha aggiunto.

Scoppa ha parlato di un «interesse parossistico ed eccessivo della stampa» e di «un imbarbarimento dell'informazione».

Ha fatto notare, poi, come le vicende di cronaca siano al centro dei dibattiti nei "salotti televisivi" e cosi' - ha osservato - «si innesca un interesse morboso della popolazione».

Poi ha fatto riferimento ai turisti che a Pasquetta hanno visitato il bosco dove e' stato ritrovato il corpo della donna e ha commentato che si «crea un museo vivente dell'orrore. E questo non mi piace».

In Italia, ha detto ancora, «siamo tifosi da poltrona e allenatori della squadra del cuore, sempre stando a casa, ma nessuno fa sport. Ognuno e' un ottimo investigatore, in poltrona. Ma a che serve? Intralcia solo il lavoro»

30/04/2011 9.10